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GUBBIO E IL NATALE NEL BORGO PIÙ BELLO DI ITALIA

Situato nel cuore del verde della regione Umbria, alle pendici del Monte Ingino, il meraviglioso borgo medievale di Gubbio (PG) è una meta imperdibile per chi è alla ricerca di scorci indimenticabili ed esperienze autentiche. Conosciuta con gli appellativi di “città di pietra” e “città dei matti”, Gubbio ti farà innamorare con i suoi stretti vicoli dal sapore antico e le sue incredibili tradizioni, che da secoli vengono mantenute vive con autentico fervore.

Dalla eccentrica festa dei Ceri fino al tradizionale Palio della Balestra, la vera essenza eugubina saprà stupirti e coinvolgerti al punto che, perché no, ti ritroverai a correre attorno a una fontana per portare a casa un pezzetto della loro nota “matteria”.

Ma se decidi di visitare Gubbio durante il periodo natalizio, a tutto questo devi aggiungere l’incanto del suo albero di natale da record e le sue iniziative a tema, ambientate in palazzi storici del XV secolo.

In questo articolo puoi trovare tutte le informazioni necessarie per pianificare una visita in questo splendido borgo medievale, organizzate in un itinerario che ti farà innamorare di questo vero gioiello di una architettura di tempi antichi. Buona lettura!

COSA TROVERAI IN QUESTO ARTICOLO:

  • COSA VEDERE A GUBBIO;
  • 5 ANGOLI IMPERDIBILI DI GUBBIO:
    1. Tutto il fascino medievale di Gubbio in uno sguardo;
    2. Piazza suggestiva, soprattutto dopo il tramonto;
    3. Scalinate dal fascino innegabile;
    4. Portici di Via Dante Alighieri;
    5. Ponti del complesso edilizio dell’Abbondanza.
  • GUBBIO, LA CITTÀ DEL NATALE:
    • Christmas Land;
    • Magia del Cioccolato;
    • Presepe vivente;
    • Ruota Panoramica, mercatini di Natale e slitta di Babbo Natale;
    • Presepe a grandezza naturale.
  • PRODOTTI TIPICI EUGUBINI:
    • Barcarola Eugubina;
    • Amaromatto;
    • Cerberus;
    • Crescia di Gubbio;
    • Tartufo;
    • Olive e Olio di oliva.
  • DOVE ALLOGGIARE A GUBBIO E DINTORNI.

COSA VEDERE A GUBBIO

Il borgo di Gubbio è una perla rara custodita nel cuore verde della penisola italiana, la regione Umbria. Non mi sento di esagerare ad ammettere che qui il tempo sembra proprio essersi fermato. Per scoprire ogni angolo di questa incantevole città di pietra ho creato un itinerario perfetto per una visita di 1 giorno, ma per vivere a pieno il suo incantevole fascino – soprattutto nel periodo natalizio – sono necessari almeno 2 giorni di visita.

Il mio itinerario di visita del borgo di Gubbio inizia da Piazza 40 Martiri, uno spazio pubblico circolare sul quale trovano sede la chiesa di San Francesco, una piccola area verde presieduta dal Memoriale dei 40 Martiri e il complesso della Loggia dei Tiratori.

La Chiesa di San Francesco risale al XIII secolo ed è fortemente connessa al noto santo proveniente da Assisi, che proprio in questa città incontrò il metaforico lupo. Quando decise di intraprendere la vita religiosa, decise di raggiungere Gubbio, dove fu accolto nella antica residenza degli Spadalonga, coi quali stringeva rapporti commerciali e di amicizia, che sorgeva proprio dove ora si trova la chiesa a lui dedicata. Da bravi commercianti di stoffe, fornirono a Francesco una tunica di stoffa grezza grigia che costituì l’archetipo dell’abito dell’ordine dei francescani.

Il Memoriale dei 40 Martiri sorge al limitare dei giardini della piazza ed è stato eretto in memoria della tragedia che si consumò, come rappresaglia da parte dell’esercito nazista, giovedì 22 giugno 1944. In seguito alla uccisione di un tenente medico tedesco e al grave ferimento di un sottotenente da parte della resistenza eugubina, vennero arrestati 40 innocenti e fucilati nei pressi del luogo dove ora sorge l’omonimo mausoleo. Una grave tragedia che ha segnato per sempre la storia eugubina.

Affianco al parco dove sorge il memoriale si trova la Loggia dei Tiratori. Questo lungo edificio, provvisto di porticato e delimitato dalla chiesa di Santa Maria dei Laici, era in origine la sede dell’ospedale di Santa Maria, eretto nel 1326 per iniziativa dell’omonima confraternita. La loggia venne aggiunta alla precedente costruzione solo agli inizi del XVII secolo per volere della Corporazione dell’Arte della Lana al fine di stendere ad asciugare, ben tese e all’ombra, le stoffe di lana dopo essere state tinte.

Durante il periodo natalizio, questa piazza si anima di luci e colori con la sua enorme ruota panoramica e la slitta di Babbo Natale trainata da cavalli, ma anche mercatini di Natale e il capolinea del trenino turistico Gubbio Express.

Accanto alla ruota panoramica si trova un piccolo chiosco in legno con l’insegna verde di Christmas Land. In questa casetta si possono chiedere informazioni su questa iniziativa natalizia e acquistarne e/o prenotarne l’ingresso.

Dopo aver fatto conoscenza con questi tre elementi storici importanti della storia eugubina, è giunto il momento di addentrarci in questo meraviglioso dedalo medievale di pietra.

Il percorso migliore per accedere gradualmente al cuore della città è via Camillo Benso Conte di Cavour, ovvero quel vicolo che sorge oltre il capolinea del trenino Gubbio Express, all’angolo della piazza.

Proseguendo lungo questa stretta via delimitata da palazzi in pietra, ti ritroverai in una piazzetta. Da qui, tieni la destra. Alla sinistra, poco più avanti, è presente un portone a volta dal quale accedere a un sottopassaggio pedonale che conduce all’area archeologica del Teatro Romano, probabilmente risalente al I secolo a.C. e in grado di ospitare fino ad addirittura 6.000 spettatori. Dalla forma semicircolare tipica del periodo di costruzione, durante il periodo estivo ospita un ricco calendario di spettacoli di musica classica.

Oltre a numerosi ristoranti e botteghe di prodotti tipici, lungo questa via del centro si trova anche Palazzo Beni che ospita al suo interno il MUAM – Museo delle Arti e dei Mestieri. In questo palazzo gentilizio del XV secolo appartenuto alla famiglia Beni è allestita una mostra dedicata ai mestieri che tradizionalmente hanno caratterizzato l’economia eugubina, con reperti che vanno dal XVII secolo fino ai giorni nostri.

Nel periodo natalizio, proprio all’interno di questo palazzo viene organizzato l’evento Christmas Land, una imperdibile occasione per tornare bambini tra fiabe natalizie e presepi da tutto il mondo.

Collezione di presepi al MUAM

Alla fine di via Camillo Benso Conte di Cavour si apre la piccola piazzetta sulla quale si affaccia la Chiesa di San Domenico. A Natale, questa piazzetta diventa un luogo imperdibile dopo il tramonto, con le sue luminarie sospese e un enorme albero di natale che – ti assicuro – non riuscirai a non fotografare.

A questo punto, dopo una dovuta sosta per una barcarola eugubina energizzante in uno dei bar della zona, riprendi il percorso incamminandoti lungo Via dei Consoli, una stradina in salita che ti condurrà al centro storico di Gubbio. Prima di raggiungere la tanto famosa piazza però, ci sono altri due luoghi che non puoi assolutamente perdere.

Dopo poche decine di metri, infatti, ti ritroverai su un largo ponte in pietra che segna il confine tra il quartiere di San Martino (a sinistra) e quello di San Giuliano (a destra). Fermati qualche minuto a contemplare la vista sul torrente Camignano, con il Ponte Coperto in lontananza e il fianco del colle, con l’eremo di Sant’Ambrogio sullo sfondo. Nel periodo natalizio è proprio qui che viene allestito il Presepe a grandezza naturale.

Alla tua destra, percorri invece la stradina scenografica in discesa per raggiungere uno splendido angolo della città, ovvero i ponti del Complesso dell’Abbondanza. Il Complesso edilizio dell’Abbondanza fu creato dal Comune di Gubbio al fine di garantire pane e derrate ai cittadini; a quel tempo costituiva una specie di supermercato a gestione pubblica. L’attività molitoria, ovvero di macinazione dei cereali, assicurava la produzione della farina necessaria per i due forni comunali posti a livello del torrente.

Il mulino era situato nell’edificio che si affaccia sul piccolo ponte dalla caratteristica forma a schiena d’asino. Fino a pochi decenni fa, sul muro del fabbricato contrapposto al mulino era presente una finestra per la distribuzione serale e discreta del pane ai poveri.

Questo edifico ospita oggi il Museo della Pietra Giuseppe Calzuola che, con l’annesso laboratorio per la lavorazione della pietra, procura continuità ai mestieri tradizionali che con sapienza hanno costruito Gubbio come “città di pietra”.

Riprendi quindi la suggestiva via dei Consoli che, con tanto fascino e una leggera pendenza, ti porta al tanto famoso Largo del Bargello sul quale si affaccia, innanzitutto, Palazzo del Bargello. Il Palazzo del Bargello è una elegante residenza gentilizia in stile gotico del XIV secolo ritenuta tradizionalmente sede del “Bargello”, capo della polizia comunale. Attualmente è dimora della antica Società Balestrieri che vi ha allestito la Esposizione Permanente della Balestra, un piccolo museo che celebra il tradizionale Palio della Balestra che si celebra ogni anno a fine maggio.

Sul lato sinistro della facciata non puoi non notare il portone alto e stretto in cima ai gradini: quello è un tipico esempio della medievale “Porta del Morto”. Secondo la leggenda popolare, i vivi utilizzavano il portone principale mentre la porta più piccola e stretta era riservata al passaggio dei morti per giungere alla chiesa più vicina. Secondo studi recenti, però, questa credenza è stata smentita a favore della tesi secondo la quale, questa porticina, era semplicemente un tipico elemento edilizio del periodo medievale fungente da ingresso per la parte abitativa del palazzo, posta appunto ai piani superiori ma non collegata alla bottega, tipicamente posta a piano terra. La porticina stretta era più facilmente sbarrabile dall’interno in caso di attacco e, le dimensioni ridotte dell’accesso e delle relative scalinate ai piani superiori, rubava meno spazio alla attività commerciale di famiglia ospitata al pian terreno.

La notorietà di questa piazzetta non è però solo dovuta all’incantevole cornice di edifici in pietra e alla sontuosa facciata del palazzo del Bargello. Al centro della piazza si colloca infatti la fontana ottocentesca definita come la “Fontana dei Matti” dalla quale si attinge la matteria eugubina.

Oltre a essere nota come la “città di pietra”, Gubbio è nota anche come la “città dei matti”. Questo appellativo risale al 1885 ed è motivo di grande orgoglio da parte degli eugubini: per matto si intende infatti una persona libera d’animo e sognatrice, che vive la vita con passione. Assistendo alla eccentrica Festa dei Ceri che si tiene a metà maggio – o anche solo apprendendo in cosa consiste, come nel mio caso – non si può che convenire che questo appellativo calza effettivamente alla perfezione.

Ma questo appellativo non rimane confinato ai soli abitanti della città: per poter diventare un “matto” secondo i principi eugubini, infatti, è necessario compiere tre giri di corsa attorno alla Fontana dei Matti di Largo del Bargello in presenza di un eugubino autoctono, che si prenderà carico di “battezzarti” come matto con l’acqua della fontana stessa.

Mentre stavo ammirando la fontana e pensavo a quanto mi sarebbe piaciuto vivere questa esperienza – ma che probabilmente non avrei mai avuto il coraggio di portarla a termine – ecco che si ferma davanti a me una famiglia eugubina e il loro bambino inizia a correre attorno alla fontana per poi essere “battezzato” dal nonno. Ho pensato “ora o mai più”. Così mi sono messa a correre attorno alla fontana e, alla fine del terzo giro, il signor Angelo mi ha schizzata con qualche goccia di acqua della fontana. Posso quindi dire di essere orgogliosamente matta, secondo i principi eugubini.

Per suggellare il momento, ho ritirato la “patente del matto” in un meraviglioso negozio di stucchi che si affaccia proprio sulla piazza della fontana. La eccentrica signora che vi lavora ha scritto col pennello su una pergamena il mio nome e la data, pronunciando in modo spensierato le parole “si certifica che Sara è matta da legare”.

Pensavo che non avrei mai avuto il coraggio di mettermi a correre attorno a una fontana, con una decina di passanti fermi a guadare, e invece ce l’ho fatta. Una esperienza molto particolare, e indubbiamente singolare, della quale vado molto fiera.

Affacciata sulla piazza del Bargello, sorge la chiesa di San Giuliano, ritenuto uno degli edifici più antichi di tutto il borgo (presente addirittura già nel XII secolo). Affacciandoti dal parapetto antistante al suo ingresso inoltre puoi ammirare, in tutto il loro splendore, Palazzo del Bargello e la fontana.

In questa piccola chiesetta, durante il periodo natalizio viene esposta la collezione personale di presepi del falegname eugubino Giuseppe Filippetti. Questi scenari paesaggistici sono interamente realizzati dalle mani dell’artista e sono composti di legno, creta, pietra, sughero, cartapesta e polistirolo. Ho trascorso almeno un’ora ad ammirare la bellezza di queste natività. La dovizia di particolari e la estrema attenzione a ogni dettaglio erano davvero impressionanti: dalle finestre illuminate potevo addirittura curiosare gli arredamenti delle case, dai portoni delle attività commerciali ammiravo la merce esposta alla clientela e sugli alberi spogli pendevano rossi frutti maturi come addobbi. Per gli amanti di paesaggi in miniatura come me, questa piccola chiesetta è una tappa imperdibile in questo periodo dell’anno.

Proseguendo lungo via Consoli in questo percorso in salita, tra i massicci portoni di legno delle abitazioni medievali iniziano a farsi sempre più presenti le vetrine di negozi e ristoranti. Alla fine di questa via si arriva finalmente a Piazza Grande, o della Signoria, una enorme piazza cittadina pensile affacciata sulla restante parte del borgo con vista sulle colline circostanti. La sua funzione in epoca medievale non era però quella di regalare a cittadini e viandanti una spettacolare vista sulla città, bensì quella di permettere il collegamento tra Palazzo Consoli e Palazzo del Podestà. Il parapetto della piazza, che agli inizi del 1500 venne sostituito da un lungo loggiato poi abbattuto, è adornato da elementi decorativi rappresentanti lo stemma della città di Gubbio ovvero il monte a 5 cime sormontato da un giglio che può notarsi in diversi angoli del centro storico.

Al momento della mia visita però l’accesso a questa piazza era completamente chiuso da un cantiere per il rifacimento della pavimentazione e, quindi, mi è purtroppo risultato impossibile avvicinarmi al parapetto. Dalla piccola terrazza antistante l’ingresso a Palazzo Consoli ho però potuto avere ugualmente una meravigliosa vista sulla parte inferiore della città, con la sua loggia dei tiratori e la chiesetta di San Giuseppe, e su quella distesa di pietra grigia e tegole che costituisce l’anima del borgo.

Su questa piazza si affacciano tre importanti edifici. Innanzitutto si trova il meraviglioso Palazzo dei Consoli, inizialmente denominato Palazzo del Popolo, testimonianza dell’ambizioso progetto urbanistico eugubino degli inizi del XIV secolo. Fin dalla sua progettazione, questo palazzo in stile gotico era destinato a ospitare le magistrature e gli istituti del comune di Gubbio. Con la sua altezza di oltre 60 metri, la sua torre campanaria domina la città intera e i rintocchi del cosiddetto “campanone”, conservato in cima a questa torre, scandiscono le principali celebrazioni della tradizione eugubina. Pensa che esiste addirittura un calendario ufficiale delle “sonate” di questa campana tanto amata dagli eugubini.

All’interno di questo palazzo di innegabile bellezza sono conservate anche le Tavole Eugubine, antiche lastre di bronzo attorno alle quali ruotano fantasiosi racconti riguardo al luogo di ritrovamento e al loro effettivo numero. Le 7 tavole esposte al Palazzo dei Consoli sono state ritrovate attorno alla metà del XV secolo e riportano, in lingua umbra, i dettagli dei rituali purificatori o sacrificali da eseguire in caso di auspici avversi e festività, completati dalle preghiere da recitare nel contesto del rituale.

Durante il periodo natalizio, sulla facciata del Palazzo dei Consoli viene proiettata una enorme immagine natalizia che illumina la notte dei colori della festività.

Dall’altra parte della piazza, si trova invece Palazzo del Podestà, anche detto Palazzo dei Priori, che, secondo il progetto originario, doveva avere le stesse sembianze del palazzo a lui prospicente (ovvero Palazzo dei Consoli) ma che risulta invece in parte incompiuto. Lungo gli spigoli della facciata protesa sulla piazza si possono infatti notare gli attacchi in pietra necessari per la continuazione dell’edificio. Attualmente sede della amministrazione comunale, una parte del palazzo ha funto da prigione fino a due secoli fa.

Il complesso costituito da Palazzo Consoli e Palazzo del Podestà fu collocato anticamente in una posizione centrale rispetto all’intreccio urbano in modo che ognuno dei quattro quartieri cittadini (San Martino, Sant’Andrea, San Pietro e San Giuliano) potesse essere vicino al centro politico della città.

L’ultimo edificio affacciato su questa piazza è Palazzo Ranghiasci Brancaleoni risalente al XIX secolo.

Passeggiando oltre il palazzo, lungo la strada, proprio davanti all’hotel ospitato nel palazzo adiacente, non puoi non notare un tavolino apparecchiato in modo singolare: due tazzine di caffè, un cappello da prete, un cappello da carabiniere e una scacchiera. In questo bar si incontravano infatti, per una partita a scacchi, il prete e il maresciallo della serie tv “Don Matteo” ambientata proprio a Gubbio. Ogni angolo di questo bar ricorda la celebre serie tv firmata Rai.

Da questa piazza, il percorso di visita continua fino alla fine di via XX Settembre, non senza una deviazione in via Federico da Montefeltro. Si tratta di uno stretto vicolo che origina sul lato sinistro e risale tortuoso conducendoti prima alla Botte dei Canonici, enorme botte di legno dei primi del Cinquecento in grado di contenere ben 387 barili (ovvero oltre 20.000 litri di vino), e poi al Duomo di Gubbio, ovvero la Cattedrale dedicata ai Santi Mariano e Giacomo, edificato su una antecedente chiesa romanica nel XII secolo. Nelle vicinanze si trova anche Parco Ranghiasci, area verde comunale che conserva ancora la struttura assunta agli inizi del XIX secolo.

Dopo questa immancabile deviazione, il mio itinerario ritorna in via XX Settembre per percorrerla fino a Porta San Marziale e uscire dalle mura cittadine, raggiungendo la Funivia Colle Eletto. Con questa bidonvia biposto si raggiunge, in soli 6 minuti, la cima del Monte Ingino in modo molto comodo; in alternativa si può risalire il colle proseguendo oltre il Duomo di Gubbio e la Porta di Sant’Ubaldo, percorrendo la omonima via.

Per salire sulla bidonvia ci siamo disposti ad aspettare su due enormi pallini rossi distanziati qualche metro e, con la spinta di un addetto, ci siamo aggrappati al cesto e ci siamo letteralmente lanciati dentro. Sembrava molto più difficile da vedere, ma la salita ci è stata facilitata da un rallentamento della linea. La risalita dentro alla bidonvia è una esperienza da non perdere: man mano che si sale, il panorama si allarga prima sulla città e poi su tutta l’area circostante; fino ad arrivare in cima dove, dalla terrazza presente alla uscita dalla funivia, abbiamo potuto avere una meravigliosa vista verso il tramonto.

La bidonvia ha un costo di 7€ a testa per un viaggio di andata e ritorno e l’orario di apertura è 10.00-13.15 e 14.30-17.00.

Dopo un breve percorso a piedi, si raggiunge la Basilica di Sant’Ubaldo (803 metri slm), risalente al XVI secolo e costruita su una precedente chiesa trecentesca. In questa chiesa viene conservato il corpo del tanto amato santo patrono della città Sant’Ubaldo, ma non solo: in questa chiesa, proprio in onore del santo patrono, vengono conservati durante l’anno anche i tanti noti Tre Ceri. Questi tre enormi ceri vengono esposti nella parte destra di questa basilica a 5 navate e hanno dimensioni davvero impressionanti: gli attuali ceri, costruiti nel XIX secolo, hanno una altezza di 5 metri e un peso complessivo – ovvero considerando anche barella per il trasporto e statua da apporre in vetta – di circa 300 Kg.

La Basilica di Sant’Ubaldo costituisce la stazione terminale della grande Festa dei Ceri, una festa che rispecchia tutta la eccentrica follia eugubina che ha origine nel XII secolo e, da allora, si svolge ogni anno il 15 maggio in onore di Sant’Ubaldo.

I famosi Tre Ceri della Festa dei Ceri di Gubbio

Da dove vengono conservati durante l’anno, ovvero la Basilica di Sant’Ubaldo, vengono riportati a Palazzo dei Consoli la prima domenica di maggio. Alle 11:30 del 15 maggio si svolge la tradizionale “alzata” in Piazza Grande che consiste nel porre, sulla cima di ogni cero, la statua del santo a cui appartiene: Ubaldo protettore dei muratori, Giorgio patrono di artigiani e mercanti e Antonio protettore di contadini e studenti.

I ceri vengono poi eretti e fissati a una barella sotto la quale si dispongono i portatori, i cosiddetti ceraioli, guidati da un capodieci. I ceraioli vestono una divisa costituita da pantaloni bianchi, fascia rossa in vita e fazzoletto rosso sulle spalle. A distinguere la appartenenza a un particolare santo sono, invece, le camicie che sono gialle per Sant’Ubaldo, azzurre per San Giorgio e nere per Sant’Antonio.

Il culmine della festa si raggiunge nel tardo pomeriggio, quando si svolge la folle e frenetica corsa dei ceraioli che, attraversando tutta la città, risalgono le pendici del Monte Igino riportando i ceri nella Basilica di Sant’ubaldo. Le tre statue dei santi vengono invece riportate nella chiesa di San Francesco della Pace con una processione.

Una risalita sulla cima del Monte Ingino è d’obbligo per una visita alla Basilica dedicata al santo patrono e per osservare da vicino i magnifici ceri protagonisti di questa caratteristica tradizione popolare.

Ritornati a terra, prosegui lungo la meravigliosa via Dante Alighieri fino alla Torre di Porta Romana, una porta cittadina alta 30 metri un tempo munita di ponte levatoio. Sulla facciata è ancora possibile osservare le feritorie dalle quali uscivano le catene di azionamento del ponte levatoio e uno stemma della città di Gubbio risalente al XIV secolo. Adiacenti a essa, sorgono i locali per la riscossione delle “gabelle”, ovvero le imposte comunali in vigore fino al XIX secolo.

In fondo alla via, proprio all’angolo dove viene annunciato l’ingresso al quartiere di San Giuliano, si trova la Statua di Sant’Ubaldo, risalente al XVIII secolo e copia della statua del Bernini esposta sul colonnato di Piazza San Pietro a Roma.

L’ultimo angolo imperdibile che, con questo itinerario, ti porto ad ammirare è la piazzetta antistante la Chiesa di San Giovanni. Questo luogo può essere raggiunto proseguendo oltre la statua di Sant’Ubaldo, lasciandosi perdere tra i vicoli, e continua nel luogo iniziale di partenza, ovvero Piazza 40 Martiri. Questo punto della città, oltre a essere una visita imperdibile per gli amanti della fiction Don Matteo, regala una prospettiva ammaliante dalla quale osservare l’essenza medievale di Gubbio.

Ammirare lo splendore di Gubbio da questa prospettiva regala uno scorcio perfetto per concludere la visita al più bel borgo medievale di Italia.

5 ANGOLI IMPERDIBILI DI GUBBIO

Esplorare una città insieme a me non è sempre agevole; il mio Travel Prince te lo può confermare. Posso camminare ininterrottamente per ore e poi, improvvisamente, trovare un angolino contenente così tanta bellezza da non riuscire più a staccarmene. E inizio a scattare compulsivamente foto da ogni angolazione possibile, talvolta spostandomi anche solo di qualche millimetro, nel vano tentativo di riuscire a catturarne la bellezza.

Ho deciso di elencare alcuni punti della città che per me sono stati davvero molto suggestivi e coinvolgenti da ammirare, ma anche da fotografare.

1. Tutto il fascino medievale di Gubbio in uno sguardo

Non potevo non attribuire a questo scorcio della città il primo posto. La vista che mi è apparsa dinnanzi mi ha fatto apprezzare all’istante tutta la bellezza, antica e semplice, propria di questo borgo.

Incamminandoti da Piazza 40 Martiri verso questa via che conduce al centro puoi avere una prospettiva perfetta dalla quale ammirare l’essenza di Gubbio: un vicolo di pietra che risale sinuoso lungo il pendio, una targhetta che indica il netto frazionamento della città in quartieri – ognuno dotato del proprio stemma – Palazzo Consoli che svetta in cima e la attesa di attraversare l’arco in fondo alla strada per scoprire quale altra meraviglia vi si cela oltre.

Una classica immagine da copertina della città; una istantanea dell’attimo che precede una serie di scorci indimenticabili.

Ma a breve distanza si può avere un altro scorcio sul centro del borgo, altrettanto suggestivo e pieno di storia. Sulla destra, infatti, proprio all’angolo con Piazza 40 Martiri, si trova la piccola chiesetta di Santa Maria dei Laici. Alle spalle di questa piccola chiesetta si estende un lungo edificio in pietra, la Loggia dei Tiratori. Al momento della costruzione, nel XIV secolo, fungeva da sede dell’ospedale della confraternita di Santa Maria; nel corso del XVI secolo venne rinominato “Spedal Grande” dopo la unione con altri ospedali cittadini. Rimase attivo fino al 1628.

L’elemento che più caratterizza questo edificio però è il lungo porticato che percorre il secondo piano. A partire dalla metà del XV secolo l’Arte della Lana espresse il progetto di ricavare un locale aperto, proprio sopra all’allora “Spedal Grande”, nel quale poter eseguire la tiratura dei panni, ovvero il processo di asciugatura e trazione della stoffa per farle assumere le dimensioni desiderate.

Fu solo agli inizi del XVII secolo però che al secondo piano dell’edificio venne eretto questo curioso porticato che oggi porta un nome tributo alla antica Arte che lottò per la sua costruzione.

2. Piazza suggestiva, soprattutto dopo il tramonto

Sono passata per la prima volta in questa piazza la sera di Natale e me ne sono letteralmente innamorata. Può essere raggiunta svoltando in Via Conce da Via Piccardi, dopo una dovuta sosta di ammirazione del precedente scorcio, oppure direttamente da Piazza 40 Martiri, passando per la Loggia dei Tiratori.

Si tratta di una piccola piazza stretta tra una splendida cornice di edifici in pietra sulla quale si affaccia la Chiesa di San Giovanni. La piazzetta è adornata da enormi ulivi e file di lampioni dalle linee moderne e austere che creano un contrasto molto affascinante con il contorno di pietra tradizionale. Il ritrovato fascino di questa piazza deriva da un progetto di riqualificazione urbana realizzata dalla designer Gae Aulenti.

Nel periodo natalizio, il momento migliore per ammirare la vista che questo spot offre è al calar del sole, quando i lampioni della piazzetta illuminano la notte con magnifici colori.

Veduta su Piazza San Giovanni prima e dopo il tramonto

Sono rimasta incantata da questo angolo di città al punto che non riuscivo più a smettere di scattare foto e video.

La chiesa di San Giovanni risale al XIII secolo e fu probabilmente costruita sulla primitiva cattedrale. Al tempo fu la sola chiesa della città ad avere il Fonte Battesimale e la sua pianta a navata unica venne presa come modello per le altre chiese trecentesche.

Piccola curiosità: Questa chiesa è stata scelta come dimora del famoso prete (interpretato da Terence Hill) della fiction Rai “Don Matteo”, ambientata per le prime 8 stagioni proprio a Gubbio.

3. Scalinate dal fascino innegabile

Addentrati verso il centro della città risalendo via Felice Cavallotti; alla fine della salita ti ritroverai nel primo tratto di via Savelli dalla Porta (nome di uno dei tratti delle parallele di via XX Settembre, la via del centro). Davanti ai tuoi occhi, stretta tra il ristorante Bosone Garden e la chiesa di San Francesco della Pace, si inerpica una incantevole scalinata in pietra che risale fino a via XX Settembre.

Non ti so dire quale fattore doni maggiore incanto a questo angolo – se la dolce curva verso destra che compie la scalinata o l’ulivo che sorge al centro del giardino in miniatura – ma nel complesso è una delle due scalinate che secondo me non puoi perdere nella visita al centro storico.

Per osservare la seconda, invece, ti basterà percorrere un tratto della strada che si estende alla tua sinistra, ovvero Largo Piero Luigi Menichetti. Questa sinuosa scalinata viene annunciata dal simbolo della città, ovvero i cinque colli sormontati dal giglio. Percorrere questa scalinata, oltre a farti raggiungere Palazzo Pretorio e Piazza Grande, ti regalerà angoli molto scenografici del borgo.

Al di sotto della scalinata si trova l’ingresso agli ascensori pubblici, nel caso volessi risparmiare le energie per la risalita.

4. Portici di Via Dante Alighieri

Ritornando verso il centro della città dopo un volo sulla bidonvia, percorri il vicolo che da Porta San Marziale conduce a Porta Romana. Sul lato sinistro ti imbatterai in un breve tratto di porticato in pietra davvero molto grazioso.

Se invece ti trovi ancora in via Savelli della Porta davanti alla scalinata in pietra prima elencata, basta che prosegui fino alla fine della strada e te li ritroverai proprio davanti.

Provenendo io dalla città dei portici per eccellenza, non potevo non rimanere incantata da questo angolo di città; penso anche unico angolo di città ad avere un portico. L’unica differenza con i portici ai quali sono abituata è che, in questo caso, fungono da ingresso per alcune graziose abitazioni invece che ad attività commerciali aperte al pubblico.

5. Ponti del complesso edilizio dell’Abbondanza

Penso di aver percorso questi tre ponti per ore – sia di giorno che di notte – a caccia della prospettiva migliore. Ma la vista regalata era comunque perfetta da ogni angolazione.

Questi tre ponti sono piccoli ponti pedonali in – ovviamente – pietra che scavalcano il torrente Camignano, un tempo al servizio del complesso edilizio dell’Abbondanza.

L’Abbondanza è una zona della città che sorge fra la piazza del Mercato e il ponte S. Martino. Un tempo era la sede operativa della annona frumentaria eugubina (sistema pubblico di fornitura del grano alla città) e comprendeva un mulino ad acqua per il grano e due forni comunali per il pane.

La presenza di questi ponti consente la creazione di un modesto spazio aperto, circoscritto da diversi edifici in pietra a più piani e nel quale convergono diversi tortuosi vicoli. Una sorta di crocevia nel quale certamente capiterai almeno una volta durante una passeggiata per il borgo eugubino.

Non potrai fare a meno di fermarti ad ammirare, da ogni angolazione possibile, la meraviglia che ti circonda.

Ponti del complesso dell’Abbondanza di Gubbio

Prospiciente al primo ponte dalla caratteristica forma a schiena d’asino, sorge il Museo della Pietra di Gubbio, inaugurato a Luglio 2021. Collocato all’interno degli storici locali dove un tempo trovavano dimora il mulino e il forno del complesso dell’Abbondanza, espone opere e istantanee di vita dello scalpellino Giuseppe Calzuola.

Il mestiere dello scalpellino è un sapere antico che viene difeso e tramandato grazie alla Università dei Muratori e Scalpellini, situata nel centro di Gubbio, in via Angelico Fabbri.

Il suo pensiero era che la pietra fosse dura e fredda solo in superficie e che fosse necessario saper togliere la crosta per liberarne la vita e il significato.

GUBBIO, LA CITTÀ DEL NATALE

Dal 1981, ogni anno per un mese intero, grazie al lavoro di un gruppo di volontari, le pendici del Monte Ingino illuminano la notte con le vivide luci del Natale. Con la sua base di 450 metri e la sua altezza di 750 metri, ciò che questi volontari hanno creato è a tutti gli effetti entrato nel Guinness World Record come albero di natale più grande al mondo.

I corpi luminosi colorati che delineano la forma e illuminano l’interno di questo gigantesco albero sono ancorati alla vegetazione che ricopre il fianco del monte.

Per vederlo nella sua interezza, lontano dalle luci cittadine, in attesa dell’orario del trenino turistico, ci siamo allontanati dal centro storico e ci siamo addentrati nel parco archeologico del Teatro Romano. Ma la sua luminosa imponenza lo rende visibile da quasi ogni punto della città: anche passeggiando per il centro, improvvisamente, lo puoi veder far capolino tra due abitazioni adiacenti. Quindi per vederlo non è proprio necessario avventurarsi al buio nel parco, come abbiamo fatto noi.

Ma Gubbio non festeggia il Natale solo illuminando la notte con l’albero di Natale più grande al Mondo. Sono infatti diverse le iniziative che intrattengono adulti e bambini in questo magico periodo dell’anno. Di seguito ti elenco le iniziative più importanti e imperdibili, con qualche consiglio per organizzare al meglio la tua giornata a tema natalizio.

Christmas Land

Nel Natale 2023 si è tenuta la 5° edizione di questa iniziativa indirizzata a bambini di ogni età; anche a quelli più cresciuti. Christmas Land consiste in un viaggio, attraverso i simboli e il significato profondo di questa festività, che si svolge all’interno delle sale del MUAM – Museo Arti e Mestieri di Palazzo Beni. Questo palazzo nobiliare medievale del XV secolo si trova in via Camillo Benso Conte di Cavour 7, a pochi passi dalla chiesa di San Domenico.

L’entrata al percorso è indicata da una stella luminosa e, affianco alla porta, è esposta la locandina dell’evento con tanto di immagine di un elfo col cappello verde.

L’ingresso a questo evento avviene ogni 20 minuti, in base all’orario del turno scelto al momento della prenotazione. Varcata la tenda colorata, si percorre il villaggio fluorescente degli elfi per risalire fino al secondo piano, dove accomodarsi per assistere alla proiezione della fiaba di Natale. La fiaba viene proiettata su una parete della sala e i protagonisti ricordano molto delle marionette, sia per il loro aspetto che per la dinamica dei loro movimenti.

Dopo la fiaba, si scende al primo piano ovvero il piano nobile del palazzo. Una parte di questo piano è dedicata al mondo dei presepi, con una esposizione di presepi dal mondo che conduce a una natività a grandezza naturale allestita all’interno di una stanza arredata. Dall’altra parte, invece, si percorrono stanze decorate con scenografie natalizie dove scattare tante foto e scrivere anche la letterina a Babbo Natale.

Uscendo dal palazzo poi, si percorre un corridoio che conduce alla sala dove Babbo Natale attende i bambini in visita per raccogliere le loro letterine e una foto ricordo.

Il biglietto di ingresso a Christmas Land è acquistabile al link che trovate sul sito ufficiale del Natale a Gubbio oppure su TicketOne; al momento dell’acquisto devi solo selezionare il giorno in cui prevedi di usufruirne. L’acquisto del biglietto consente di vivere la magia del Natale nella data selezionata ma non l’accesso: per accedere agli eventi devi recarti in Piazza 40 Martiri e cercare la casetta in legno dove, mostrando in formato cartaceo o elettronico il biglietto, puoi prenotare il turno di visita.

Magia del Cioccolato

Pensando al Natale, subito dopo luci e regali, non so te ma a me vengono in mente i dolciumi e il cioccolato. Quale occasione migliore quindi di assistere a una dimostrazione a tema cioccolato nel periodo natalizio in una delle regioni italiane famose per la produzione del cioccolato.

L’evento Magia del Cioccolato si tiene all’interno delle cantine del Palazzo Conti della Porta. Anche per questo evento, l’accesso avviene ogni ora ed è prenotabile allo stand in Piazza 40 Martiri.

L’evento consiste in una dimostrazione di lavorazione del cioccolato tenuta da Adriano, pasticcere eugubino che da 40 anni svolge con passione questo mestiere. Oltre a prepararci cioccolatini ripieni al caramello, ha tenuto una breve lezione molto interessante sulla storia del cioccolato dove ho potuto apprendere molte curiosità.

Ma torniamo a noi. Nella attesa che i cioccolatini fossero pronti, ho avuto modo di apprendere la interessante storia del cioccolato. Grazie a questo inaspettato momento didattico, ho potuto apprendere informazioni nuove e molto interessanti.

Non avevo mai assaggiato prima dei cioccolatini appena prodotti davanti ai miei occhi: un guscio croccante di cioccolato al 60% ripieno di una farcitura cremosa dal leggero gusto di caramello. Che spettacolo! Dopo la dimostrazione siamo anche rimasti a scambiare due chiacchiere col pasticcere e, essendo rimasto qualche cioccolatino, Adriano ce li ha offerti. Come facevo a rifiutare un simile invito.

Questa dimostrazione di circa mezz’oretta mi ha resa una suinella felice.

Presepe vivente

Il concetto di presepe vivente mi ha sempre affascinata, fin da piccolina. Il rientro dalla visita a Gubbio è stato infatti posticipato in modo da poter partecipare a questo evento che si tiene solamente 3 sere durante il periodo natalizio; una di queste era proprio la sera del 26 Dicembre dalle 16:45 alle 19:30 nel Quartiere di San Pietro.

Nella piazzetta antistante la Associazione San Pietro viene ricreato un vero e proprio Presepe, con fabbri che battono il ferro ardente e falegnami che martellano il legno; in una capanna viene ricreata la natività con un frugoletto tutto infagottato e due fantocci rappresentanti bue e asinello. Nella piazzetta del Presepe è anche possibile riscaldarsi con vin brulè fumante.

Affianco all’albero di Natale, si accede agli interni di un palazzo colonnato con un soffitto adornato di tendaggi e bancarelle di commercianti. In un angolo di questo salone, due ragazze ci invitano a togliere il cappotto e indossare sontuosi abiti medievali. Ogni anno, il 14 Agosto alle ore 19:00, a Gubbio si tiene infatti il Torneo dei Quartieri, una rievocazione storica che inizia con un corteo che, dalle piazze dei quartieri, raggiunge Piazza Grande. Dopo la “Sonata del Campanone” alle ore 20:15, i balestrieri di Gubbio si sfidano rappresentando i quartieri della città – San Giuliano, Sant’Andrea, San Martino e San Pietro. L’evento si conclude con l’esibizione degli sbandieratori di Gubbio e una serata all’insegna del buon cibo agli stand gastronomici allestiti delle piazze dei quartieri. La ragazza che mi ha aiutata a vestirmi, notando i miei orecchini di perle e i miei capelli lunghi, mi ha invitata scherzosamente a partecipare come figurante al corteo storico dell’anno seguente. Se non fosse che si devono indossare abiti pesanti a manica lunga in pieno agosto, avrei accettato molto volentieri l’invito.

Esperienza in abiti medievali eugubini al presepe vivente

Ruota Panoramica, mercatini di Natale e slitta di Babbo Natale

Che Natale sarebbe senza mercatini di Natale? E infatti anche qui non possono mancare le ormai onnipresenti casette di legno dalle quali poter acquistare piccoli oggetti di artigianato e decorazioni natalizie e, ovviamente, anche manicaretti dolci e salati da divorare rigorosamente in piedi davanti allo stand. Perché, diciamocelo, non è tanto lo shopping la attività che più attira in questi eventi.

Lo stand che ho trovato maggiormente interessante – soprattutto a orario di cena – era infatti quello che distribuiva spicchi caldi di torta al testo (anche detta crescia di Gubbio) farcita a piacere. Abbiamo provato uno spicchio con salsiccia e fontina e uno con prosciutto crudo, stracchino e rucola: erano entrambi croccanti e gustosi al punto che ne avremmo volentieri preso un altro.

I mercatini di Natale di Gubbio consistono in una manciata di casette di legno disposte a semicerchio attorno a Piazza 40 Martiri; quindi non aspettarti di dover sgomitare per ore in mezzo alla folla arrancando infine, esausto, fino all’uscita.

Nella stessa piazza si trova anche la coloratissima Ruota Panoramica, aperta fino alle ore 20:00, dalla cui vetta poter ammirare, da una prospettiva unica, l’albero di Natale più grande al mondo.

Ma se proprio vuoi scatenare appieno l’atmosfera natalizia, dopo un giro sulla ruota panoramica, sali a bordo della rivisitazione in chiave eugubina della slitta di Babbo Natale, ovvero una carrozza trainata da cavalli agghindata a festa. Babbo Natale in persona guiderà la carrozza attorno al perimetro della piazza; una attività perfetta per grandi e piccini.

I più piccini, inoltre, tra il verde del parco di Piazza 40 Martiri, possono trovare anche alcune giostre come un trenino, una giostra incantata e una pesca per bambini.

Presepe a grandezza naturale

Nella visita dello scorcio medievale più suggestivo del quartiere di San Martino, durante il periodo natalizio, ti imbatterai in strani personaggi vestiti in modo molto stravagante. Non ti preoccupare, sono tutte statue del Presepe a grandezza naturale che ogni anno viene allestito proprio in questo quartiere.

Nella piccola piazzetta ad angolo tra Via del Camignano e Via Fiume puoi camminare tra pittrici, venditori ambulanti di pesce e stoffe, locandieri e addirittura anche delle lavandaie che lavano e stendono i panni lungo le acque del torrente. Di notte, il Presepe viene illuminato, quindi è possibile visitarlo in qualsiasi momento della giornata. Si tratta di un piccolo angolo di questo quartiere, quindi riuscirai sicuramente a ritagliare il tempo per una visita veloce.

L’installazione del Presepe a grandezza naturale permane per circa un mese, dall’8 dicembre al 7 gennaio.

prodotti tipici eugubini

Ogni viaggio alla scoperta di un nuovo paese o di una nuova città non può prescindere da una esperienza culinaria con prodotti tipici.

Durante la mia permanenza ho avuto modo di scoprire e degustare alcune prelibatezze locali che non pupi assolutamente permetterti di perdere in una visita a Gubbio.

BARCAROLA EUGUBINA

Bevanda calda tipica eugubina costituita da caffè d’orzo, liquore all’anice (mistrà) e scorza di limone. Un assaggio inaspettato di tradizione da provare durante una pausa dalla visita alla città.

Prima di visitare Gubbio non ero a conoscenza di questa bevanda; a dire il vero l’ho scoperta per puro caso. Nel pomeriggio, mentre stavamo rientrando in hotel, ci siamo rintanati in un bar per una cioccolata calda veloce ma, entrando, ho dato una occhiata alla lavagnetta posta all’ingresso e ho letto l’aggettivo eugubina. Mi è bastato questo per cambiare programma e sperimentare, inaspettatamente, qualcosa di tipico.

Mentre sorseggiavo la barcarola mi sono ricordata, quasi come un flashback, di un fatto di qualche mese prima che mi aveva lasciata leggermente interdetta. Nel mio ultimo giorno a Yerevan, capitale dell’Armenia, attendendo l’orario per raggiungere l’aeroporto per il volo di ritorno, mi sono fermata un paio di orette in un centro commerciale appena fuori la città. Per ingannare il tempo mi sono seduta a un chiosco e, consultando il menu, ho trovato uno sconvolgente “caffè romano” che consisteva in caffè e scorza di limone. Non ne avevo mai sentito parlare prima, né avevo mai trovato traccia di questa tipologia di caffè ma, a quanto pare, in Armenia è conosciuto e molto apprezzato.

AMAROMATTO

Digestivo alle erbe tipico di Gubbio, che puoi trovare in una versione chiara e una scura, con una gradazione alcolica di massimo 24°.

Si tratta di un amaro di erbe molto gradevole che abbiamo assaggiato nel pub “Fusion” in centro a Gubbio. Un posto davvero consigliatissimo per l’atmosfera e la scelta ampia di liquori e distillati provenienti dall’Italia, ma anche dall’oriente.

CERBERUS

Liquore di erbe eugubino con una gradazione alcolica di circa 40°.

Questo liquore ci è stato offerto dopo la magnifica cena al Nikis Resort, in una porzione anche abbondante – così si seccava la bottiglia. Perché noi sappiamo che fa brutto versare le ultime gocce da una bottiglia nel bicchiere di un ospite per poi aprirne una nuova; e noi ovviamente non potevamo non immolarci a favor di causa dopo una cena così spettacolare.

Il liquore appare brunastro e, al naso, predomina l’aroma del liquore nocino, del quale è in parte composto. A questo vengono poi aggiunte erbe per ottenere una bomba di sapori che esplodono in bocca accompagnandovi alla fine della cena.

CRESCIA DI GUBBIO

La CRESCIA di Gubbio, detta anche TORTA AL TESTO, è un prodotto gastronomico tipico umbro. Si tratta di un impasto di acqua, farina, olio extravergine di oliva, sale e lievito, al quale viene data una forma piatta e rotonda. La cottura avviene su un piano di ghisa detto “testo” e bucherellato con una forchetta.

Può essere gustato da solo oppure farcito. Esistono anche altre varianti, non molto accettate dagli eugubini doc, che prevedono di esaltare il sapore dell’impasto di questo pane con formaggio.

Abbiamo assaggiato la crescia ai mercatini di Natale, in Piazza 40 Martiri. Ne abbiamo ordinata una farcita con salsiccia e fontina e una prosciutto, stracchino e rucola. Oltre alla bontà della farcitura, la croccantezza e la semplicità di questo pane ci hanno davvero lasciati soddisfatti al punto da ponderare di ordinarne un’altra, ma questa volta intera.

TARTUFO

Il tartufo è la punta di diamante della regione Umbria. Ovunque ho trovato ristoranti, botteghe e insegne lungo la strada riportanti menù e prodotti a base di tartufo.

Una della attività da non perdere in una visita a questa regione verde è proprio la caccia al tartufo, una esperienza che ti porta ad apprendere le tecniche di ricerca e raccolta con degustazione finale. Purtroppo non ho potuto vivere questa esperienza perché sono capitata in un periodo di ferma della attività: se decidi di recarti in visita a Gubbio per Natale, dovrai lasciare nella bucket list questa esperienza perché fino al 6 gennaio sono sospese. O almeno tra quelle che ho consultato; probabilmente continuando a cercare ne avrei trovata almeno una disponibile ma non è un problema: vorrà dire che sono costretta a tornarci!

OLIVE e OLIO DI OLIVA

La vasta area sulla quale sorge Gubbio è un territorio verde e rigoglioso. Passando in macchina tra le stradine di campagna non si possono non notare gli innumerevoli ulivi che scandiscono i dolci pendii del panorama umbro. Da questo ne deriva che olive e olio di oliva sono prodotti da provare in una visita a Gubbio.

Durante la fantastica cena al Nikis Resort, mi hanno servito delle fette di pane da intingere nell’olio di oliva prodotto a partire dalle olive raccolte nella loro proprietà.

Da amante dell’olio di oliva come sono, non potevo non essere al settimo cielo davanti a una degustazione di prodotti simili e anche a Km 0.

dove alloggiare a gubbio e dintorni

La mia filosofia di viaggio è puntare al risparmio ovunque possibile quindi, al momento di dover scegliere l’hotel dove alloggiare, la scelta ricade puntualmente sul migliore tra gli hotel più economici.

A Gubbio abbiamo pernottato all’Hotel 3 Ceri, un hotel situato in pieno centro storico, a due passi dal parcheggio libero e dalle principali attrazioni della città. La stanza era molto semplice e di dimensioni raccolte; di notte la strada è molto silenziosa, tranne per i rintocchi delle campane che accompagnano ogni quarto d’ora della giornata eugubina. Ma quelle si sarebbero sentite in ogni stanza di hotel posto a ogni angolo della città. Il personale è molto cortese e ci ha anche concesso di bere una tisana calda prima di dormire nel ristorante interno adiacente alla reception, in pigiama. La colazione è tipica italiana con torte fatte in casa, fette biscottate e marmellata e bevande calde preparate al momento. Se cerchi comodità e semplicità quando viaggi, penso che potresti prendere in considerazione questo hotel per la tua visita di più giorni a Gubbio.

Dopo giorni di esplorazione e camminate, però, è giusto anche concedersi il lusso della sfacciata comodità, arricchita di raffinatezza ed eleganza. Quindi perché non concedersi una notte indimenticabile in un resort immerso nel verde delle colline umbre? Per questa esperienza ho scelto il Nikis Resort che si trova a circa una mezz’oretta di auto da Gubbio.

Per raggiungere questo piccolo angolo di paradiso ci addentriamo tra le colline umbre e risaliamo strette stradine; alcune anche in forte pendenza. Al nostro arrivo, dopo il check-in ci invitano a seguire il kart per raggiungere la nostra stanza.

Il cuore centrale del Nikis Resort nacque come piccolo borgo risalente al XII secolo, composto dalla piccola Chiesa di Santa Maria di Agnano e una fortezza con la sua torre di avvistamento. Questi antichi edifici sono stati ristrutturati conservando la loro struttura originaria e ospitano, rispettivamente, il ristorante e alcune camere della struttura. La stanza da noi scelta si trova invece in una struttura nuova, distante qualche centinaio di metri dalla fortezza e dalla chiesa. Il Resort conta 13 camere realizzate mantenendo forme e materiali originali: 4 suite, 3 loft e 6 cais.

La nostra stanza era la cais 5, una stanza enorme arredata sui toni del blu e del grigio; il vero lusso però ce lo hanno donato la cabina armadio e il modernissimo camino a legna. Dalle due enormi porte-finestra abbiamo potuto inoltre inebriarci della meravigliosa vista sulle colline circostanti appena svegli.

Ma l’esperienza imperdibile durante la permanenza in questo resort è una cena indimenticabile nel loro ristorante. Situato all’interno della piccola chiesetta sconsacrata e sapientemente ristrutturata per ridonarle pieno fascino, il ristorante offre un menù molto ricercato, basato sulla tradizione eno-gastronomica umbra e completato da prodotti a km 0 provenienti dalle coltivazioni del podere sul quale sorge il resort.

Ci hanno fatto accomodare in un tavolino illuminato da una piccola lanterna; la luce soffusa e la bellezza della chiesetta hanno creato un ambiente davvero molto romantico per una perfetta cena tra innamorati. Siamo stati accolti con un assaggio di olio extra vergine di oliva prodotto dalle olive nate nel loro podere: vado letteralmente matta per l’olio di oliva e ho davvero apprezzato questa coccola.

Dopo una attenta analisi delle proposte, abbiamo deciso di non farci mancare proprio niente e assaggiare quanti più piatti possibile.

La cena ha avuto inizio con un immancabile tagliere di affettati della selezione baldi con ciauscolo, salame di fegato, salsiccia di cinghiale, lonza di suino, salsiccia stagionata al vino e capocollo di suino nero. Non avevamo mai assaggiato quasi la maggior parte di queste tipologie di salumi e abbiamo davvero apprezzato questo inizio per la qualità di questi prodotti.

Nel menù erano presenti 3 tipologie di piatti e abbiamo optato per quello intitolato “Umbria che non ti aspetti” che prevedeva: buns al vapore con pastrami di agnello e chimichurri, trota salmonata del Trasimeno su salsa yuzu, gnocchi al tiramisù di cinghiale, agnello in crepinette e mosto cotto con spuma di mandorle e infine un piatto chiamato giardino delle sante. Oltre a essere davvero ricercati ed eleganti, ognuno di questi piatti è stato una spettacolare esplosione di sapori.

E per finire al meglio la cena, abbiamo chiuso con il potente amaro Cerberus.

Un pernottamento in questo magnifico resort non può concludersi senza una cena nel loro ristorante. Davvero consigliatissimo!


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Il mio articolo su cosa veder a Gubbio, soprattutto nel periodo natalizio, si conclude qui. Spero di esserti stata di aiuto per organizzare il tuo prossimo indimenticabile Natale.

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Buon Viaggio!

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