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ROUEN, LA PORTA DI ACCESSO ALLA NORMANDIA

La prima tappa della mia avventura nelle regioni settentrionali francesi non poteva che essere Rouen; un viaggio on-the-road nella magnifica terra normanna non sarebbe stato lo stesso senza di lei.

Sviluppatasi in antichità nella basse valle della Senna in corrispondenza di una delle curve sinuose che assume lungo il suo percorso, nei secoli venne contesa tra romani, barbari e vichinghi, fino all’avvento di Rollo, il quale fondò il primo Ducato di Normandia, eleggendo Rouen a sua capitale.

Contrassegnata dall’appellativo di Ville Musée (città museo) per il suo incredibile patrimonio artistico e architettonico, costituisce una tappa imperdibile in un viaggio on-the-road alla scoperta della Normandia. Con le sue spettacolari case a graticcio, il suo enorme orologio astronomico e la sua impressionante cattedrale gotica, Rouen ti saprà certamente incantare e conquistare; in fin dei conti, se pure Monet si è innamorato della città di Rouen, chi siamo noi per resistere al suo fascino?

In questo articolo ti porterò alla scoperta del centro storico di Rouen, con tante informazioni indispensabili e un itinerario pensato per chi ha intenzione di dedicarle una visita di una intera giornata, ma che può essere di aiuto anche per chi ha la fortuna di esplorarla con più calma.

Preparati quindi a scoprire cosa vedere a Rouen in un giorno. Buona lettura!

COSA TROVERAI IN QUESTO ARTICOLO:

  • COSA VEDERE A ROUEN:
    • Place du Vieux Marché:
      • Chiesa di Saint-Sauveur;
      • Halette du Vieux-Marché;
      • Chiesa di Santa Giovanna d’Arco.
    • Gros-Horloge;
    • Palazzo di Giustizia;
    • Cattedrale di Notre-Dame;
    • Rue Saint-Romain;
    • Chiesa e Aître di Saint-Maclou.
  • DOVE MANGIARE A ROUEN;
  • DOVE ALLOGGIARE A ROUEN;
  • ROUEN IN AUTO.

COSA VEDERE A ROUEN

Rouen, capitale della Normandia e capoluogo del dipartimento della Senna Marittima, è posta al centro di un’area metropolitana che complessivamente conta circa 500.000 abitanti.

Nonostante questi numeri impressionanti, la maggior parte delle imperdibili attrazioni turistiche sono situate nel centro storico di Rouen, che ha una superficie talmente limitata da essere facilmente visitabile senza l’ausilio dei mezzi pubblici. Per tali ragioni, la visita di Rouen è molto semplice e non necessita di altro che delle proprie gambe – oltre che delle mie informazioni, ovviamente.

Il mio itinerario di un giorno è perciò una piacevole passeggiata che ti condurrà a scoprire una città ricca di fascino e secoli di storia, iniziando la visita con il bagliore delle fiamme e terminando con la peste nera.

Non ti rimane che concederti una colazione a base di croissant – o pain au chocolat – e incamminarti verso il punto di inizio di questo itinerario.

PLACE DU VIEUX MARCHÉ

Un elemento che si può notare immediatamente all’arrivo a Rouen sono, infatti, le magnifiche case a graticciomaisons à colombages in francese – non esclusive di questa area, ma molto tipiche e spettacolari in questa città. La loro consistente presenza in centro storico – se ne contano ancora oltre 2.000 – fu resa possibile ed economica dalle numerose e rigogliose foreste che circondavano la città. Costruite a partire dal periodo medievale e fino al XIX secolo, sono facilmente riconoscibili per le loro pareti in tinte chiare decorate con colorate travi in legno poste a ricreare una sorta di reticolo.

Meravigliose case a graticcio in place du Vieux Marché

Affacciate su Place du Vieux Marché, puoi osservare alcune di queste case a graticcio che tanto affascinano i turisti, soprattutto alla prima visita; tra queste ve ne sono due degne di nota, poste una accanto all’altra, entrambe ospitanti attività commerciali.

La prima si trova al numero 39 della piazza, colorata nelle tenui tinte del beige, che non passa di certo inosservata grazie ai suoi singolari ospiti, ovvero giganteschi orsacchiotti bianchi accasciati sulle sedie del locale ma anche ai balconi dei piani superiori.

Foto insieme agli orsacchiotti di “Marcel” in place du Vieux Marché

Non mi sono riuscita a trattenere dal farmi scattare una foto in mezzo a questi simpatici orsacchiottoni!

La seconda è nientemeno che La Couronne, la più antica locanda di Francia, istituita addirittura nel 1345 al numero 31 della piazza. Con il suo tetto dal carattere austero, ha una facciata decorata con vasi di fiori colorati e bandiere sventolanti appartenenti a diversi Paesi del mondo.

La caratteristica che rende queste case a graticcio particolarmente affascinanti è la loro disposizione una affiancata all’altra, come fossero villette a schiera; il fatto di essere così disposte ricrea un aspetto quasi volutamente sgangherato, come fosse una rappresentazione uscita dai pastelli di una qualche romantica disegnatrice di fumetti. Anche se a una prima occhiata potrebbero sembrare tutte simili – della serie “vista una, viste tutte” – un occhio attento potrebbe avere la fortuna di carpirne addirittura il carattere e la propria storia. È una fortuna che ne siano giunte fino a noi un così consistente numero.

Un’altra casa a graticcio degna di nota si trova in un altro punto della città, ma te ne parlerò più avanti.

Fondamenta della Chiesa di Saint-Sauveur

Esattamente di fronte a questi due bellissimi esemplari di case a graticcio, si trova un piccolo prato verde che, a prima vista, potrebbe sembrare quasi una dimenticanza degli addetti durante i lavori di pavimentazione della piazza; ma la sua presenza non è affatto frutto di una leggerezza.

Questo prato è infatti interrotto dalle antiche fondamenta in pietra della Chiesa di Saint-Sauveur, risalente probabilmente a un periodo antecedente al X secolo e demolita dopo il 1793 per far posto ad altri edifici; venne riportata alla luce, oltre due secoli più tardi, durante lavori di scavo nella piazza.

Halette du Vieux Marché

Come suggerisce il nome, in questa piazza, che ho trovato già animata di prima mattina, si trova anche un interessante mercato coperto chiamato Halette du Vieux Marché.

Di dimensioni ridotte rispetto al mercato coperto qui presente fino agli anni ‘70 del secolo scorso, offre un’ampia scelta di acquisti molto interessanti per gli amanti della golosa offerta gastronomica regionale, con banchi invitanti ricolmi di pesce fresco e formaggi tipici, ma anche un banchetto di ortofrutta, fiori e un bar à huîtres (vedi dopo).

Una sosta in questo mercato potrebbe essere una buona occasione per far scorta di prodotti locali freschi a fine viaggio prima di tornare a casa, ma anche, perché no, per procacciarsi una merenda o un aperitivo da consumare al momento – come piace a me, alla sauvages.

Il mercato “Halette du Vieux Marché” segue questi orari:

LunedìChiuso
Martedì-Sabato7:00-19:00
Domenica7:00-13:00

Ma ovviamente la vera attrazione offerta da questa piazza è la chiesa moderna che sorge proprio al centro di essa e il cui portico offre riparo a questo mercato coperto.

Chiesa di Santa Giovanna d’Arco

Il 30 maggio 1431, la famosa eroina di Francia Giovanna d’Arco, anche detta “la pulzella d’Orléans”, all’età di 19 anni venne giustiziata tra le fiamme al centro di questa piazza. La giovane guerriera originaria di Domremy, guidata da una immensa fede cristiana – e soprattutto dalle “voci” di Santa Caterina di Alessandria e degli arcangeli Michele e Gabriele – fu in grado di infervorare gli animi del popolo e dell’esercito francese nella guerra contro gli invasori inglesi al punto da divenire un riferimento per le armate alleate, nonché una temuta avversaria. Dopo essere stata catturata nel 1430, fu accusata di stregoneria e di eresia da parte degli inglesi, ma venne graziata dalla pena capitale in cambio del giuramento di non indossare mai più abiti maschili e brandire armi; giuramento che non mantenne, venendo dichiarata recidiva e finendo sul rogo.

Le sue ceneri vennero gettate nella Senna affinché non vi fossero, per il popolo francese, spoglie da venerare.

In corrispondenza del luogo esatto della pira, definito come le Bûcher de Jeanne d’Arc (la pira di Giovanna d’Arco), oggi si innalza una altissima croce “a perpetua memoria” circondata da un prato verde e fiori colorati.

Dopo due decenni da questo sconvolgente evento, nel luglio del 1456, non appena la Francia riuscì, una volta per tutte, a liberarsi dall’invasione inglese, venne condotto un processo di annullamento definito “riabilitazione” nel quale venne dichiarata nulla e senza valore la condanna inglese.

Nel 1920 la giovane pulzella Giovanna d’Arco venne inoltre santificata a Santa Giovanna d’Arco da Papa Benedetto XV.

Nello stesso anno, il Parlamento francese sancì la costruzione di una chiesa memoriale dedicata alla santa eroina di Francia proprio sul luogo del martirio. Fu così che, nel 1979, venne eretto lo stranissimo e molto affascinante edificio che taglia quasi a metà la superficie della piazza del mercato vecchio. Le sue linee, così moderne e in netto contrasto con l’architettura di tutto il resto della città, vengono impreziosite da altissime vetrate provenienti dalla chiesa di Saint-Vincent (distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale) e da un sinuoso soffitto in legno dalla tradizionale forma a barca vichinga, ricoperto da tegole in ardesia che sembrano squame di un drago. L’intento dell’architetto Louis Arretche, creatore del progetto vincente, era quello di ricreare il movimento delle fiamme che lambirono la tanto amata eroina, ma l’impressione che ho avuto, trovandomi dinnanzi a questa opera, era di essere al cospetto di un frammento di astronave aliena atterrato sopra una antica cattedrale – giusto per dare idea di quanto sia rivoluzionaria quest’opera.

Il rivoluzionario aspetto della Chiesa di Santa Giovanna d’Arco

A partire dall’ingresso della chiesa, il tetto si prolunga in uno stretto e lungo portico posto a protezione di una parete con sopra incisa la toccante frase:

O Jeanne, sans sépulcre et sans portrair,

toi qui savais que le tombeau des héros

est le cœur des vivants

André Malraux

Ovvero “O Giovanna, senza sepolcro e senza ritratto, tu che sapevi che la tomba degli eroi è il cuore dei vivi”. Di questa eroina, infatti, non si ha un sepolcro e non se ne conosce nemmeno l’aspetto, ma la sua memoria rimane ancora oggi viva nel cuore e nella mente del popolo francese.

L’ingresso alla chiesa di Santa Giovanna d’Arco è gratuito e segue questi orari:

Sabato-Giovedì10:00-12:00
14:00-18:00
Venerdì14:00-18:00

Gros-HORLOGE

Lasciandoti la chiesa di Santa Giovanna d’Arco alle spalle sulla tua sinistra, incamminati ora lungo rue du Gros-Horloge, prima via pedonale di Francia nonché strada commerciale più frequentata di tutta la città. Ospitate in alcune delle più belle case a sbalzo di Rouen, puoi trovare negozi di importanti catene di abbigliamento o di fast-food internazionali, ma anche profumerie, cartolerie, gioiellerie, negozi per bambini…insomma, qualsiasi cosa ti dovesse servire, potresti trovarla in uno di questi negozi.

Lungo la sua estensione, questa strada pedonale si interrompe in corrispondenza dell’incrocio con rue Jeanne d’Arc, divenendo un passaggio pedonale che non passa di certo inosservato: le classiche strisce pedonali si separano assumendo una disposizione a semicerchio per abbracciare una sorta di sole giallo posto al centro della strada – ma che non è esattamente un semplice sole.

Proseguendo oltre questo attraversamento pedonale, inizierai a intravedere una imponente costruzione in lontananza e, avvicinandoti, questa ti sembrerà sempre più maestosa e meravigliosa: si tratta del Gros-Horloge, edificio più fotografato di Rouen e tappa imperdibile in una visita alla città.

Il meraviglioso Gros-Horloge di Rouen

Penso che una qualsiasi descrizione di questa meraviglia non possa rendere la sensazione che puoi provare avendola davanti a te. Anche questo monumento, a modo suo – esattamente come la strana chiesa che ti ho appena fatto conoscere – sembra essere fuori luogo per la sua innegabile bellezza e l’abbondanza delle sue decorazioni in oro.

Prima di entrare a scoprire la storia di questo sito storico, soffermati a osservare la volta che sorregge parte dell’edificio. Questa volta in pietra finemente scolpita viene chiamata Porta Ovest o del Massacro – in riferimento alle macellerie un tempo in attività nei pressi di questa porta, per la attribuzione del nome nessun civile è stato maltrattato – ed era una della antiche porte difensive delle mura che un tempo circondavano la città. Nella sua parte apicale viene raffigurato Cristo a grandezza naturale, il quale conserva ancora alcune tracce dei colori che un tempo accendevano questa volta calcarea. Ma, prima di procedere con la visita all’interno, osserva attentamente anche il quadrante dell’orologio: non ti sembra di aver già visto quel disegno?

Ora è giunto il momento di entrare a scoprire questo capolavoro; al momento della mia visita, l’accesso al monumento non avveniva attraverso la piccola porticina blu che si trova sotto la volta, ma da una galleria posta poco oltre, sempre alla tua destra.

La visita avviene con l’ausilio di una audioguida in 8 lingue – tra le quali anche l’italiano – e ha una durata stimata di circa 40 minuti. All’interno delle varie stanze, si deve digitare sull’apparecchio il numero riportate sui pannelli per far partire le spiegazioni. La voce del fantasma di Narcisse Eugène Osmont, responsabile del Gros-Horloge alla fine del XIX secolo, ti guiderà attraverso la storia dell’orologio, strettamente legata alla storia della città di Rouen. Un viaggio entusiasmante che ti condurrà verso un amore puro nei confronti di questo meraviglioso monumento.

Il monumento si suddivide in due parti:

  • Il padiglione rinascimentale (XVI secolo) che sorregge i quadranti dell’orologio e ospita rappresentazioni e miniature uscite dal famoso “Libro delle Fontane” di Jacques Le Lieur;
  • Il campanile gotico (XIV secolo) nel quale osservare il meccanismo che muove le lancette dell’orologio e le due storiche campane di Rouen, la Cache-Ribaud e la Rouvel.

Ebbene si, hai capito bene: il meccanismo che muove le lancette dei quadranti dell’orologio si trova molto lontano dalle lancette stesse, in cima al campanile, ed è a esse collegato tramite un intricato sistema di tiranti. La ragione di questa – apparentemente – irragionevole organizzazione risiede nel fatto che, prima, fu costruito il campanile e, solo in seguito, si decise di aggiungere il magnifico orologio astronomico. Perché la vera conquista politica della città di Rouen fu avere le campane, che non avevano però lo scopo di rintoccare le ore come solitamente si concepiscono oggigiorno:

  • La Cache-Ribaud aveva il compito, come suggerisce il nome, di scacciare i ribaud – ovvero i balordi – dal centro cittadino, con i suoi rintocchi ogni sera alle ore 21:00. In seguito, le venne attribuito il compito di scandire la giornata lavorativa rintoccando al mattino e alla sera;
  • La Rouvel aveva invece la duplice funzione di suonare in occasione di feste e cerimonie pubbliche, ma soprattutto di allarmare in occasione di pericoli e incendi – in una città quasi interamente costruita in legno, gli incendi erano un evento da rilevare e sconfiggere prontamente.

E poi devi anche sapere che, oltre a vedere il quadrante dell’orologio da molto vicino, durante la visita ti ritroverai proprio dentro ai quadranti del Gros-Horloge – e potrai anche “spiare” i passanti della via sottostante da due finestrelle rotonde poste ai lati dei quadranti stessi.

La visita culmina, infine, con la terrazza panoramica che circonda la cima del campanile, che ti regalerà una spettacolare vista su tutto il centro di Rouen.

Veduta su rue du Gros-Horloge dal padiglione rinascimentale

Durante i periodi di alta stagione e in caso di alta affluenza, l’ingresso al Gros-Horloge potrebbe essere soggetto a limitazione di numero ed è necessario prenotare il proprio turno in anticipo; gli orari di apertura sono i seguenti:

LunedìCHIUSO
Martedì-Domenica10:00-13:00
14:00-19:00

Prezzo del biglietto di ingresso al Gros-Horloge: 7,7€.

PALAZZO DI GIUSTIZIA

Una volta visitato il più antico e meraviglioso orologio astronomico dell’universo, percorri rue Massacre – che prende sempre il nome dalle macellerie – per raggiungere la piccola place Domique Laboubee, un angolo molto carino e social-friendly di Rouen, con le sue case a graticcio e le decorazioni sospese sulla strada. In questa piazzetta puoi trovare anche un bellissimo negozio dove acquistare tè e caffè e la crêperia La Régalière.

Da rue Massacre a place Domique Laboubee

Proseguendo oltre, raggiungerai il fianco di un edificio bianco di epoca rinascimentale che dovrai costeggiare sulla sinistra per raggiungere la sua facciata. Si tratta del Palazzo di Giustizia, meraviglioso edificio che merita una visita innanzitutto per un piccolo angolo molto emblematico del suo muro esterno.

I bombardamenti della seconda guerra mondiale non hanno infatti risparmiato neanche questo palazzo, le cui pareti esterne vennero scalfite lasciandovi profondi crateri. Oggi, alcune di queste crepe sono state riempite da piccoli mattoncini lego colorati nell’ambito del progetto DISPATCHWORK Rouen promosso dall’artista franco-tedesco Jan Vormann nel corso del festival Normandie Impressionniste.

La caratteristica più poetica di questa opera è la sua natura partecipativa – aspetto che ho trovato anche in altri ambiti in questo Paese – in quanto non sono stati utilizzati mattoncini nuovi, ma il progetto dell’artista ha coinvolto i bambini di Rouen per raccoglierne di usati.

Gli abitanti della città sono quindi stati essenziali per la realizzazione di questa opera.

Il palazzo di giustizia di Rouen è un meraviglioso edificio risalente al XV secolo, realizzato con una dovizia di dettagli architettonici e sontuose decorazioni tipiche di un’epoca di riscoperto valore e potere del comune di Rouen; uno sfarzo architettonico nato dalla fusione di stile gotico, gotico-fiammeggiante, neogotico e Luigi XII. Per apprezzare tutto il suo splendore, prosegui la visita in rue aux Juifs dove potrai osservare uno scorcio della facciata del palazzo che delimita il cortile d’onore, con le sue scalinate e la sua torretta a bovindo.

CATTEDRALE DI NOTRE-DAME

Ritorna ora su rue du Gros-Horloge e prosegui oltre l’orologio per raggiungere un’altra perla custodita nella città di Rouen. La Cattedrale di Notre-Dame vide la deposizione della prima pietra addirittura nel IV secolo, salvo poi essere stata distrutta e ricostruita diverse volte nel corso dei secoli per opera di guerre, eventi atmosferici e incendi – come pressoché ogni edificio religioso francese.

Con il suo particolare stile gotico e la evidente asimmetria della sua facciata, l’aspetto attuale di questa cattedrale è la conseguenza del susseguirsi di secoli di generazioni di architetti e artigiani che hanno contribuito alla sua costruzione: dalla nascita della Tour Saint-Romain (nel XII secolo) alla installazione della guglia della Tour-Lanterne (nel XIX secolo) – che la rese l’edificio più alto del mondo fino al 1880 con la sua altezza di 151 metri complessivi – sono infatti intercorsi più di 700 anni.

Facciata della Cattedrale di Notre-Dame di Rouen

Al momento della sua realizzazione, le sculture e le decorazioni della facciata e dei portali erano colorati con colori sgargianti e avevano l’effetto di impressionare e meravigliare il popolo che giungeva al suo cospetto. Tra i personaggi che più furono ammaliati dalla sua bellezza vi fu Claude Monet, il quale, dal primo piano dell’elegante edificio antistante – che oggi ospita l’ufficio del turismo – dedicò una serie di circa 30 dipinti alla sua facciata, eseguiti in diversi momenti del giorno e con differenti condizioni di luminosità.

Prima di entrare per visitare gli interni, soffermati un momento ad osservare i suoi elementi architettonici esterni. Prima fra tutte la Tour de Beurre o “torre del burro” situata sul lato destro della facciata. Eretta alla fine del XVIII secolo, il suo nome non è dovuto al colore vagamente giallino della pietra che la costituisce, bensì dall’origine dei finanziamenti che resero possibile la sua costruzione, ovvero una sorta di tassa corrisposta dal popolo rouennese pur di poter consumare il burro anche durante il periodo di quaresima. Sul burro non si scherza qui in Normandia.

La torre posta alla sinistra della facciata è invece la Tour Saint-Romain, edificata nel XII secolo come primo elemento architettonico della cattedrale; costruita originariamente in stile gotico, tre secoli dopo fu poi innalzata seguendo lo stile gotico-fiammeggiante che caratterizza l’intera facciata.

La terza e ultima torre di questa cattedrale è la Tour-Lanterne, anch’essa più volte ricostruita fino ad arrivare alla attuale guglia in ghisa che svetta a una altezza record di 151 metri complessivi: come già accennato, questa torre rimase l’edificio più alto esistente al mondo fino al 1880 e, attualmente, detiene il primato di campanile più alto in Francia e terzo in Europa. Non penso di dover specificare che questa torre non è affacciata direttamente sulla piazza, come le altre due torri, ma è quell’ago metallico che perfora il cielo a qualche metro di distanza dalla facciata.

La facciata della cattedrale si apre in tre portali di accesso consistenti nel Portail Saint-Jean (sinistra), nel più ampio e maestoso Portail Notre-Dame (centrale) e infine nel Portail Saint-Étienne (a destra). Da notare nelle decorazioni di queste tre porte sono i reliquati di una delle tante guerre di religione, nella quale gli Ugonotti decisero di decapitare pure le statue di questi meravigliosi portali.

A questo punto è il caso di accedere alla cattedrale per fare la conoscenza di due personaggi storici che hanno segnato per sempre il destino di questa regione. Il primo è Rollone, primo duca di Normandia morto nel 932 la cui effige viene raffigurata – come tutti i duchi di Normandia – con i piedi appoggiati a un leone. Il secondo è Riccardo Cuor di Leone, re di Inghilterra morto nel 1199, sotto la cui effige viene conservato nientemeno che il suo cuore. Questi due signori riposano nel deambulatorio, area nella quale vengono conservate anche alcune delle statue originali della facciata della cattedrale, ognuna con la propria targhetta identificativa affissa alla parete retrostante.

La navata centrale ha il tipico prospetto a tre livelli delle cattedrali sue contemporanee, con alte colonne dai capitelli a motivi floreali che sorreggono archi a sesto acuto, un loggione con esili colonne e infine ampie vetrate che illuminano le volte a crociera. Il colore chiaro delle pietre che costituiscono pareti e soffitti di questa cattedrale rendono una sensazione di candore e leggerezza, come se l’intera volta fosse fatti di nuvole.

L’ultimo elemento sul quale vorrei portare il tuo interesse è la Escalier des Libraires (la “scalinata dei librai”) situata nel braccio nord del transetto – ovvero nel braccio sinistro della pianta a croce della cattedrale. Questa meravigliosa scalinata a quattro rampe – della quale ero così tanto impegnata a contemplarne la bellezza da essermi dimenticata di fotografarla, quindi ti toccherà per forza andare a Rouen per vederla – è sempre realizzata in pietra bianca seguendo lo stile gotico-fiammeggiante, ma fu ultimata in epoche differenti: le prime due rampe risalgono infatti alla seconda metà del XV secolo, mentre le ultime due vennero aggiunte alla fine del XVIII secolo. La funzione di questa scalinata era quella di permettere ai canonici di accedere agevolmente alla biblioteca capitolare e agli archivi; verrebbe voglia di prendere i voti solo per poterla percorrere a piacimento.

L’entrata alla cattedrale di Notre-Dame è gratuita ed è possibile visitare liberamente navate, transetti, deambulatorio e cappelle laterali, durante gli orari di apertura; ovviamente questo non è possibile durante le funzioni religiose.

È inoltre possibile partecipare a visite guidate, organizzate ogni fine settimana alle ore 14:30, che permettono di accedere ad angoli solitamente non accessibili al pubblico come cripta, battistero e cappella della Vergine.

La cattedrale è accessibile da 3 ingressi:

  • Place de la Cathédrale (accesso principale);
  • Cour des Libraires su rue Saint Romain (situata sul lato sinistro della cattedrale);
  • Place de la Calende (situata sul lato destro della cattedrale).

La cattedrale segue questi orari di apertura ai visitatori:

Lunedì14:00-18:00
Martedì-Sabato9:00-12:00
14:00-18:00
Domenica8:00-18:00

Se la tua visita dovesse capitare nel periodo estivo, dall’inizio di luglio alla fine di settembre, dopo il tramonto la facciata della cattedrale si illumina di una proiezione a tema denominata “cattedrale di luce”. Ogni anno il tema dello spettacolo di suoni e luci è diverso e originale, ma ti posso assicurare che il momento clou onnipresente è indubbiamente la fase di crollo della facciata della cattedrale. Le animazioni sono realizzate in modo così impeccabile che l’effetto creato è abbastanza realistico.

Cerca quindi di organizzare il tuo soggiorno a Rouen mettendo in conto di pernottare almeno una notte per non perdere questo piacevole momento.

Gli orari dello spettacolo “cattedrale di luce” differiscono in base al periodo:

RUE SAINT-ROMAIN

Una volta visitata questa spettacolare cattedrale, se sei interessata/o ad approfondire la storia di Giovanna d’Arco puoi recarti in rue Saint-Romain, via che abbraccia la cattedrale sul fianco sinistro. Ma ti consiglio vivamente di recarti ugualmente in questa strada per non perderti il piccolo angolo verde dei Jardins d’Albane e il Portail des Libraires. Questo portale merita una sosta per la spettacolare prospettiva che regala sulla torre lanterna, ma anche per ammirare le sue decorazioni scultoree che raffigurano soprattutto il Giudizio Universale, un tempo animato da colori sgargianti e sicuramente di grande impatto sul popolo credente e intimorito dalle ripercussioni del proprio Dio in caso di cattive azioni.

Ingresso dal Portail des Libraires

Ma rue Saint-Romain è anche una delle vie che conserva ancora diversi esemplari delle meravigliose case a graticcio che tanto amo – e che amerai sicuramente anche tu.

Ma torniamo al punto. Al numero 7 di rue Saint-Romain, all’interno del palazzo arcivescovile di Rouen, si trova il museo digitale interattivo Historial Jeanne d’Arc. Proprio dove fu deciso il destino di questa giovane eroina, è stato installato un viaggio alla scoperta del processo di riabilitazione tenutosi nel XV secolo: qui è possibile visitare i resti della sala dove, nel 1431, Giovanna fu condannata al rogo e dove si svolse anche il suo processo di riabilitazione nel 1456.

Gli orari di apertura del museo sono i seguenti:

LunedìCHIUSO
Martedì-Domenica10:00-19:00
Ultima partenza del percorso digitale ore 17:15

Prezzo del biglietto di ingresso all’Historial Jeanne d’Arc: 11€.

CHIESA E AÎTRE DI SAINT-MACLOU

Una volta percorsa rue Saint-Romain fino alla fine, inizierai a intravedere un’altra meraviglia in lontananza. La Chiesa di Saint-Maclou è un piccolo gioiello di arte gotica risalente agli inizi del XVI secolo – o perlomeno ciò che è giunto fino a noi – che colpisce a primo sguardo per la sua eleganza e le sue proporzioni armoniose; ha un aspetto talmente prezioso e raffinato da sembrare quasi un enorme cofanetto per i gioielli. Questa sensazione che regala agli occhi la dobbiamo al rispetto, nel corso della sua completa ricostruzione, dello stile proposto nel progetto originario.

Unico elemento, per così dire, problematico è stata la guglia della sua torre lanterna: alla demolizione del cosiddetto “ago” in legno della sfarzosa guglia originaria, nel XVIII secolo si preferì installare una modesta piramide ricoperta in ardesia che venne rinominata dagli abitanti “estintore”. Fortunatamente, questo estintore, venne poi rimpiazzato nel XIX secolo dall’attuale guglia dall’architetto Jacques Eugène Barthélémy, al quale venne poi dedicata la piazza sulla quale sorge la chiesa stessa.

Chiesa di Saint-Maclou e casa a graticcio “pendente”

Lo splendore di questa piazza viene inoltre amplificato dalle magnifiche case tradizionali che la delimitano. Degne di nota sono una sorta di castello in miniatura con muri a scacchiera situato sul lato destro della piazza e una casa a graticcio posta sul lato sinistro. E tu dirai: “cosa avrà di diverso questa casa a graticcio da tutte le altre?”. E se ti dicessi che si tratta di una casa pendente tipo torre di Pisa? Ebbene si, questa meravigliosa casa a graticcio con tetto in ardesia e travi in legno di colore grigio e marrone è la casa più famosa di Rouen per via della sua considerevole pendenza, visibile soprattutto da rue Martainville; da questa prospettiva avrai la sensazione che, prima o poi, i piani superiori di questa abitazione debbano necessariamente accasciarsi al centro della piazza. E invece questa antica casa di calzolai è in piedi addirittura dal XVII secolo.

Sempre all’angolo sinistro della facciata della chiesa, inglobata nei muri della stessa, si trova la fontana di Saint-Maclou; di questa è riportata testimonianza nel già citato “libro delle fontane” di Jacques Le Lieur e ne puoi ritrovare una miniatura al secondo piano del padiglione rinascimentale del Gros-Horloge.

A questo punto, continuando sempre lungo rue Martainville, prosegui oltre la chiesa fino ad arrivare a una casa a graticcio a due piani, con muri giallo chiaro e travi marroni, situata al numero 186.

Qui si trova la galleria di accesso al favoloso Aître Saint-Maclou, un angolo nascosto di Rouen ricco di storia e ambiguità. Percorrendo un portico fenestrato, si accede a un cortile interno racchiuso da un edificio a graticcio con travi e capitelli dalle decorazioni macabre. Sul lato destro dell’ingresso al cortile, posto all’interno di una teca, si trova un altro elemento macabro: il leggendario gatto mummificato. Quello che non sono ancora stati in grado di stabilire è se si tratti di un ritrovamento risalente a oltre 50 anni fa oppure sia frutto di una bufala ideata dagli studenti di belle arti.

La costruzione del portico risale alla prima metà del XVI secolo, mentre l’aspetto dell’attuale portico di Saint-Maclou deriva da un’opera di restauro eseguita recentemente seguendo i disegni risalenti al 1880, anno che permette di riconoscere le varie fasi di costruzione dello stesso.

Il fascino del portico di Saint-Maclou

A partire dal XVII secolo e fino a tempi molto recenti – quindi per oltre 300 anni – questa struttura ha ospitato attività di insegnamento, con la primaria istituzione di una scuola maschile, alla quale si aggiunse, in seguito, una scuola femminile (maschi e femmine erano separati da una barriera posta al centro del cortile interno); per circa 10 anni, agli inizio del XIX secolo, inoltre ospitò un collegio femminile e, in seguito, dal 1940 al 2014 anche una scuola di belle arti .

Dopo aver ospitato laboratori di filatura manuale per donne di umili origini, durante la Rivoluzione i suoi ambienti vennero convertiti a fabbrica di armi.

E fin qui tutto regolare.

Ma a questo punto arriva la nota di ambiguità: questo luogo è arrivato alle dimensioni attuali a causa della epidemia di peste nera diffusasi in Europa tra il 1348 e il 1351. Adesso ti spiego meglio dove risiede l’ambiguità. La parola francese aître deriva dalla parola latina “atrio” e, oltre a indicare il cortile interno circondato da un loggione colonnato posto all’ingresso delle antiche case romane, in epoca medievale era anche il modo in cui venivano chiamati i cimiteri, solitamente posti all’ingresso delle chiese. Il piccolo cimitero della parrocchia di Saint-Maclou, a causa dell’abbattersi di una disgrazia di notevole portata come l’epidemia di peste nera di quegli anni, dovette subire un importante ampliamento per accogliere i numerosi corpi dei defunti, inglobando case e giardini circostanti. Il soffitto del portico di ingresso a questo aître fungeva addirittura da ossario, accogliendo le ossa rimosse dalle tombe per liberare spazio per altri defunti.

L’ambiguità della funzione di questo aître risiede quindi nel fatto che, per circa 121 anni, l’attività funeraria coesistette con quella scolastica. Quindi, fino al 1782, quando cioè, per ragioni igieniche, i cimiteri vennero spostati fuori città, i bambini rouennesi andavano sostanzialmente a scuola in un cimitero. LOL.

L’ingresso alla chiesa e all’atrio di Saint-Maclou è gratuito ed è possibile scoprire la storia della costruzione dell’atrio grazie a pannelli esplicativi posti sotto al portico di accesso.

Alla biglietteria posta nel cortile dell’atrio è inoltre possibile acquistare una audioguida al prezzo di 5€.

Orari di apertura: tutti i giorni 10:00-19:00.

DOVE ALLOGGIARE A ROUEN

Come già scritto, Rouen è la capitale della Normandia, la cui area metropolitana conta oltre 500.000 abitanti. Tuttavia il centro storico della città risulta molto raccolto e le attrazioni delle quali ti ho appena raccontato sono molto vicine tra loro: la distanza che intercorre tra la prima e l’ultima tappa del mio itinerario è circa 1 Km, con un tempo di percorrenza di massimo 15 minuti a piedi.

Se stai pensando di visitare Rouen in 1 giorno – come ho fatto io – la zona dove è meglio alloggiare è indubbiamente il centro storico. Contrariamente a quanto ci si possa aspettare, infatti, in pieno centro sono disponibili soluzioni molto comode e relativamente economiche, che offrono anche la possibilità di prepararsi eventualmente i pasti (interessante per chi viaggia low-budget).

L’alloggio nel quale ho pernottato si trova a un paio di minuti a piedi dal Gros-Horloge e, dal finto giardino sul terrazzo, si vedeva addirittura il tetto del palazzo di giustizia.

Per trovare le soluzioni delle quali ti ho appena parlato, basta andare alla ricerca degli alloggi più economici su un sito di prenotazione come Booking e te ne compariranno diversi. Sono stanze piccoline, quasi sempre con letto alla francese e angolo cottura, ma dotate di ogni comfort e perfette per un soggiorno di breve durata.

DOVE MANGIARE A ROUEN

Una giornata di visita in una città così affascinante non può che iniziare con una colazione coi fiocchi. E una colazione come si deve – di quelle che ti mettono il sorriso e ti fanno iniziare la giornata carichi di energia come nelle pubblicità alla televisione – l’ho trovata da:

Emma Pâtisserie Boulangerie

23 All. Eugène Delacroix

Sito web

La colazione è il momento della giornata che più amo; non consiglierei mai una pasticceria della quale non sono stata pienamente soddisfatta. In questa boulangerie ho mangiato il primo croissant di questo viaggio che, con un solo morso, mi ha fatto ritrovato tutta la magia che solo il connubio tra burro normanno e croccantezza può generare.

Colazione da Emma Pâtisserie Boulangerie di Rouen

La pasticceria produce e vende anche pane e dolci molto colorati e invitanti, ma anche bevande calde da accompagnare alle loro produzioni. È quindi un indirizzo perfetto per una colazione indimenticabile in un on-the-road in Normandia, ma anche una merenda golosa.

La spesa per una colazione per 2 (croissant + caffè americano e pain au chocolat + tè caldo) è stata di 7€.

A pranzo, trovandomi in vicinanza alla cattedrale di Notre-Dame, mi sono fermata da:

Créperie Le Saint Romain

52 Rue Saint Romain

Proprio di fronte al museo dedicato a Giovanna d’Arco, si trova questa crêperia dove ho assaggiato una gustosa galette nordique farcita con emmental, salmone affumicato, crème fraîche all’erba cipollina e limone, accompagnata da una insalatina verde servita a parte – e condita con una salsa rinominata poi “maledetta” in quanto a base di mostarda, come tradizione francese vuole.

Per dolce mi sono divorata una spettacolare crêpe con caramello al burro salato e composta di mele alla cannella; il riassunto della Normandia in una sola forchettata.

Nel menu che ho ordinato erano compresi anche un Pommeau, aperitivo normanno a base di ¾ succo di mela da sidro e ¼ calvados, e una tazza di sidro normanno – no, non mi sono sbagliata a scrivere, in Normandia il sidro viene tipicamente servito all’interno di ampie tazze chiamate bolée e ti sfido a non desiderarne una da portare a casa dal tuo viaggio.

Pranzo con galettes e crêpes da Créperie Saint Romain a Rouen

Pranzo inaspettatamente spettacolare: non mi aspettavo che galettes e crêpes potessero essere così buone.

La spesa per 2 menù completi per due persone (galette farcita + crêpe dolce o coppa gelato + aperitivo + bicchiere di bevanda) è stata di 39€.

A cena siamo andati in uno dei tantissimi bistrot che la città offre, ovvero:

Le Bistrot d’Arthur

27 Rue Cauchoise

Per prenotare un tavolo on-line

Situato a breve distanza da place du Vieux Marché, in questo ristorante dagli interni molto graziosi e moderni sono stata accolta da uno staff molto cordiale e paziente (scegliere cosa ordinare mi ha richiesto molto più tempo del previsto).

Ho iniziato la cena come la tradizione francese vuole, ovvero con un aperitivo. In particolare ho assaggiato un kir cassis, ovvero un aperitivo tipico francese ottenuto dall’unione di vino bianco secco e liquore al ribes nero.

Alla fine, dopo tante indecisione, ho ordinato un menù completo composto da un antipasto a base di avocado e gamberi marinati nel curry, un controfiletto di manzo accompagnato da una salsa esotica e ho concluso con una gigantesca île flottante. Tutto molto buono e anche abbondante.

La spesa per 2 menù completi per due persone (antipasto + piatto principale + dessert) e due aperitivi è stata di 56,5€.

Per chi non volesse avventurarsi nei tipici sapori normanni, o volesse risparmiare per un viaggio low-budget, rue du Gros-Horloge è costellata di catene di fastfood internazionali di ogni tipo e alla portata di ogni tasca.

Per un aperitivo alternativo, invece, nel mercato di place du Vieux Marché è possibile gustare una dozzina di ostriche nel bar à huîtres qui presente. I bar à huîtres sono una tipologia di locale, molto presente nel nord della Francia, dove degustare ostriche sempre freschissime preparate al momento sotto i propri occhi. Rigorosamente accompagnate da un calice di vino bianco, come tradizione francese vuole.

Sempre in place du Vieux Marché, nel ristorante stellato ospitato all’interno della antichissima locanda La Couronne, è possibile assaggiare la rinomata anatra alla Rouennaise (o anatra al canto); questo particolare piatto, tipico della città di Rouen, è sicuramente una esperienza per veri appassionati di cucina tradizionale che si vogliono concedere una cena particolare – per i dettagli sulla ricetta, ti invito a consultare il caro buon vecchio google al semplice fine di non eccedere nello splatter.

ROUEN IN AUTO

In un viaggio on-the-road, si sa, l’interrogativo più ricorrente è dove lasciare la macchina quando si visita una città. A meno che il tuo intento non sia quello di parcheggiare anni luce dal centro e farti una interminabile scarpinata a piedi, ci sono due informazioni essenziali per organizzare la tua permanenza a Rouen.

Innanzitutto, esistono principalmente due tipologie di parcheggio disponibili a Rouen:

  • PARCHEGGI A PAGAMENTO, tra i quali, quelli situati all’interno dell’area di interesse turistico e molto comodi per visitare la città, sono:
    • Square des Arts (460 posti);
    • Opéra – Théâtre des Arts (154 posti);
    • Pucelle (440 posti);
    • Vieux marché (402 posti).
  • PARCHEGGI LIBERI e PARCHEGGI DI SCAMBIO, ovvero aree di sosta situate al di fuori del centro cittadino, a ridosso delle linee di trasporto pubblico come metro, TEOR, autobus e anche le biciclette pubbliche. A eccezione della zona di parcheggio libero, i parcheggi di scambio consentono una sosta gratuita solo se vengono rispettate due condizioni:
    • Durata della sosta inferiore alle 24 ore;
    • Essere in possesso di un biglietto di trasporto pubblico convalidato e – ovviamente – utilizzato per raggiungere una stazione diversa da quella di inizio corsa.

La prima tipologia è quindi esattamente l’opposto dell’altra; la scelta risiede solo nella tua intenzione di dare priorità alla comodità oppure al risparmio. Considerando che dovevamo portarci dietro le valigie, e soprattutto che eravamo in ritardo sulla tabella di marcia e avevamo fretta di raggiungere il ristorante, abbiamo optato per la prima tipologia di parcheggio. Abbiamo lasciato l’auto nel parcheggio Square des Arts, un parcheggio sotterraneo a ridosso della Senna, e abbiamo pagato 16,5€ per una sosta inferiore alle 24 ore.

La seconda informazione che devi sapere, soprattutto se hai intenzione di raggiungere la Francia con la tua auto, è che, dal 1° gennaio 2016, è in vigore un sistema di classificazione dei veicoli in base a fattori come anno di immatricolazione, efficienza energetica ed emissioni, indicato con il termine di Crit’Air. In pratica, per poter circolare nei centri delle grandi città francesi – ma anche altri Paesi hanno già adottato questo sistema di classificazione – è necessario esporre sul parabrezza dell’auto un bollino che indica la categoria alla quale appartiene, in modo da regolarne la circolazione nella aree a bassa emissione.

Dal 1° settembre 2022 anche l’agglomerato urbano di Rouen è entrato nella lista delle città aderenti e quindi, per circolare sereni, è necessario esporre questo bollino: non avere il bollino comporta divieto di circolazione nelle aree a bassa emissione, esattamente come se la propria auto appartenesse alle categorie più inquinanti (4 e 5) con pagamento di una multa di 68€. Prima di recarti in Francia per un viaggio on-the-road con la tua auto, sarebbe quindi consigliabile acquistare ed esporre questo bollino, in modo da vivere serenamente eventuali cambi di programma o deviazioni stradali che ti portano proprio ad attraversare le aree di obbligo – ogni riferimento a fatti realmente accaduti è espressamente non casuale.

Per procurarti il bollino Crit’Air devi:

  • Andare sul sito del Ministero della Transizione Ecologica e Solidale (ATTENZIONE! Solo ed esclusivamente da questo sito è possibile acquistare il bollino);
  • Procurarti una foto leggibile (o in alternativa una scansione) del libretto di circolazione della tua auto e compilare i campi obbligatori dove vengono richieste le caratteristiche del veicolo;
  • Pagare una tassa di 3,11€ + 1,65€ di spedizione fuori dalla Francia (ovvero 4,76 € per veicolo).

Entro 2 settimane riceverai a casa il bollino da esporre sul parabrezza dell’automobile per tutta la durata di vita della stessa, o finché il bollino non risulta danneggiato.


Guarda il video del mio viaggio a Rouen sul mio canale YouTube e iscriviti al canale!


Adesso che hai tutte le informazioni che ti servono per organizzare al meglio la visita di Rouen, non ti rimane che preparare le valigie e partire. Spero di esserti stata di aiuto nella progettazione del tuo prossimo viaggio on-the-road in questa spettacolare regione francese, ma le meraviglie che puoi trovare in Normandia non finiscono di certo qui: a breve potrai trovare sul mio blog la mia guida completa su cosa vedere a Rouen e dintorni.

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