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CROCIERA SUL NILO, UNA ESPERIENZA CHE NON TI ASPETTI

Una vacanza di relax dove le giornate corrono veloci tra una visita a un antico tempio e un cocktail sorseggiato a bordo piscina osservando le meraviglie che la natura del Nilo ha da offrirti. Immagini così una crociera sul Nilo, vero? Ecco, anche io pensavo sarebbe stata più o meno così.

Ho sognato a lungo di poter navigare sulle acque di questo fiume che ha permesso a una simile civiltà di nascere, crescere e fiorire. Sono passati ormai 30 anni da quando ho conosciuto, per la prima volta, la magnifica cultura dell’antico popolo egiziano, con il loro incredibile ingegno e la magia delle loro credenze religiose, e ancora non posso che rimanerne incantata

In questo articolo vorrei quindi raccontarti in cosa consiste una crociera sul Nilo, ovvero come sono organizzate le giornate e cosa aspettarti quando finalmente decidi di regalarti una delle esperienze di viaggio più affascinanti della vita.

Ovviamente ti parlerò della mia esperienza, che è stata la tipologia di esperienza di navigazione che più frequentemente viene offerta dai tour operator in quanto meglio incontra i tempi e le tasche del viaggiatore medio, senza rinunciare a una perfetta combinazione tra comfort e scoperta.

Faccio solo due premesse: il periodo di visita è caduto durante il mese di Ramadan e la guida che ha accompagnato il mio viaggio ha tenuto un atteggiamento vagamente dispotico; diciamo che il suo unico pensiero era quello di rintronarci con le sue infinite spiegazioni e rispettare il programma di visita, anche a costo di farci solo vedere un luogo, anziché visitarlo.

Non mi rimane quindi che augurarti buona lettura e….buon viaggio!

COSA TROVERAI IN QUESTO ARTICOLO:

  • MOTONAVE;
  • INIZIATIVE A BORDO;
  • PROGRAMMA DEL VIAGGIO:
    1. Arrivo a Luxor;
    2. Primo giorno di visite;
    3. Secondo giorno di visite;
    4. Giornata di escursioni facoltative;
    5. Ultimo giorno di crociera.
  • PRIMA DI PARTIRE PER L’EGITTO.

MOTONAVE

Come ti ho già confessato, ho passato una infinità di anni a sognare di vivere questa esperienza. Questo significa che, ogniqualvolta me ne capitasse uno sotto mano, ho passato anni a sfogliare avidamente i cataloghi delle crociere sul Nilo, cartacei – ammetto che ne custodisco ancora uno da qualche parte risalente a parecchi anni addietro – ma anche online. Oltre a programmi e durate che poco si discostano tra loro, le varie compagnie offrono anche tipologie esteticamente molto differenti di navi: basta una rapida ricerca per scoprire che ce ne sono davvero una infinità.

Le motonavi che solcano le acque del fiume Nilo sono, per la maggior parte, delle versioni moderne del celebre battello dove si sono svolte le vicende del film “Assassinio sul Nilo”, tratto dal famosissimo libro di Agatha Christie. In verità il battello usato nell’ultimo remake del 2022 è effettivamente in servizio, ma il prezzo non è esattamente accessibile a tutte le tasche. Come pure le imbarcazioni eleganti ed esclusive che potrebbe capitarti di scorgere durante la navigazione. Fortunato chi se lo può permettere.

Un elemento che accomuna le imbarcazioni delle diverse compagnie è l’involucro esterno della nave, mentre internamente possono essere anche molto diverse tra loro.

Come faccio a saperlo con certezza? Provo a spiegarti brevemente come funziona. Le compagnie sono tante, ma i punti di attracco per le navi sono pochi; questo comporta che le navi della stessa compagnia attraccano allo stesso punto del molo e fungono da vie di passaggio per le altre. Potrebbe capitarti quindi di dover attraversare le hall anche di 5 barche prima di entrare nella tua. Forse gli interni sono così differenti tra loro proprio per evitare di disorientare al punto gli ospiti da perdersi sui ponti della nave sbagliata.

A parte il riconoscere attivamente la tua nave, vieni comunque fermato nella ricerca della hall giusta da uno dell’equipaggio che ti offre un bicchiere di tisana calda al tuo rientro. Una coccola sempre gradita dopo una intensa mattinata di visite.

Ma torniamo alla nave che ha accompagnato il mio viaggio.

La compagnia si chiama JAZ Cruises e conta diverse imbarcazioni tra le quali la JAZ Celebrity, ovvero la motonave con la quale ho vissuto questa esperienza. Dagli esterni molto moderni, ha un arredamento interno molto classico con pavimenti in marmo e parapetti in metallo. Sostare nella hall mi faceva sentire come trasportata indietro nel tempo, come mi immaginavo si sentissero i primi passeggeri delle prime imbarcazioni storiche impiegate per compiere questo tragitto. A corroborare questa sensazione, le due scalinate semicircolari che risalgono ai ponti superiori con sale per la lettura e per il gioco degli scacchi e del biliardo.

Motonavi della stessa compagnia affiancate al molo di Luxor

Come quasi tutte le motonavi che circolano sul Nilo, anche la motonave che ha accompagnato la mia esperienza è strutturata in 5 ponti:

  • Il primo ponte, dove trova posto il ristorante, è per metà situato al di sotto del livello delle acque e dalle sue finestre è possibile osservare il Nilo come se si stesse galleggiando sul fiume;
  • Il secondo ponte comprendere la hall, con le porte di accesso e la reception, e il bar;
  • Nel terzo e quarto ponte sono situate le cabine dei passeggeri, ma anche qualche negozietto;
  • Il quinto ponte, ovvero il cosiddetto “ponte sole”, dove trovare una piccola piscina e tanti sdrai dove prendere il sole e sorseggiare una bevanda pomeridiana.

Come faccio a dire che quasi tutte le motonavi hanno più o meno questa struttura? A parte che, quando le motonavi sono ormeggiate alla riva, dalle finestre della propria nave si vedono gli interni di quella adiacente – esatto, anche dalla propria stanza. Quando poi giunge il momento di attraversare la chiusa di Esna, si nota, in modo anche molto lampante, come le motonavi, per riuscire a entrare nella conca, devono avere tutte la stessa dimensione massima. Mentre osservavo le navi entrare nella chiusa dal ponte sole della JAZ Celebrity mi sembrava di vedere una versione gigante di quei giochi per bambini, dove il pezzetto di legno colorato a forma di stella deve essere incastrato nel foro a forma di stella.

Il comfort a bordo della motonave era assoluto: non mi sarei mai immaginata che potessi avere così tanto spazio in una cabina a bordo di una nave. La stanza dell’hotel di Londra dove sono stata anni fa era molto più piccola, e decisamente più scomoda, di questa cabina. Il punto forte della stanza è l’enorme finestra affacciata direttamente sul fiume, fantastica per osservare i panorami regalati da un viaggio simile dalla intimità della propria stanza. Il bagno poi è stato una grande sorpresa: molto moderno e con una doccia davvero enorme.

La pulizia della stanza, e della motonave in generale, era davvero impeccabile. Gli addetti alle pulizie erano molto gentili e carini e, se per caso ti incrociavano nel pomeriggio al rientro dalle escursioni, si preoccupavano di come trovavi la stanza e se ti servisse qualcosa.

La mia cabina sul terzo ponte della motonave

Come già accennato, i principali pasti della giornata (colazione, pranzo e cena) avvengono nel ristorante collocato a livello del primo ponte, praticamente all’interno del letto del fiume. Dagli oblò è infatti possibile ammirare le acque del Nilo da una prospettiva unica.

La sala ristorante è strutturata in una enorme zona centrale adibita al buffet e due zone laterali dove sono disposti i tavoli. Sulla mia motonave, i tavoli erano tutti di forma rotonda e andavano da piccoli tavolini da due posti fino a tavoli più grandi da massimo otto posti.

Le pietanze vengono presentate sottoforma di un buffet che spazia da una ampia scelta di dolci e frutta all’ingresso, specialità già pronte nella parte centrale e termina con un’area predisposta per piatti preparati al momento – che a colazione consistono in uova cucinate secondo richiesta, mentre a pranzo e cena in pasta con diverse tipologie di condimento.

A ogni assalto al buffet, ne uscivo sempre con almeno due tazze di zuppa – ovvero una per ogni tipologia proposta – un piatto composto da insalate insaporite con condimenti tipici e un piatto con verdure e pesce o pollo conditi all’orientale a seconda della proposta del momento. Personalmente ritengo di aver mangiato molto bene ogni giorno e a ogni pasto. I camerieri e i cuochi sono, inoltre, sempre stati molto gentili e aperti allo scherzo.

Menù del buffet a bordo della motonave a pranzo e cena

INIZIATIVE A BORDO

Navigare sul Nilo a bordo di una motonave non consiste solo in un pernottamento in un hotel in movimento che compie una navigazione di quasi 220 Km in pochi giorni. Le iniziative organizzate sono molto carine e coinvolgenti, volte proprio a intrattenere e far sentire ogni ospite benvenuto a bordo.

Come prima coccola, a ogni rientro in motonave qualcuno dell’equipaggio è pronto ad accoglierti con un bicchiere di tisana bella calda: un karkadè come benvenuto la prima sera, mentre i giorni seguenti una tisana alla menta, una al finocchio e una alla camomilla.

Tralasciando il dettaglio che il mio viaggio è capitato nel mese di marzo e che la temperatura esterna era estremamente gradevole, una tisana bollente viene servita in qualsiasi momento dell’anno, soprattutto in estate.

Contrariamente alla mia abitudine di consumare litri di tisane calde quasi esclusivamente in inverno nel tentativo di scaldarmi – e soprattutto contrariamente alla logica comune – questa usanza di consumare tisane bollenti anche durante le giornate più calde è molto comune nei Paesi che presentano un clima decisamente più torrido del nostro. Basta pensare ai Tuareg del deserto che, durante le ore più calde del giorno, si rinfrescano sorseggiando una tisana alla menta o un karkadè. Hai capito bene: si rinfrescano sorseggiando una tisana calda. Pare infatti che bere una bevanda calda faciliti la vasodilatazione superficiale e, quindi, la dispersione di calore, riducendo sudorazione ed eccessiva perdita di sali minerali. E pensare che, al primo caldo, ogni anno i giornalisti italiani impazzano con la solita raccomandazione di “evitare di uscire nelle ore più calde e bere bevande fresche”. Sono cresciuta nella menzogna.

Sempre sulla falsa riga di questa coccola, la prima sera di navigazione – ovvero la seconda sera di permanenza a bordo – si viene convocati nella enorme sala del bar per essere ufficialmente accolti dal direttore della nave che, al completo dei responsabili delle varie aree di mansione del personale di bordo, descrive brevemente la compagnia e ringrazia gli ospiti per aver scelto di viaggiare con una motonave della sua compagnia. Ma la vera chicca di questa iniziativa è l’enorme banchetto preparato appositamente per gli ospiti, con cocktail meravigliosi e davvero buonissimi. Il cocktail che ho assaggiato io era un cocktail analcolico gustosissimo, composto da tre strati di frullati alla frutta: il primo strato al mango era spettacolare, il secondo strato bianco al guava una vera scoperta e l’ultimo al kiwi un tocco di energia. Ne avrei voluto uno ogni giorno.

Cocktail di benvenuto a bordo della JAZ Celebrity

Sul ponte sole poi, a metà pomeriggio, viene offerta una tazza di tè accompagnata da biscottini e una spettacolare vista sul Nilo.

Ma le iniziative non si fermano solo a questo.

La sera della terza giornata di viaggio, durante la sosta al molo in vicinanza al tempio di Kom Ombo, è stata organizzata una serata molto particolare nella quale l’equipaggio indossava gli abiti tradizionali egiziani e al buffet venivano servite pietanze tipiche. In questa serata, ho respirato aria di festa già nel momento in cui mi sono affacciata alla porta della cabina per cercare di capire da dove provenisse quell’insieme di tamburi e canti che risuonava in tutti i ponti della motonave.

Dopo la cena si viene poi invitati al bar della motonave per partecipare a una serata di balli orientali con lotteria nella quale è possibile vincere cappellini, borsette ma anche birra e bottiglie di alcolici.

L’ultima serata di permanenza a bordo della motonave, invece, si tiene uno spettacolo nubiano dove, alcuni membri della popolazione nubiana che risiedono nell’estremo sud del corso del fiume Nilo, percuotono i tamburi ed eseguono alcune danze tipiche. Ma la serata ha preso una piega decisamente imbarazzante quando è comparso uno strano individuo, vestito solo con un gonnellino di paglia e vari altri strani ornamenti, che, appena mi ha vista, si è diretto deciso verso di me e mi ha trascinata al centro della sala per farmi urlare frasi completamente inventate e totalmente senza senso – della serie “ashakkalaka” – accompagnate da ridicoli gesti delle mani. Per fortuna in tutto ciò non ero da sola; la stessa sorte è capitata anche ad altre due ragazze.

Mi son divertita a tal punto che, alla fine, era lui a guardarmi come se fossi una strana creatura.

Lo spettacolo nubiano si è concluso con l’entrata nella sala di due ragazzi travestiti da cavallo col quale hanno salutato, uno a uno, gli spettatori presenti nella sala con un caloroso bacio in fronte. Piccola precisazione: ho una strana fobia nei confronti delle mascotte, soprattutto se posso anche solo intravedere la faccia di chi indossa il costume. Ecco, quando si è avvicinato ho effettivamente percepito la presenza di qualcuno dentro a quel costume. Il risultato? Una risata scimmiesca seguita da una potente risata isterica quando è arrivato il mio turno. Che imbarazzo.

Ogni giorno erano previste piccole coccole per i passeggeri e iniziative volte a intrattenere la clientela e approfondire le conoscenze della cultura locale, senza ovviamente far protrarre la festa fino a tardi per via degli orari assurdi della sveglia la mattina successiva.

PROGRAMMA DI VISITA

Le motonavi che percorrono il tratto di Nilo che si estende da Luxor ad Assuan compiono sempre le stesse fermate, rispettando sempre la stessa durata di permanenza e gli stessi orari di ripartenza. Quello che cambia è il punto di inizio della navigazione: una settimana navigano da Luxor ad Assuan e, una volta raggiunta la destinazione, accolgono i clienti del turno successivo risalpando alla volta di Luxor, e così via.

Quindi il programma seguito durante il mio viaggio è assimilabile a quello di tutte le esperienze di 4 notti/5 giorni di navigazione sul Nilo e ha semplicemente un ordine inverso per il tragitto opposto.

Come ho già accennato, il programma di visita previsto per questo viaggio è stato molto più intenso e impegnativo del previsto, soprattutto perché tutte le visite erano concentrate in poche ore, con partenza alla mattina molto presto per rientrare a ora di pranzo.

1. Arrivo a Luxor

Oltre allo spettacolo del deserto spaccato in due dalle acque del Nilo comparso all’improvviso sotto le nuvole che coprivano l’area di Luxor, la prima giornata di viaggio non prevedeva alcuna visita. Mi aspettavo quindi che, una volta sbrigate le formalità doganali – come ottenimento del visto e ritiro del bagaglio – mi sarebbe rimasto solo di sistemarmi nella mia cabina e farmi una doccia prima di cena.

Ma quando un viaggio in periodo di Ramadan incontra una guida dispotica e stacanovista, il risultato non può che essere l’anticipazione alla prima sera di una piccola parte di programma previsto per il secondo giorno, con una visita fugace al Tempio di Luxor.

La titubanza sperimentata alla comunicazione del cambio di programma si è subito sostituita a una enorme meraviglia nel momento in cui è comparsa la facciata del tempio col lungo viale di sfingi che da essa origina. Dopo una interminabile spiegazione di apertura da parte della guida – quello che si è poi rivelato uno dei tanti “spiegoni” infiniti del viaggio – ci siamo addentrati in questa antica meraviglia illuminata in modo minimale; quel tanto che bastava per esaltare la bellezza dei singoli elementi architettonici del tempio e del magnifico viale di sfingi.

Arrivata in fondo al tempio e visitati gli angoli più importanti del sito, improvvisamente sono stata avvolta dal forte eco del richiamo alla preghiera di una moschea posta nelle vicinanze e, nell’arco di pochi istanti, mi sono ritrovata completamente al buio. Quello che può succedere – ed è puntualmente successo – in una visita durante il periodo di Ramadan, è che gli orari di apertura dei siti turistici possono subire leggere modifiche. E quindi può succedere che vieni lasciata al buio, e insistentemente invitata a uscire da un tempio, anche decine di minuti prima dell’orario ufficiale di chiusura.

La serata si è conclusa con una semplice cena a buffet nel ristorante della motonave.

2. Primo giorno di visite

La giornata più ricca di visite è stata senza dubbio il secondo giorno di permanenza, ovvero il primo giorno ufficiale di visite. È stata la più intensa anche considerando la piccola parte di programma anticipata alla sera prima; e per fortuna oserei anche aggiungere!

Pochissime ore dopo l’orario in cui sono riuscita a prendere sonno, e soprattutto dopo pochissime ore che mi sono alzata da tavola per la cena, mi ritrovo di nuovo in piedi diretta al ristorante per la colazione. Orario previsto per la colazione 4:30.

La levataccia di questa mattina è stata però essenziale per riuscire a finire tutte le visite entro la mattinata e rispettare la tabella di marcia. Ma mi ha anche regalato due visite quasi in esclusiva alle prime due tappe della giornata, ovvero ai leggendari Colossi di Memnone e al singolare Tempio della regina Hatshepsut.

La visita di questi due antichi siti archeologici quasi in solitaria è stata una sorpresa che ha cancellato ogni perplessità insita in una tale levataccia.

Visita al tempio della regina Hatshepsut

Arriva poi il momento tanto atteso, ovvero la visita alla Valle dei Re. Non ho parole per spiegare di quanto l’immagine che mi ero creata di questo luogo si discostasse da quanto ho trovato nella realtà. Quanto da me scoperto e visitato in questo magico luogo era infinite volte meglio di quello che la fervida immaginazione della mia mente di bambina mi aveva portato a figurarmelo come una sorta di parco giochi a tema egizio – tanto per intenderci. Penso che la Valle dei Re sia il prototipo di sito archeologico alla Indiana Jones, nel quale una sorprendente scoperta si cela dietro a una qualsiasi roccia.

Durante questo viaggio sono previste 3 soste commerciali, la prima delle quali avviene proprio a Luxor, città famosa per la lavorazione dell’alabastro. Lungo la strada ci fermiamo quindi in uno dei pittoreschi negozi di artigianato disseminati in questa provincia. Dopo aver assistito a una breve dimostrazione di come riconoscere il vero alabastro dalle imitazioni, ci viene lasciato tempo libero per ammirare le varie creazioni esposte – non solo composte di alabastro, ma di tante tipologie di rocce presenti in questo territorio – ed eventualmente acquistare souvenir da portare a casa.

Le visite in programma si concludono al meraviglioso tempio di Karnak, il tempio egizio più grande al mondo, collegato al tempio di Luxor da quello spettacolare viale di sfingi ammirato di sfuggita la sera prima. Solo a questo tempio avrei dedicato una mezza giornata da quanto mi era piaciuto.

Ritornata alla motonave per il pranzo, rimango tutto il pomeriggio affacciata alla finestra della cabina fino al raggiungimento della chiusa di Esna, diventata una vera e propria attrazione durante la navigazione sul Nilo.

All’interno della conca della nuova chiusa di Esna

La prima sera di navigazione è quella scelta dal comandante della nave, coadiuvato da tutto lo staff, per darci il benvenuto a bordo con un enorme banco di cocktail e una sorta di dj set.

3. Secondo giorno di visite

La giornata inizia con la visita al tempio di Edfu, città raggiunta in tarda serata il giorno precedente. Il tempio si trova a qualche chilometro di distanza dal fiume quindi, per recarci in questo sito, veniamo accompagnate da un autobus turistico impiegato esclusivamente per compiere la spola tra motonavi e attrazione turistica.

In alternativa al trasporto collettivo con mezzo motorizzato, parcheggiate lungo la strada che costeggia il fiume, si possono trovare carrozze trainate da cavalli che compiono lo stesso percorso – ovviamente per coloro che non partecipano a un viaggio organizzato.

L’importanza di questo tempio non risiede in una vicenda o un aneddoto storico, bensì in una piccola sala presente in questo antico luogo di culto: una antica iscrizione che è stata in grado di donare, all’Egitto del futuro, tanta ricchezza.

In via del tutto eccezionale, la visita di questo importantissimo tempio si è svolta sotto una leggera pioggerellina, evento che molto raramente riguarda questa zona meridionale dell’Egitto. La mia solita fortuna insomma. Come quella volta che ho pernottato in una tenda nel deserto del Wadi Rum in Giordania sotto un forte temporale – giusto per farti capire, la tenda veniva illuminata a giorno dai lampi.

Appena rientrate, la motonave è ripartita alla volta di Kom Ombo per la visita al suo singolare tempio, un tempio più unico che raro, già visibile dalla motonave. Nonostante venga proposto ogni pomeriggio, questa è stata l’unica occasione nella quale ho partecipato al tradizionale tè delle 16:00 sul ponte sole. Sono state la curiosità di osservare il traffico di motonavi intente a ormeggiarsi al molo, e la ancestrale voglia di fingermi un marinaio che avvista la destinazione dall’albero maestro, a spingermi a partecipare a questa attività.

La visita a questo tempio è stata molto affollata e caotica per via delle decine di gruppi di viaggi organizzati compresenti nella stessa fascia oraria. Ma osservare le importanti tavole geroglifiche e il nilometro qui presente sono esperienze che valgono le continue sgomitate e i lunghi tempi di attesa.

Visita al tempio di Kom Ombo in serata

All’ingresso del tempio, è presente anche un piccolo museo dedicato al coccodrillo, figura storicamente associata alle placide acque del Nilo.

Rientrate sulla motonave, mentre riprendeva la navigazione verso la tappa finale, ci siamo godute la serata con cena tipica egiziana seguita dalla tombola alla quale eravamo state invitate a partecipare.

Per inciso, durante la serata tombola è successo che abbiamo effettivamente vinto qualcosa – una birra, per l’esattezza, poi regalata a una simpatica coppia di brasiliani – e che, per andarla a ritirare, io abbia lanciato madre sul palco per ballare con gli animatori al mio posto. Che figlia degenerata.

4. Giornata di escursioni facoltative

Il quarto giorno di viaggio è una giornata dove non viene programmata alcuna visita; sono infatti previste solamente due escursioni facoltative che, se per caso non rientrassero negli interessi del turista, non sarebbe obbligo parteciparvi. Questo significa però anche che, per prenderne parte, è prevista la aggiunta della quota partecipativa a parte rispetto al prezzo del pacchetto – anche se alcuni pacchetti prevedono già una delle due escursioni.

Quando mi hanno comunicato l’orario della sveglia per partecipare alla prima escursione della giornata ho avuto un momento di smarrimento.

Le 3:00 di notte.

Le 3:00 di notte è l’orario in cui mi sono miseramente dovuta trascinare giù dal letto, e poi lungo i corridoi e i ponti della motonave, per salire sull’autobus super scassato che mi ha condotta fino ad Abu Simbel. La sua collocazione all’estremo sud del Paese – roba che sarebbero bastati altri pochi chilometri per ritrovarmi in Sudan – richiede un interminabile viaggio in autobus di 3 ore in pieno deserto.

Il resoconto di questa escursione facoltativa consiste in una sveglia assurdamente presto, circa 3 ore di trasferimento con l’autobus più scomodo dell’intero viaggio, seguite da massimo 2 ore di visita dei due templi – delle quali un’ora solo di “spiegone” – e si conclude con altre 3 ore di trasferimento per rientrare in motonave.

Detto in questo modo potrebbe far subito pensare “Ma cosa ho fatto di male per meritarmi di aggiungere questa escursione a un programma di viaggio già di per sé molto intenso?”. E invece credimi che questa escursione vale la pena di affrontarla. La visita ai due templi di Abu Simbel poi è un dono che fino a qualche decennio fa sembrava impossibile tornare ad avere.

Facciata del tempio di Ramsete II ad Abu Simbel

Dopo un pranzo veloce, e un tentativo di rianimazione col caffè, siamo nuovamente uscite per un’altra escursione facoltativa. Questa volta molto tranquilla e rilassante; una vera immersione nella natura e nella cultura di una delle minoranze etniche che popolano questo territorio.

Siamo quindi salpate a bordo di una piccola imbarcazione in legno tipica, la feluca, per una esperienza di navigazione sul Nilo fino a uno dei villaggi nubiani presenti in questo tratto di fiume.

Una esperienza molto coinvolgente che mi sarebbe decisamente dispiaciuto non vivere nel corso di questa crociera.

A tema nubiano è stata poi anche la serata, con un breve spettacolo nubiano tenutosi a bordo della motonave consistente in canti e balli tradizionali e conclusosi con uno strano individuo che urlava parole inventate e un finto cavallo che salutava tutti i presenti in modo molto affettuoso.

5. Ultimo giorno di crociera

L’ultima giornata di visita inizia con uno stravolgimento dei piani e, a bordo del solito piccolo autobus, ci dirigiamo a circa 20 Km dalla città, ovvero verso la grande diga di Assuan. Costruita attorno agli anni ‘70 dello scorso secolo come spinta alla crescita economica del Paese, ha comportato l’insorgenza di molti eventi collaterali a stampo negativo dal punto di vista ambientale e sociale.

Le sue dimensioni e la sua robustezza sono davvero impressionanti, soprattutto pensando a cosa sia essa stata in grado di generare: il gigantesco Lago Nasser. La vista su questo lago accresce la sensazione di essere a cospetto di un colosso della ingegneria di fine millennio; soprattutto se visitato il giorno seguente la visita di Abu Simbel. Pensare che, a una distanza di oltre 3 ore di auto, mi sono affacciata allo stesso lago, e che la sua estensione andava ancora oltre, non mi fa pensare altro che questa grande diga stia compiendo in modo impeccabile il suo mestiere.

Dopo la impressionante Grande Diga, torniamo verso la città – passando sopra la vecchia piccola diga – per la seconda sosta commerciale prevista in questo viaggio. Questa è legata al ricchissimo segreto custodito nella sala del tempio di Edfu, ovvero una sosta in uno dei negozi di essenze onnipresenti su tutto il territorio egiziano.

raggiungere quello che è stato definito il grande finale della nostra crociera. Salpiamo su una piccola imbarcazione in metallo e raggiungiamo un piccolo isolotto al centro del Nilo sul quale fu collocato l’incantevole tempio di File. Mai definizione fu più azzeccata: questa è stata proprio una visita degna di chiudere in bellezza la mia esperienza di navigazione sul Nilo.

Tempio di File sull’isola di Agilkia

Conoscere la sua storia recente e una delle più romantiche – romantica in stile Romeo e Giulietta, non in stile Lilly e il Vagabondo eh – leggende della antica cultura egizia a esso legata, poi, ha amplificato la magia già percepita dai miei occhi.

Come tutte le cose belle, anche questa esperienza di crociera sul Nilo volge al termine. Dopo un pranzo veloce sulla motonave, infatti, ci trasferiamo al piccolo aeroporto di Assuan dove ci aspetta un volo interno verso il Cairo.

PRIMA DI ARRIVARE IN EGITTO

Anche se circa duemila anni addietro era una delle innumerevoli province romane del “nostro” enorme impero, l’Egitto moderno è uno stato indipendente del Nord Africa. Da questo ne consegue che ci sono formalità doganali da rispettare e importanti informazioni da tenere a mente prima di partire per un viaggio in questo Paese.

Solamente per i viaggi turistici, come per esempio la crociera sul Nilo, ai passeggeri italiani è consentito l’ingresso in Egitto con la propria carta di identità – elettronica o cartacea che sia – valida per l’espatrio e accompagnata da 2 fototessere, oppure il passaporto, con almeno 6 mesi di validità residua dalla data di arrivo nel Paese. Il documento è necessario per ottenere il visto turistico che si richiede alle Autorità di Frontiera direttamente nell’aeroporto di arrivo su suolo egiziano.

Per ottenere il visto turistico sono necessari due elementi:

  • Compilazione della stilosissima carta per l’immigrazione, da effettuare rigorosamente in piedi, implorando una biro a chiunque abbia finito di scrivere e nell’ansia più totale di sbagliare a compilare;
  • Pagamento di 25$ – o cifra equivalente in euro – da corrispondere direttamente in aeroporto.

Una volta sbrigate queste veloci formalità aeroportuali, non rimane che passare i controlli dell’immigrazione e ritirare i bagagli.

Piccolo aneddoto: mentre attendevo i bagagli, si sono avvicinati dei sorridenti signori egiziani che si sono offerti di prelevare il mio bagaglio per tentare poi di convincermi a farmi dare un passaggio da loro. Fin qui tutto normale, se non fosse per il semplice fatto che mi trovavo in Egitto con un viaggio organizzato – e che quindi solitamente include anche i vari trasferimenti – e che, in quel momento, le uniche persone in attesa dei bagagli eravamo rimasti solo noi del tour organizzato.

Nel caso in cui tu avessi un legame molto forte col tuo smartphone e prevedessi di pubblicare contenuti sui social durante la crociera, o semplicemente anche solo scambiare messaggi con chi non è potuto venire con te nel tuo viaggio, ho una notizia al contempo bella e brutta: sarai nel bel mezzo del deserto della parte più meridionale e sperduta dell’Egitto. Se il legame col tuo smartphone è abbastanza forte da non poterne fare a meno, quindi, prima di lasciare l’aeroporto ti consiglio vivamente di procurarti una SIM egiziana per turisti (o attiva una e-sim valida per l’Egitto prima di partire); l’aeroporto di Luxor è piccolino, quindi noterai sicuramente il banchetto appena fuori l’area degli arrivi. Se come me il tuo pensiero dovesse essere “ma dai, sarà previsto un minimo di servizio wi-fi per dei turisti occidentali sperduti nel mezzo del deserto”, ti avviso che quello che in realtà ti ritroverai a bordo della motonave è un molto limitato servizio gratuito del wi-fi più debole e lento della storia – cosa che dopo una decina di messaggi e pochissimi minuti sui social mi chiedeva già di pagare. Gli autobus per i turisti sono piuttosto vintage, quindi scordati internet e presa USB per caricare i dispositivi; per quello dovrai aspettare di raggiungere il Cairo. Sempre che non ti capiti una guida come la mia che ha fornito la password – errata, tra l’altro – del wi-fi solo l’ultima ora di utilizzo del bus e solo perché voleva farsi spedire, da noi, una foto che lui aveva richiesto di farsi fare al villaggio nubiano.

In ogni caso, dimenticati il caro internet veloce che hai a casa. Le meraviglie che vedrai saranno il tuo unico intrattenimento.

Nonostante euro e dollari americani siano ovunque accettati molto volentieri, grazie anche all’approssimativo arrotondamento operato dai commercianti, la moneta ufficiale è il Egyptian Pound, ovvero il dollaro egiziano. In un viaggio organizzato come questo, dove tutto è incluso, non vi è reale necessità di scambiare euro in moneta egiziana e, per i pochi pagamenti che potresti voler effettuare, puoi ricorrere alla carta di credito, rigorosamente pagando in moneta locale. Specifico questo perché, al momento di saldare il contro delle consumazioni effettuate sulla motonave, ad alcuni passeggeri – oltre al numero delle bevande effettivamente consumate durante la permanenza a bordo – è sfuggito anche il fatto che esistono delle commissioni da pagare per convertire una valuta in un’altra e che questo abbassa effettivamente il valore della moneta con la quale si sta pagando. Con conseguenti accese polemiche rivolte a poveri addetti della reception che non sapevano come difendersi dalle accuse di tentativo di truffa da parte dei disinformati passeggeri.

Ultima informazione da tenere a mente è che in Egitto si professa a maggioranza la religione ufficiale islamica sunnita, con una minoranza cristiana copta che arriva a un 15%. Da questo ne consegue che il giorno festivo della settimana è il venerdì, e non la domenica come da noi. Come ogni Paese musulmano poi, anche in Egitto si festeggia annualmente il mese di Ramadan. Ed è proprio nel mese di Ramadan Kareem (Ramadan benedetto) che è capitata la mia visita. Durante questo mese di purificazione ho potuto assistere ai vari disguidi che questo periodo comporta, come la chiusura anticipata e arbitraria dei siti turistici, ma anche a unicità che solo questo mese consente, come strade addobbate a festa, tappeti gremiti di fedeli in preghiera davanti a piccole moschee e banchetti a bordo strada intenti a prepararsi per la imminente rottura del digiuno. Capitare in Egitto proprio durante questo periodo mi ha regalato l’opportunità di poter osservare coi miei occhi come la popolazione vive questo mese in un paese musulmano; mi è già capitato di trovarmi in paesi musulmani in precedenza, ma mai nel periodo di Ramadan. Certo non tutti rispettano il digiuno, come il ragazzo che ho visto mangiare patatine in sacchetto mentre guidava la moto o le decine di persone che fumavano una sigaretta dietro l’altra in pieno giorno, ma questi sono solo pochi esempi tra una popolazione di poco più di 100 milioni di persone.

Per quanto riguarda il clima invece, bisogna considerare che il Paese si estende latitudinalmente dalle rive del Mediterraneo fino al Sudan, rientrando quasi interamente nella zona tropicale del mondo. Soprattutto in una crociera sul Nilo, quindi, che raggiunge la latitudini più profonde del Paese, non aspettarti di trovare temperature comparabili a quelle italiane. Nel mio viaggio in periodo primaverile ho trovato temperature estremamente gradevoli durante tutto il giorno, con un piacevole fresco nelle prime ore del giorno e un caldo tepore nel primo pomeriggio. Diverso è se si tratta di un viaggio che cade nel pieno del periodo estivo, quando le temperature possono tranquillamente raggiungere i 40° C nelle ore centrali del giorno. Ancora mi ricordo l’assurdo caldo sprigionato dal primo “timido” sole della aurora assistita al mio arrivo a Sharm el-Sheikh nel pieno di un mese di agosto di diversi anni fa. In ogni caso, in valigia non scordare di mettere la crema solare, un cappello – o anche solo un foulard – e un paio di occhiali da sole. Prevenire è meglio che rimuginare, soprattutto se non vuoi avere come ricordo una foto dove sembri Rudolph la renna dal naso rosso.

L’ultimo – ma non per importanza – concetto da tenere benissimo a mente prima di partire è che stai per vivere il viaggio della vita. Non si tratta solo di visitare vecchie pietre giallognole impilate le une sulle altre a formare delle forme carine, o non si tratta solo di pernottare a bordo di una motonave che naviga tra palme e vecchie abitazioni colorate. Si tratta di una opportunità di conoscere da vicino la cultura della più antica ed affascinante popolazione mai studiata da bambini, rispolverare vecchi ricordi e apprenderne altri – sempre che la guida che ti capita sia improntata sull’includere anche questo aspetto nei racconti.


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Il mio racconto sulla mia esperienza di navigazione sul Nilo a bordo di una motonave si conclude qui. Ma il mio viaggio in Egitto continua: ci sono tante meraviglie da scoprire lungo questo magico fiume e te ne parlerò nei miei prossimi articoli.

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Buon Viaggio!

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