Spesso degnata solo di un fugace sguardo in una permanenza a Malta, La Valletta è una meta alla quale dedicare almeno una giornata intera quando si pianifica un viaggio attraverso l’arcipelago. Che sia per una avventura alla scoperta di ciò che l’entroterra maltese può offrire o solo una breve vacanza rilassante al mare, vale sicuramente la pena ritagliarsi il tempo per camminare tra le sue strade in pietra calcarea gialla impreziosite da colorati gallarija e ripararsi dai cocenti raggi del sole al fresco di uno dei suoi giardini, magari degustando deliziosi pastizzi alla ricotta.
Oltre alla sua importanza storica come base dei Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni, offre scorci di inestimabile valore culturale e paesaggistico, in grado di penetrare anche negli occhi e nel cuore del viaggiatore più esigente.
Dalla mia duplice esperienza di visita, ho ideato una guida completa su cosa vedere a Malta e importanti informazioni da sapere per organizzare al meglio la tua prossima visita a questa meravigliosa città.
Prepara quindi valigia e macchina fotografica che si parte!
COSA TROVERAI IN QUESTO ARTICOLO:
- VALLETTA E I CAVALIERI DI MALTA;
- COSA VEDERE A LA VALLETTA:
- Ingresso della città;
- Republic street:
- Parlamento e Teatro all’aperto;
- Concattedrale di San Giovanni;
- Palazzo del Gran Maestro;
- Casa Rocca Piccola.
- Forte Sant’Elmo;
- Lower Barrakka Gardens;
- Upper Barrakka Gardens e saluting battery;
- Attorno a Auberge de Castille.
- LE 3 VEDUTE IMPERDIBILI DI VALLETTA:
- Tramonto sul Porto Grande;
- Gallarija e pietra maltese;
- Tocco rosso british.
- DOVE ALLOGGIARE A LA VALLETTA;
- COSA MANGIARE A LA VALLETTA;
- COME ARRIVARE A VALLETTA DALL’AEROPORTO.
VALLETTA E I CAVALIERI DI MALTA
L’indissolubilità del legame tra le due, mi impedisce di iniziare a elencarti le meraviglie di La Valletta senza prima raccontarti dei leggendari Cavalieri dell’Ordine di Malta: Valletta non sarebbe ciò che è oggi senza i Cavalieri; i Cavalieri non sarebbero stati quello che furono, e posso essere oggi, senza la città di La Valletta.
Tutto ebbe origine a partire dall’XI secolo, quando dei commercianti amalfitani edificarono, a Gerusalemme, una chiesa dedicata alla Vergine Maria con annesso un monastero con ospedale dedicato a San Giovanni; i monaci che prestavano servizio nel monastero portavano la croce a 8 punte di Amalfi (probabilmente simboleggianti le 8 virtù cristiane).
Circa un ventennio più tardi, venne indetta la prima crociata contro gli ottomani e costituito un primo Ordine dei Cavalieri di San Giovanni da parte di questi monaci. Agli inizi del XII secolo, una volta conclusasi la prima crociata e riconquistata Gerusalemme, il ruolo dei cavalieri assunse una connotazione maggiormente militare e venne ufficialmente riconosciuto dal Papa l’Ordine dei Cavalieri Ospitalieri, il cui capo doveva essere eletto tra i propri membri. Questa figura, che rimaneva in carica a vita, venne chiamata Gran Maestro; l’importanza della sua posizione può essere riassunta dicendo semplicemente che l’unica persona alla quale doveva rendere conto era il papa.
Al momento dell’investitura, oltre a pronunciare i voti di povertà, obbedienza e castità – a quest’ultimo era però spesso richiesto, dai cavalieri stessi, di poter fare a meno – il cavaliere doveva donare ben quattro quinti di tutti i suoi averi all’Ordine. Va da sé che, siccome i cavalieri non erano umili contadini ma provenivano da famiglie nobili e possedevano importanti ricchezze e territori, non si trattava di spiccioli.
I cavalieri appartenenti all’Ordine provenivano principalmente da 8 aree in Europa e, di conseguenza, parlavano differenti lingue; per tale ragione, si procedette a una divisione dell’Ordine in 8 cosiddette langues, una per ogni sistema linguistico-nazionale di provenienza:
- Alvernia;
- Provenza;
- Francia;
- Italia;
- Germania;
- Aragona;
- Castiglia-León;
- Inghilterra.
Ad ognuna di queste “lingue” veniva assegnato un auberge (o albergo) ovvero un edificio comune che serviva come residenza, luogo di riunione e di consumazione dei pasti che – in un primo momento – era obbligatorio condividere insieme.
Per facilitare le comunicazioni ufficiali tra le varie “lingue” dei cavalieri, si decise di utilizzare la lingua italianacome lingua comune.
E fin qui, hai già abbastanza informazioni da mettere insieme per arrivare a molte conclusioni. Ma non è finita qui; se la storia fosse tutta qua, Valletta sarebbe una città diversa…anzi, non esisterebbe proprio e, soprattutto, non si chiamerebbe neanche in questo modo.
Alla fine del XII secolo, infatti, a causa dell’avanzata ottomana, i Cavalieri dovettero abbandonare definitivamente Gerusalemme e, in seguito a un breve soggiorno, anche l’isola di Cipro, fino ad approdare a Rodi, dove stanziarono per due secoli. Ma gli inarrestabili turchi ottomani arrivarono, nel primo ventennio del XVI secolo, anche qui, e l’allora imperatore Carlo V, decise di cedere Malta ai Cavalieri nel 1530.
Durante il primo quarto di secolo di permanenza, si dedicarono a rafforzare la città di Birgu – l’attuale Vittoriosa – e il suo meraviglioso Forte Sant’Angelo (col quale è stato amore a prima visita); continuarono poi fortificando la città di L’Isla – l’attuale Senglea – un’altra delle “3 Città” così rinominata in onore di uno dei Gran Maestri dell’Ordine.
Tutti questi lavori di fortificazione servivano solo a un preciso scopo, e la ragione era il ruolo di baluardo della cristianità che l’Ordine aveva coi secoli assunto. La minaccia verso la quale si sono tanto impegnati per resistere, ovvero l’avanzata dei turchi ottomani nel Mediterraneo, si scatenò sull’arcipelago dal mese di maggio al mese di settembre del 1565 in quello che venne poi rinominato “Grande Assedio”.
Dopo questo tragico evento storico, la consapevolezza che potesse ripresentarsi un nuovo attacco, di anche maggiore portata, condusse il Gran Maestro Jean de la Valette a fondare la Umilissima Città di Valletta – o Humilissima Civitas Valettae – come sede dell’Ordine dei Cavalieri. Una volta decisa la sua collocazione su questa penisola protesa verso il mare aperto, e circondata in buona parte dal mare, fu costruita la città fortificata che possiamo, in parte, osservare oggigiorno: dai bastioni delle mura, ai profondi fossati che circondano le stesse, fino al massiccio Forte Sant’Elmo posto a vedetta di un approccio marittimo alla città, La Valletta fu progettata per resistere a eventuali altri attacchi da Oriente.
Il posto d’onore, al centro di questa penisola, venne riservato alla chiesa dedicata al santo patrono dell’Ordine San Giovanni il Battista.
Non sono solita concentrarmi sull’aspetto storico dei luoghi di cui parlo, ma queste poche nozioni del passato ti permetteranno di capire i luoghi dei quali ti parlerò in questo articolo, ma ti serviranno anche durante la tua futura visita.
COSA VEDERE A LA VALLETTA
Città piccolissima per essere una capitale e, soprattutto, per contenere meraviglie così grandi, alla visita di La Valletta viene solitamente dedicata una sola giornata – e magari neanche intera – in un viaggio a Malta. Ma se dopo un solo giorno dovessi sentire di aver dovuto rinunciare a vedere qualcosa, non potrei fare altro che darti pienamente ragione.
Nel pianificare il tuo viaggio prevedi quindi di dedicare a La Valletta almeno una giornata intera, pernottando anche in centro città. Nel caso in cui ti spostassi in altre località, se gli orari del volo di ritorno te lo consentono, cerca ti ritagliare qualche oretta per passare un’ultima volta a La Valletta per ritornare in un luogo che ti è piaciuto particolarmente o visitare quell’angolo che non hai avuto tempo di visitare il primo giorno – ma anche per comprare un sacchetto di quei pastizzi da sogno che vorrai sicuramente portare a casa.
Durante il mio primo viaggio sull’isola non avevo grandi aspettative. Per dirla tutta, non mi ero neanche organizzata un vero itinerario; mi ero solo appuntata le attrazioni turistiche principali e poi ho camminato per le sue strade, quasi a caso, incappando accidentalmente nei luoghi che mi ero prefissata di non perdere.
Anche se le sue dimensioni potrebbero far pensare che non ci sia bisogna di organizzare la giornata, per ottimizzare la tua visita alla città ho creato un itinerario perfetto per non perdere i luoghi da vedere assolutamente a La Valletta.
Ingresso della città
Il tuo arrivo a La Valletta, quasi sicuramente, avverrà in vicinanza alla porta di accesso della città; quindi il mio itinerario ha inizio proprio qui. Oltre alla stazione degli autobus, area che in alcuni momenti della giornata potrebbe diventare anche caotica, qui si trova un’area pedonale delimitata da palme e fiori dai pennacchi rossi che ti condurrà al primo scorcio sulla città.
Fermati in fondo a questo breve viale un momento per contemplare il profilo di Valletta, con la fontana in primo piano. La fontana che avrai davanti è la iconica FONTANA DEI TRITONI, costruita durante gli anni ‘50 del Novecento e mai inaugurata a causa della situazione politica di quei tempi. Costruiti in cemento e travertino, gli ideatori del progetto concepirono le bizzarre figure dei tritoni come personificazione del legame tra Malta e il mare. Oltre alle sue dimensioni davvero sproporzionate, che quasi contrastano con le ridotte estensioni della città alla quale ti introducono, ciò che potrebbe turbare il visitatore è che i volti di questi tritoni – vagamente grotteschi – sono visibili esclusivamente dando le spalle alla città. Il loro volto è infatti rivolto alla porta cittadina, quasi come a sorvegliarla. Questa opera trasmette l’idea di non essere stata creata per intrattenere i passanti, ed è forse questo che infastidisce i turisti.

Nei due decenni successivi alla sua costruzione, questa fontana è stata luogo di eventi di importanza nazionale ma anche di pura stupidità umana – in fondo perché no, perché non usare una fontana da 80.000£ di soldi pubblici per farci delle acrobazie in moto – che ha inevitabilmente comportato il suo crollo.
Nel secondo decennio di questo secolo, con l’impiego di tanta buona volontà e milioni di soldi pubblici, la fontana è stata restaurata riportandola al suo originario aspetto. Tra gli interventi eseguiti – grazie al cielo – vi era anche l’istituzione di un’area pedonale a circondare questa fontana. Fino al 2018, infatti, questa opera costituiva una rotonda attorno alla quale gli autobus del trasporto pubblico circolavano e stazionavano.
Dietro a questa fontana si trova il principale ingresso alla città – in maltese BIEB IL-BELT – una sorta di breccia che permette di attraversare, sospesi a qualche metro di altezza sull’antico fossato, il solido muro di pietra gialla maltese ideato dal celebre architetto Renzo Piano, sempre durante il secondo decennio del XXI secolo. Fin dal XVI secolo, in questo esatto punto, è sempre stata presente una porta fortificata, chiamata in diversi modi a seconda della occupazione del momento; ma il nome più rappresentativo penso fosse “porta di terra” in quanto unico accesso terrestre a questa città. La città di La Valletta si trova infatti alla estremità di una lingua di terra che si protende fino a raggiungere il mare aperto e risulta circondata per ¾ dall’acqua, oltre che interamente cinta da alte mura di cortina in pietra maltese.
La forma che il profilo di questa opera mi ha richiamato alla mente è quella dei piloni di accesso al tempio di Edfu, Egitto. Ti lascio il link del video del mio viaggio a Edfu in caso ti salisse la curiosità di verificare questa mia visione:
Proseguendo con la visita, ricorda questi punti di riferimento per quando ti affaccerai sul mare e vorrai riconoscere i due porti naturali che circondano Valletta: con gli occhi rivolti alla porta, alla tua sinistra si trova la città di Sliema, separata da Valletta dal Porto Marsamxett; alla tua destra, invece, troverai le cosiddette “3 Città”, affacciate sul Porto Grande, o Grand Harbour.
Dietro a questa fredda cortina di pietra maltese, dai tenui colori tipici della maggiora parte delle costruzioni presenti a Malta – e che ti abbaglieranno dall’alba al tramonto durante la soleggiata stagione estiva che lampada total body spostate – eretta tra i bastioni di San Giacomo e di San Giovanni, inizia Republic street e quindi l’esplorazione del centro cittadino.
Republic street
Appena varcata la porta di accesso a Valletta, su entrambe i lati si dipartono due scalinate in pietra che conducono sulla sommità delle mura. La scalinata a sinistra conduce a un piccolo parco pubblico, gli Hasting’s Garden – Ġnien Hastings in maltese – affacciato sulla piazza con la fontana dei tritoni; quella a destra ti porta direttamente a quella che ho previsto essere la tappa finale di questo itinerario; a seconda che la tua curiosità sia catturata da quello che hai di fronte o dal dove conduce questa scalinata, puoi anche decidere di seguire il percorso a ritroso.
Ma molto probabilmente vorrai proseguire lungo Republic street, principale arteria della capitale, ricca di attività commerciali, uffici pubblici e privati, attrazioni turistiche e…persone! Di prima mattina, in una mattina qualunque di un giorno feriale qualunque, puoi letteralmente assistere a un fiume di persone varcare la porta cittadina e percorrere frettolosamente questa strada per raggiungere il luogo di lavoro.
Questa importantissima strada ha una lunghezza di circa 1 Km ed è in parte pedonale; sempre durante le prime ore della mattina, nel tratto aperto alla circolazione dei mezzi, puoi assistere a un incredibile traffico di furgoni che riforniscono le attività commerciali, ma anche dei netturbini che cercano di rimettere a lucido almeno l’area più turistica della città. Loro fanno il possibile; per il resto, chi deve cercare di fare attenzione per non contribuire al degrado, siamo solo noi. Period.
Palazzo del Parlamento e Teatro
Il primo tratto di Republic square si apre in una piccola piazzetta nota come Freedom square.
La prima struttura che ti ritroverai sulla destra camminando in questa piazzetta è un enorme edificio in pietra calcarea maltese, il nuovo Palazzo del Parlamento maltese, progettato sempre da Renzo Piano. Il palazzo consiste in due edifici separati dei quali uno ospita l’aula del Parlamento, mentre l’altro uffici e sale dove si riuniscono le commissioni. L’aspetto di questo palazzo potrebbe lasciare vagamente interdetti alla prima osservazione: queste due scatole di pietra appoggiate su questi piloni di metallo sembrano fare a cazzotti con gli eleganti palazzi dalle imposte verdi che lo fronteggiano. Io per prima ho scosso la testa in segno di disappunto la prima volta che me lo sono trovata davanti. E invece, facendo ritorno a Valletta dopo qualche anno, ho avuto la sensazione che quelle due enormi scatole di pietra perforate fossero proprio nel posto che spettava loro.

Affianco al Parlamento, si trova Pjazza Teatru Rjal, un teatro all’aperto nato dalla rivalutazione delle antiche rovine del Royal Opera House – esattamente come il celebre teatro londinese creato dello stesso ideatore. Questa nuova vita venne donata al teatro contestualmente al progetto, denominato “Citygate”, di riqualificazione della capitale maltese che ha coinvolto Renzo Piano e comprendeva anche la costruzione della nuova porta cittadina e della nuova sede del Parlamento. Hanno fatto le cose in grande qua, mica brustolini.
Durante il periodo estivo, in questo teatro vengono organizzati eventi e spettacoli.
Mentre cammini lungo questo primo tratto di strada, presta per un momento attenzione alla pietra utilizzata per la pavimentazione: noti niente di strano? Non ti voglio svelare nulla; aspetterò il tuo arrivo a Gozo prima di svelarti di cosa si tratta.
Concattedrale di San Giovanni
A questo punto è arrivato il momento di visitare la struttura che maggiormente mi ha impressionata per il suo innegabile splendore, un luogo che ti lascerà senza dubbio a bocca spalancata, ovvero la Concattedrale di San Giovanni – Kon-Katidral ta’ San Ġwann in maltese.
Questa chiesa fu costruita dal famoso architetto militare maltese Gerolamo Cassar nel 1577; a egli furono commissionati anche i progetti del Palazzo del Gran Maestro e gli auberges dell’Ordine. Fu dalla sua mente che nacque il sobrio “stile maltese”, con edifici dalle linee semplici e parsimonia nelle decorazioni, originato dalla fusione tra lo stile classico rinascimentale italiano e il barocco spagnolo.

Dall’esterno, infatti, la concattedrale presenta l’aspetto semplice e austero di una fortezza; l’unico elemento che contrasta questa sensazione è il balcone che adorna la facciata principale, dal quale il neo-eletto Gran Maestro salutava il popolo.
Pensa che questa concattedrale fu completata in soli 4 anni; con tutte le donazioni e le ricchezze possedute dall’Ordine potresti anche pensare “Ci sta”. Una volta che vi metterai piede, però, questa informazione ti suonerà da fasulla. E allora, quando accadrà, focalizzati sull’aspetto semplice e austero del progetto iniziale. Ma la semplicità con la quale fu concepita dal suo ideatore venne mantenuta solamente per circa un secolo.
Con l’avvento del barocco, grazie alla riforma cattolica del XVII secolo, i cavalieri iniziarono una sorta di competizione con Roma – la città del grande boss del loro circolo – fino a trasformarla in una preziosa gemma di arte barocca. Non esiste angolo in questo tempio della cristianità che non abbia un ornamento a scelta tra intarsi in marmo policromo, statue allegoriche in puro marmo bianco, pitture sgargianti, dettagli in oro e opere di inestimabile valore, prima fra tutte la “Decapitazione di San Giovanni il Battista” di Caravaggio. Anch’egli desiderava ardentemente entrare a far parte dell’Ordine e, per un breve periodo il suo desiderio fu esaudito, ma poi fece emergere la sua anima da bad boy e venne prima incarcerato e poi espulso.

La navata centrale della chiesa è affiancata lateralmente da 8 cappelle, una per ogni lingua dell’Ordine, a testimoniare la potenza dell’istituzione; la collocazione delle cappelle non è stata tirata a sorte o lasciata al caso, ma assegnata in base all’anzianità.
Ogni lingua dell’Ordine ha davvero fatto il possibile per rendere la propria cappella più esuberante ed esageratamente decorata delle altre. Oltre alla cappella della lingua di Italia – consentimi di essere patriottica ogni tanto – la cappella indubbiamente più maestosa è la cappella della lingua di Aragona, anche se risulta davvero ardua la scelta.
La volta è suddivisa in 6 navate sulle quali, un giovane ma molto ingegnoso Mattia Preti, ha rappresentato 18 episodi della vita di San Giovanni il Battista, santo patrono dell’Ordine. La tecnica rivoluzionaria da lui utilizzata – e inventata – è la stesura della pittura a olio direttamente sulla porosa pietra calcarea maltese.
Ma quello che mi ha fatto uscire di testa è stato il pavimento: oltre 400 pietre tombali – per la commemorazione di alcuni tra i più illustri Cavalieri dell’Ordine – con intarsi in marmi policromi tappezzano l’intera superficie della chiesa. Non ho mai visto nulla di simile in nessun altro luogo. Le figure più frequenti comprendono teschi e scheletri, come “sublime raffigurazione” della fine della vita terrena e inizio della vita eterna nei cieli; oltre a questa allegoria, si possono ovunque trovare angeli della fama intenti a soffiare una tromba ma anche angioletti che reggono corone d’alloro come espressione di vittoria.
Per quanto tutto questo possa essere sensazionale, gli sguardi più curiosi e meravigliati li ho scorti nell’oratorio, dove viene conservato il quadro più famoso del Caravaggio – nonché unico che riporta la sua firma – la Decollazione del Battista; è proprio davanti a quest’opera, dipinta nei primi anni del XVII secolo, che l’Ordine emise la sentenza di espulsione del pittore lombardo.
Appena ho messo piede all’interno di questa concattedrale ho realizzato la portata del contrasto tra involucro e contenuto. Dovrebbero affiggere un cartello con su scritto “Entrare in questa concattedrale può causare accessi si stupore e disorientamento”.
L’ingresso alla concattedrale di St John si trova sulla terrazza sopraelevata lungo Republic street, mentre l’uscita avviene dalla porta principale situata lungo St John’s street, una sua traversa.
Il biglietto di ingresso costa 15€ ed è inclusa una audioguida molto utile e dettagliata.
Gli orari di apertura al pubblico per la visita sono i seguenti:
| Lunedì – Sabato | 9:00-16:45 (ultimo ingresso ore 16:15) |
| Domenica e festivi | CHIUSO |
Se prevedi di visitare la concattedrale in un periodo di alta stagione e desideri accorciare i tempi di attesa per l’ingresso, puoi acquistare i biglietti online al seguente sito:
https://www.stjohnscocathedral.com/visit/
Palazzo del Gran Maestro
Proseguendo lungo Republic street, arriverai alla graziosa Piazza San Giorgio – o Misraħ San Ġorġ in maltese- piazza principale di Valletta che presenta al centro una fontana zampillante, tanto amata dai bambini soprattutto nel periodo estivo.
Su questa piazzetta si affacciano diversi edifici, tra i quali, quello che cattura maggiormente l’attenzione è il Palazzo del Gran Maestro. Progettato dall’architetto maltese Gerolamo Cassar alla fine del XVI secolo, oggigiorno come un tempo costituisce il centro del potere maltese in quanto sede degli uffici del presidente della Repubblica di Malta.
La semplicità dello stile manierista maltese dell’edificio, viene ravvivata dai due lunghi balconi verdi in legno che cingono gran parte del piano superiore. Al centro della facciata si aprono due portoni – sempre in colore verde – che sorreggono un balcone aperto e conducono ognuna a un giardino interno; quella sinistra porta al giardino di Nettuno, dalla statua probabilmente opera del a noi bolognesi tanto caro Giambologna.
All’interno delle antiche stalle del palazzo si trova il museo dell’Armeria del Palazzo, che espone le testimonianze del passato militare dell’Ordine dei Cavalieri.
Il biglietto di ingresso costa 12€ e consente la visita sia al Palazzo del Gran Maestro che alla Armeria di Palazzo.
L’orario di apertura per le visite è ogni giorno dalle 9:00 alle 17:00.
Casa Rocca Piccola
Al numero 74 di Republic street si trova invece Casa Rocca Piccola, sontuoso palazzo privato del XVI secolo dove scoprire usi e costumi della nobiltà maltese.
Nonostante sia una dimora privata, è aperta al pubblico per visite libere autoguidate oppure visite guidate ogni ora della durata di 45 minuti.
Casa Rocca Piccola è aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00 (ultimo ingresso ore 16:00) e il biglietto di ingresso costa 10,5€.
Dal 2023 però, per i viaggiatori che possono permetterselo, è possibile pernottare nelle stanze del loro B&B prenotabile sul loro sito:
Hai presente quando raccogli tutte queste informazioni su un luogo, e sei anche entusiasta di visitarlo per scoprire quanto sfarzo potresti trovarci, ma poi incappi nel negozio di pastizzi più deliziosi del mondo e magicamente trascorri, seduta al tavolo a scofanarti un pastizz dietro l’altro, il tempo che avevi previsto di impiegare nella visita alla residenza? Ecco, questo è esattamente ciò che ho fatto. Quindi, è con rammarico che ti confesso che mi impegnerò a visitare Casa Rocca Piccola al mio prossimo viaggio a Malta. Nel frattempo, shame on me.
Forte Sant’Elmo
E finalmente – come si usa dire dalle mie parti “a cucci e spintoni” – siamo arrivati alla fine di Republic street. La via più lunga e importante di Valletta. A questo punto ti troverai all’estremo opposto del Citygate, dove si trova il Forte Sant’Elmo.
Per accedere a questo forte devi dirigerti verso destra e continuare a costeggiarlo fintanto che non vedrai le classiche bandiere rosse a indicarti che ti trovi in corrispondenza di un sito Heritage Malta.
Il Forte Sant’Elmo – Il-Forti Sant Iermu in lingua maltese – prende il nome da Erasmo di Formia, conosciuto come Sant’Elmo, il santo patrono dei marinai. La sua posizione, sulla estremità della penisola su cui sorge, consente di sorvegliare l’ingresso al Porto Grande e al porto di Marsamxett. Un suo primo abbozzo, una torre di guardia che portava già il suo nome attuale, venne edificato a partire dagli inizio del XV secolo; dopo l’ingresso via mare dei turchi ottomani praticamente senza opposizioni, un secolo più tardi venne prima ingrandita e poi abbattuta per lasciare spazio a un massiccio forte dalla forma a stella. La sua costruzione precedette di pochi mesi il Grande Assedio, durante il quale resistette per ben 28 giorni ai bombardamenti, prima di cadere in mano nemica. Come ho già accennato nel paragrafo dedicato ai Cavalieri di Malta, l’anno successivo venne edificata la città fortificata di Valletta dal Gran Maestro Jean de la Valette e le rovine del forte furono ricostruite e inglobate nelle mura cittadine.
Dalla regia mi dicono essere stato utilizzato anche come set nel film “Fuga di mezzanotte” del 1978, ma ahimè non ho mai avuto l’onore di vederlo. Ma ho visitato il forte sotto il sole cocente di agosto, quindi direi che la mia parte l’ho fatta.
Il biglietto di ingresso costa 10€ e gli orari di apertura sono i seguenti:
| Tutti i giorni | 9:00-18:00 | (GIU-OTT) |
| Tutti i giorni | 9:00-17:00 | (NOV-MAG) |
Oltre alla accademia di polizia maltese, il Forte San’Elmo ospita il Museo Nazionale della Guerra: in fondo, chi meglio delle sue chiare pietre in calcare può raccontare la furia dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Le esposizioni comprendono armi e divise originali utilizzate dai membri della marina e dell’aviazione maltese, ma anche la George Cross conferita dal re Giorgio VI ai maltesi per il valore dimostrato in questa guerra.
Essendo però un museo dedicato alla guerra, e non a una guerra, si possono trovare anche armi risalenti alla preistoria ritrovate durante scavi archeologici.
Ho visitato questo forte durante il mio primo viaggio a Malta in solitaria; quella estate il caldo era asfissiante e i raggi del sole, riflettendo sulla pietra maltese, mi abbagliavano e abbronzavano contemporaneamente. Ovunque guardassi, vedevo solo una forte luce bianca. Trattandosi di un forte, e non di un palazzo creato appositamente per ospitare un museo, la disposizione dei reperti storici asseconda la suddivisione imposta dai vari stabili nei quali è organizzato il forte. Se prevedi la visita in piena estate, porta con te la sacra triade crema solare-cappello-occhiali e, prima di partire, allenati con la infallibile mossa del “metti gli occhiali, togli gli occhiali”.
Lower Barrakka Gardens
Adesso finalmente arriviamo al primo angolo verde di Valletta, nonché uno dei pochi angoli verdi che puoi trovare a Malta, provvidenziale soprattutto in piena estate. Prosegui oltre il forte costeggiando il mare e tieni la sinistra al primo bivio per raggiungere questo grazioso angolo della città.
I LOWER BARRAKKA GARDENS sono giardini pubblici spesso trascurati dai turisti, i quali preferiscono affollare il fratello maggiore – gli Upper Barrakka Gardens – posto a qualche centinaio di metri di distanza. Per evitare di creare falsi scenari mentali prima della visita, il termine maggiormente azzeccato per distinguere questi due giardini sarebbe il binomio grande/piccolo, piuttosto che l’equivocabile superiore/inferiore.
Terminologia a parte, ti consiglio di varcare il cancello e fermarti a visitare questi giardini che, oltre a essere frequentati principalmente dai locals, sono davvero graziosi e sono i miei preferiti tra i due. Una fontana con acqua scrosciante accoglie i turisti in cerca di refrigerio, ma poi si viene sorpresi dalla vista di un tempio in stile greco – che però risale al XIX secolo ed è, molto poco poeticamente, il ringraziamento dei maltesi verso gli inglesi per averli liberati dalla occupazione francese. Poi ti rendi conto che, a pochi passi da te, una fila di ulivi ti separa da una enorme terrazza affacciata sul Porto Grande con le “3 Città” sullo sfondo, e qui ti cade la mandibola. Poi ti dirigi verso sinistra e incappi in una serie di archi, facenti parte un tempo di un portico coperto; ti affacci e hai un fantastica visione del memoriale del Grande Assedio, con il Porto Grande sullo sfondo.
E qui arriva la nota dolente: prima di raggiungere la Valletta, avevo visto delle immagini di questo enorme memoriale, ma quello che mi sono ritrovata dinnanzi era un orribile cantiere – strano che quello che son più curiosa di vedere è incellophanato dentro un cantiere. Al momento della mia ultima visita, invece, certa di poter finalmente assistere alla vista che ho tanto bramato, mi son ritrovata una versione ulteriormente deturpata del memoriale. Adesso, maltesi cari, ditemi per favore che problemi avete con questo memoriale così importante?
Polemica a parte, il SIEGE BELL MEMORIAL è un monumento dedicato a coloro che persero la vita per difendere Malta durante la Seconda Guerra Mondiale. Il pezzo forte di questo memoriale è, come il nome suggerisce, una enorme campana che dal 1992 dovrebbe suonare ogni giorno alle ore 12:00. Dico dovrebbe perché – ancora più shame on me – a mezzogiorno mi sono sempre trovata dal fratello maggiore di questo giardino (più avanti capirai perché). Ma se per caso hai già visitato Valletta e mi vuoi fare il favore di confermarmi o smentirmi questo quotidiano avvenimento, fammelo sapere. La prossima volta che ci tornerò, provvederò a esserci anche io.
I giardini sono aperti tutti i giorni dalle 7:00 alle 22:00.
Upper Barrakka Gardens
A questo punto, esci da questo giardino per proseguire verso sinistra e risalire verso l’alto per raggiungere un altro raro angolo verde della città. Questi giardini sorgono su un tratto di bastioni che un tempo veniva sorvegliato dai cavalieri italiani e costituivano un luogo di divertimento per gli stessi; a partire dal XIX secolo, furono poi convertiti a magnifici giardini pubblici.
Gli UPPER BARRAKKA GARDENS sono come la versione estesa dei Lower Barrakka Gardens; in pratica sono uno il trailer e l’altro il film. All’interno di questi giardini troverai infatti gli stessi elementi decorativi con solo due differenze. La prima è che gli spazi sono molto più dilatati, con ampie e rigogliose aiuole verdi e fontane gorgoglianti, ma anche lunghe file di archi risalenti al XVII secolo che danno accesso a una ancora più enorme terrazza panoramica affacciata sul Porto Grande.
La seconda grande differenza è che non troverai quella sorta di tempio greco del quale ti ho parlato prima, ma potrai scendere al livello inferiore dei giardini per visitare la saluting battery o una delle testimonianze della seconda guerra mondiale come il museo sulla guerra o i tunnel della Lascaris War Room.
Se i racconti di guerra non sono tra le tue passioni – come non lo sono per me – ritagliati almeno il tempo di fare una visita alla batteria di cannoni a salve, magari attorno a mezzogiorno o alle 4:00 nel pomeriggio.
Gli orari di apertura della Saluting Battery sono i seguenti:
| Lunedì-Sabato | 10:00-17:00 |
| Domenica | CHIUSO |
Il biglietto di ingresso costa 3€.
L’epoca di origine della Saluting Battery risale a quella di Valletta, nel 1566, essendo stata costruita come parte integrante di essa. La sua collocazione ricalca quella di una delle batterie d’assedio, disposte dagli Ottomani durante il Grande Assedio, per attaccare Cavalieri di San Giovanni e Maltesi asserragliati all’interno del Forte Sant’Angelo (il meraviglioso forte che puoi osservare oltre il mare).
Con la costruzione della nuova città difensiva di Valletta, questo luogo passò da essere oggetto di attacco a fonte di difesa per il popolo maltese, con la istituzione di una piattaforma di artiglieria disposta su più livelli in grado di coprire la intera estensione del Porto Grande con le palle dei suoi cannoni.
Affacciandoti alla terrazza panoramica presente al livello superiore dei giardini hai già potuto farti una idea di cosa consista questa SALUTING BATTERY: una piattaforma rettangolare affacciata sul Porto Grande sulla quale sono disposti 8 cannoni utilizzati, fin dall’origine del luogo, sia come arma di difesa che per tiri di artiglieria cerimoniali. Gli spari con cannoni caricati a salve venivano principalmente riservati per solenne saluto a dignitari o navi in visita all’isola e per celebrare le occasioni nazionali e religiose, ma anche per annunciare importanti vittorie navali e militari e successione o morte di un sovrano.

Per organizzare al meglio la tua visita alla Saluting Battery, il mio consiglio è quello di accedere alla terrazza verso le 11:30 (o alle 15:30 nel caso in cui seguissi il mio itinerario) in modo da poter ascoltare la interessante spiegazione del funzionamento dei cannoni da uno dei volontari della Fondazzjoni Wirt Artna – the Malta Heritage Trust vestito con le uniformi della Royal Malta Artillery.
Il giovane volontario ha spiegato la differenza tra le due principali tipologie di cannoni esistenti, ovvero con carica frontale o carica posteriore. I cannoni con carica frontale erano molto impegnativi in quanto richiedevano almeno 8 uomini per sparare, ma potevano raggiungere un obiettivo situato fino a 2 km di distanza. I cannoni con carica posteriore – quelli schierati nella saluting battery per intenderci – potevano richiedere fino a 4 uomini per la loro gestione (ma in realtà ne bastava solo 1) ma coprivano una distanza di massimo 500 metri. Legalmente, per poter sparare a salve si utilizzano al massimo 700 grammi di polvere da sparo ma, per rendere maggiormente scenografico il bossolo da loro creato, aumentano il suo volume con aggiunta di farina (questo è il loro piccolo segreto). La procedura seguita per la carica del cannone dimostrativo prevede innanzitutto di controllare che all’interno del cannone non vi siano residui di una precedente esplosione o anche piccoli animali che hanno pensato bene di trovare qui riparo. Questa fase viene eseguita prima inserendo un bastoncino metallico in corrispondenza della sommità della porzione terminale del cannone e poi ispezionando visivamente l’interno del cilindro. Questa azione viene eseguita molto accuratamente i quanto, da testimonianze reperibili in rete, è capitato che vi fossero presenti piccioni all’interno del cannone e non fossero stati opportunamente allontanati prima dello scoppio. Per il rituale del saluto vengono caricati solamente due cannoni, ma solo uno viene detonato; nel caso in cui il primo facesse cilecca, si ripiegherebbe sul secondo. Una volta inserito dalla estremità posteriore, il bossolo di polvere da sparo e farina viene tenuto fermo dal bastoncino metallico per evitare che si sposti con conseguente malfunzionamento. Viene poi inserito l’innesco costituito da polvere da sparo e una sostanza chimica che, nel momento in cui viene colpita dall’addetto, causa l’esplosione. Per la detonazione in sicurezza i volontari si servono di una corda che viene tirata vigorosamente per azionare un dispositivo metallico (del quale non riesco a ricordare il nome tecnico) che batte a sua volta sull’innesco.
Questo rituale viene eseguito alle 12:00 in punto precise – ma anche alle 16:00 in punto – di quasi ogni giorno della settimana.
L’origine dello sparo di cannone a mezzogiorno in punto risale al XIX secolo, quando fu adottato il servizio di palla oraria istituito dal regno britannico anche a Malta. Questo servizio prevedeva anche l’impiego di uno sparo di cannone e permetteva ai capitani delle navi di calibrare il proprio orologio di bordo, il cosiddetto cronografo marittimo.
Dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale la antica batteria venne in parte distrutta ma, grazie all’intervento di diverse autorità maltesi, dagli anni 2000 la Saluting Battery venne riportata al suo antico splendore ripristinando il suo fascino.
Lo sparo del cannone della Saluting Battery può anche essere ammirato dalla terrazza della parte superiore dei giardini, ma essere stata a breve distanza dallo scoppio devo dire che ha avuto un certo fascino.
Sul lato destro dei giardini si trova anche un altissimo ascensore che conduce al livello del mare, ma di questo te ne parlerò in un altro articolo.
Attorno a Auberge de Castille
Dopo la entusiasmante frastornata ricevuta del cannone della Saluting Battery, esci dal cancello principale per ritrovarti al centro di una piazza, in parte pedonale, sul cui lato destro si affaccia l’AUBERGE DE CASTILLE, edificio in stile maltese risalente alla fine del XVI secolo che oggi ospita gli uffici del primo ministro.
Di fronte a esso si trova la CHIESA DELLA VITTORIA, luogo molto importante della città in quanto situata esattamente nel punto in cui venne deposta la prima pietra di costruzione della città. Come primo edificio costituente Valletta, fu giustamente dedicata alla uscita vittoriosa di Malta al Grande Assedio. Affascinata già durante la mia prima visita per la sua breve scalinata che culmina in un grazioso parapetto in ferro battuto, al mio ritorno l’ho trovata addobbata a festa con enormi mazzi di fiori bianchi in occasione di un matrimonio. Sembrava una bambina il giorno della sua Prima Comunione.
Un passo più avanti, sulla destra, si erge SANTA CATERINA DI ITALIA, chiesa utilizzata dai Cavalieri italiani inizialmente posta in comunicazione con l’Auberge di Italie che sorge nelle vicinanze, il quale oggi ospita il Museo Nazionale di Belle Arti maltese (MUŻA).
Da qui ti ritroverai a osservare il retro del teatro all’aperto del quale ti ho parlato molte righe più alto e potrai nuovamente accedere, con un accesso laterale, a via Repubblica.
LE 3 VEDUTE IMPERDIBILI DI VALLETTA
Valletta è una città che offre tanta meraviglia in uno spazio molto ridotto. Alcune sue caratteristiche mi hanno affascinata fin dalla prima visita, altre mi hanno colpita solo in seguito a una osservazione più attenta. Ci tengo quindi che tu arricchisca la tua visita fermandoti in questi angoli di Valletta a osservare qualcosa che ai miei occhi è sembrata una scena degna di una sosta.
1. Tramonto sul Porto Grande
Una romantica come me non può limitarsi a indicare che dalla terrazza degli Upper Barrakka gardens si gode di una visuale unica sul Porto Grande. No, sarebbe molto limitante.
Una romantica come me ti suggerirebbe di affacciarti alla terrazza degli Upper Barrakka gardens poco prima del tramonto, per assicurarti il posto per osservare lo scorcio più romanticheggiante che questa città può offrirti. Certo non posso assicurarti che il cielo si tingerà sicuramente di tutte le sfumature calde che la natura possa assumere in questo momento del giorno, ma se dovesse capitarti questa fortuna, quella terrazza sarebbe senza ombra di dubbio il luogo dal quale dovrai assolutamente assistere a questo spettacolo.

2. Gallarija da cartolina
Il mio amore per i gallarija è sbocciato nel primo istante nel quale ho alzato il naso verso il cielo in una qualsiasi via della capitale. I gallarija sono la testimonianza della presenza araba sull’isola. Sono quel dettaglio architettonico che riempie di colore lo sfondo giallo chiaro delle strade maltesi; sono quella nota di curiosità di sapere se dietro quelle serrande ci sia una qualche vecchietta che ti sta osservando furtivamente mentre cammini per la strada.
Una gallarija è un balcone chiuso in legno e vetro (Malta) o pietra scolpita (Gozo) la cui duplice funzione è quella di proteggere le abitazioni dai caldi raggi del sole durante la stagione estiva ma anche di permettere agli inquilini di farsi una dose della famosa “tazzina di affari altrui” senza essere visti.
Le gallarija sono infatti la versione maltese delle mashrabiya arabe, diffusasi attorno al XVIII secolo; il primo esemplare di gallarija a comparire fu quella che decora il palazzo del Gran Maestro e permetteva allo stesso di osservare quanto accadeva nella piazza sottostante senza essere visto.
Essendo parte integrante della cultura urbanistica maltese, ne troverai di qualsiasi forma e colore in ogni angolo di Valletta – ma anche in quasi ogni paese e città dell’arcipelago – ma in alcuni punti della città sono particolarmente numerose e gradevoli agli occhi.

I primi due punti della città dove recarti per vedere file di meravigliosi balconi è il tratto in discesa di Republic street che segue Casa Rocca Piccola e Old Bakery street all’incrocio con Triq San Gwann; due punti che ho trovato invece particolarmente suggestivi sono una piccola viuzza residenziale che si trova in vicinanza alla curva dove St Christopher’s street incontra Lvant, sopratutto quando movimentata dai colorati teli stesi ad asciugare dei residenti, e Piazza Indipendenza nella quale la vista sui balconi viene impreziosita dalla facciata della chiesa di San Paolo e dalla cupola della Chiesa della Nostra Signora del Carmelo.
Gli ultimi due scorci invece li ho scoperti percorrendo due strade fronte-mare col trenino turistico: uno si trova dal lato del Porto Grande e consiste di una semplice serie di balconi di vecchie case di pescatori lungo Quarry Wharf, mentre l’altro è una parete di balconi colorati in Triq Marsamxett affacciati sul porto omonimo.
3. Tocco rosso british
Della passata dominazione britannica sull’arcipelago maltese se può trovare traccia in ogni aspetto della loro cultura, a partire dal fatto che praticamente chiunque parla inglese fino alla english breakfast servita nella quasi totalità dei ristoranti (anche se l’influenza culinaria proveniente dal subcontinente indiano sta sempre più prendendo piede). Ma se sei alla ricerca di un ulteriore tocco inglese alla tua visita in terra maltese, puoi divertirti andando a caccia di vecchie cabine telefoniche in disuso che regalano una macchia rosso accesso allo sfondo giallo delle tua fotografie.
Segnalo in particolare due cabine telefoniche rosse molto fotogeniche. La prima di queste la vedrai sicuramente, essendo collocata in vicinanza al Palazzo del Gran Maestro, fiancheggiata addirittura anche da una buchetta per le lettere, anch’essa rigorosamente rossa; l’altra si trova nascosta in un grazioso angolo della già citata Piazza Indipendenza.

DOVE ALLOGGIARE A LA VALLETTA
“Non alloggiare a La Valletta. Visitala durante il giorno e poi pernotta in un hotel fuori città” o “Gli hotel di La Valletta sono costosi e brutti”.
Questo è quello che, più o meno, ho sentito dire a proposito di un pernottamento nella capitale maltese. Ma è davvero così? Diciamo in parte si e in parte no. Diciamo che dipende dal motivo e dal ritmo del tuo viaggio. Diciamo che dipende anche da quali sono le tue aspettative sulle strutture.
Ho avuto modo di alloggiare in diverse strutture a Valletta, diverse soprattutto in termini di prezzo e tipologia. Nel mio primo viaggio, complice la pandemia e i prezzi stracciati che proponevano gli hotel in quel periodo – anche in altissima stagione – ho avuto la possibilità di pernottare in un favoloso hotel a due passi dagli Upper Barrakka Gardens. Era davvero bellissimo, pulitissimo e il personale molto disponibile e cordiale. L’hotel in questione è Casa Asti, situato lungo la affascinante scalinata di Triq Sant’Orsla; anche se non ci pernotterai, varrà la pena anche solo fermarti per una pausa caffè ad ammirare il piccolo angolo decorato che viene creato nella zona bar sulle salinate. Una parte del piano terra dell’hotel è infatti occupato da un bar, con tavolini all’esterno allestiti durante il periodo estivo e fintanto che regge la bella stagione.
All’interno, l’hotel è un labirintico museo d’arte attraversato da una lunga scala che risale fino in cima all’edificio; per chi sentisse la necessità di viaggiare col proprio armadio al seguito, quindi, potrebbe risultare un pochino impegnativa la scalata, ma con calma si fa tutto.
La mia stanza era piccolina e graziosa, con un piccolo balconcino e un proverbiale climatizzatore – essenziale se ti sale la brillante idea di viaggiare nel periodo più caldo dell’anno. A mia disposizione avevo ogni comfort possibile, addirittura anche pantofole e accappatoio. L’unico discomfort era il bagno privato esterno alla stanza; la scomodità era soprattutto legata al fatto che, per accedere alla camera, dovevo inserire un codice e con quella maledetta tastiera non sono riuscita ad andare molto d’accordo. Ho rischiato di bloccare due volte la porta; diciamo che la volta in cui sono riuscita a bloccarla mi è andata fatta bene perché, perlomeno, ero vestita.
Se stai pensando di visitare Valletta, quindi, come prima scelta ti direi di controllare se questa struttura è disponibile e se il prezzo è in linea con il tuo budget.
Per ulteriori informazioni su prezzi e stanze consulta il sito:
La seconda tipologia di struttura nella quale ho alloggiato, che è la tipologia che solitamente preferisco e che costituisce un buon compromesso di risparmio e comodità, è la stanza con angolo cottura e bagno privato. Non che io sia una di quelle che in viaggio punta a prepararsi il cibo, ma la comodità di potermi scaldare un pasto pronto del supermercato od ordinare cibo con la consegna a domicilio mi alletta parecchio, soprattutto se sono stata tutto il giorno a zonzo e rientro tardi in stanza. Le probabilità che qualcuno possa convincermi a farmi una doccia al volo per poi uscire nuovamente sono estremamente basse.
Che sia per un motivo o per l’altro, queste sono le strutture che meglio assecondano un viaggio che pensa al risparmio mantenendo alta la comodità.
Nel mio ultimo viaggio a La Valletta ho alloggiato in una struttura di questo genere, ovvero AJKLA MANSIONS situato in Triq Ajkla (che in maltese significa “aquila”). La stanza era abbastanza ampia, con un piccolo balcone affacciato sulla strada – si trattava di una piccola strada pedonale con una scalinata, quindi silenziosa e tranquilla. Avendo organizzato il viaggio quasi all’ultimo, questa era la struttura più economica disponibile; non era il massimo dello splendore, ma la permanenza è stata meglio di quanto si prospettasse – soprattutto considerando le recensioni che avevo letto a riguardo.
L’accesso alla struttura e alla stanza è avvenuto con codici; ho anche potuto lasciare lo zaino in uno sgabuzzino (sempre protetto da codice) prima del check-in – e per fortuna direi, considerando che sono arrivata con un volo in prima mattinata. Nella struttura è disponibile un ascensore e anche una terrazza per prendere il sole; nel seminterrato ho anche visto una vasca idromassaggio, ma la sera in cui mi sono decisa a scendere per utilizzarla si era rinfrescato troppo per i miei gusti. Io sono del segno dei pesci ascendente pinguino-delle-sorgenti-termali, non posso sopravvivere in un ambiente acquatico con temperatura inferiore ai 35° C.
A essere sincera, anche nel mio primo viaggio ho trascorso una notte in una struttura come questa, ma non mi sento di suggerirla per diverse ragioni. Come per esempio il fatto che la porta della stanza avesse uno spazio dove, volendo, qualcuno poteva tranquillamente infilare una mano. Ma anche il fatto che fosse inserita in un contesto condominiale di cinque piani e che una famiglia, che abitava qualche piano più in alto, durante la cena ha iniziato random a sbattere piatti e ciotole di vetro che artisti di strada scansatevi proprio. Ecco, va bene risparmiare, ma forse in questo caso è meglio sbottonare qualche euro in più per un posticino più intimo e tranquillo.
Solitamente però, quello che ho sempre sentito consigliare è il pernottamento a Sliema o San Giuliano; la motivazione è che gli hotel sono meno costosi, così come i ristoranti. La scelta su dove pernottare, a questo punto, penso che ricada quasi esclusivamente sulla tipologia di viaggio: se la visita di La Valletta costituisce una escursione in giornata inserita in una vacanza al mare allora si, queste altre due città sono perfette per il tuo viaggio. Per raggiungere La Valletta da Sliema basta poi prendere il traghetto Sliema Ferries, mentre da San Giuliano sono disponibili diverse linee di autobus (circa 40 minuti) e anche un diretto (circa 15 minuti).
DOVE MANGIARE A LA VALLETTA
La Valletta è la capitale di Malta e, oltre a hotel mediamente più costosi rispetto alla media del resto dell’arcipelago, pullula di ristoranti altrettanto mediamente più costosi. Ma questo non significa necessariamente che non vi siano alternative per un viaggio che strizza l’occhiolino al risparmio. Quindi non bisogna necessariamente allontanarsi da La Valletta per mantenere a livelli accettabili le spese per il cibo in un viaggio a Malta.
A partire dalla colazione fino alla cena, ci sono alcune alternative delle quali vorrei parlarti.
Iniziamo dalla colazione, il momento della giornata che preferisco. Siccome molto probabilmente la sistemazione che troverai non includerà la colazione, per questo primo pasto della giornata ho due alternative per te. L’opzione più economica e, credimi, una valida alternativa alla colazione al bar, è sicuramente una capatina al supermercato SPAR Valletta lungo via Repubblica, a pochi passi dall’ingresso della concattedrale di San Giovanni. Operativo fin da molto presto la mattina, il suo enorme banco posto proprio all’entrata offre ogni tipo di colazione dolce o salata che puoi desiderare; a queste delizie puoi inoltre abbinare bibite calde preparate al momento. Nel mio ultimo viaggio ho comprato la colazione per 3 giorni consecutivi in questo supermercato; conveniente e molto buona, soprattutto i croissant. Non ti rimane che accomodarti sulle panchine della concattedrale (ma anche rientrare in stanza se hai lo sbatti) e scofanarti questa colazione. E specifico della concattedrale perché potrebbe capitare, soprattutto se molto presto di mattina, che le persone sedute sulle panchine lungo la strada intralcino il lavoro dei netturbini – parlo per esperienza.
E se per caso la sveglia ha suonato tardi e, come tradizione anglosassone vuole, ti vuoi concedere una sorta di brunch per riempirti la pancia fino a sera, tra le strade di La Valletta ci sono diverse attività che propongono colazioni consistenti a prezzi ragionevoli, considerando quantità e qualità offerta. L’ultimo giorno prima di riprendere il volo verso casa, essendo tornata a metà mattinata nella capitale, mi sono concessa una abbondante e molto appagante english breakfast da GRANA cucina, ristorante situato all’interno di un hotel molto elegante.
Questa colazione comprendeva uova strapazzate, bacon, funghi, pomodoro grigliato, würstel, crocchette di patate e fagioli, il tutto accompagnato da due fette di pane tostato e caffè americano.

La spesa per una english breakfast e un caffè americano è stata di 11,5€ a persona.
Non sono una esperta di colazione all’inglese – sono una amante della colazione dolce – e penso che questa fosse la terza esperienza di english breakfast in tutta la mia vita, ma il cibo era buono e sono anche rimasta piena fino a sera.
Un altro luogo dove mi sarebbe piaciuto provare la colazione inglese era al bar “La Valette”, quel vistoso edificio al numero 297 di via Repubblica praticamente impossibile da non notare. Qui, una colazione inglese completa costa 5€, bevande calde incluse. Nel mio prossimo viaggio a Malta, farò sicuramente una capatina in questo bar dal curioso aspetto ibrido tra una chiesa e un teatro.
A questo punto è arrivata l’ora di pranzo. Per caso ti andrebbe di provare una specialità maltese che, una volta assaggiata, diventerà automaticamente un pensiero fisso? A La Valletta devi assolutamente assaggiare i pastizzi alla ricotta di Sphinx Pastizzeria, una pasticceria che si trova a pochi passi da Casa Rocca Piccola.
I pastizzi sono dei fagottini di pasta sfoglia croccantissima ripieni di varie farciture, sopratutto salate ma anche dolci; tra queste, la più comune è la ricotta, ma si trova frequentemente anche ai piselli. Possono essere consumati come spuntino, ma sono abbastanza consistenti da poter costituire anche un pranzo appagante e – cosa importantissima – pienamente tipico e tradizionale.
Avevo già assaggiato i pastizzi durante il mio primo viaggio a Malta, ma non ne ero rimasta folgorata come leggevo nei vari racconti di viaggio. Pensando non fossero così buoni, ed essendomi convinta che fossero tutti così esagerati, mi sono fermata in questa pasticceria giusto per pacare la fame a metà mattina dopo una colazione veloce in aeroporto fatta con la luna ancora in cielo. Dopo aver addentato l’angolino di uno di questi pastizzi, ho capito cosa intendevano quegli “esagerati” dei quali ho letto fino a quel momento in modo abbastanza diffidente. E niente, ne ho ordinati altri e lo spuntino si è dilungato al punto che ho dovuto rinunciare alla visita di Casa Rocca Piccola per mancanza di tempo. Questione di priorità.
Se viaggi insieme almeno ad altre due persone – ma anche un’altra persona, se siete particolarmente affamate e con stomaci capienti – puoi optare per un tagliere di prodotti italiani e maltesi, come quello che ho ordinato da Grokk in Archbishop street. A parte i bellissimi colori di questo tagliere, si è rivelato molto più abbondante e saziante di quanto potesse sembrare.

Per non farmi mancare nulla, ho optato per quello misto con affettati e formaggi. Oltre ai prodotti italiani che già ampiamente conosco, ho assaggiato due prodotti tipicamente maltesi come lo ġbejna fresco al pepe e la bigilla.
Lo ġbejna è il formaggio maltese per eccellenza, il cui nome è il diminutivo della parola maltese ġobna, che significa “formaggio”. Questo formaggino ha una forma rotonda, colore bianco e viene tipicamente realizzato con latte di capra o pecora – ma sono abbastanza sicura fosse di latte vaccino quello da me assaggiato. Assomiglia a una ricotta come aspetto e consistenza; costituisce infatti una alternativa a questa per alcuni piatti della tradizione, come i ravioli.
La bigilla è invece la salsa maltese per antonomasia, un intingolo di fagioli servito come antipasto o aperitivo accompagnato dai galletti maltesi – una sorta di “michetti” della Mulino Bianco, per intenderci.
Lungo le vie del centro, comunque, ci sono diversi ristorantini che servono cucina italo-maltese ma anche fastfood, quindi le alternative abbondano.
Per una cena alternativa, invece, al 92 di Strait street si trova il N Japanese Bistrot, una izakaya in pieno centro a La Valletta. Appena entri ti senti davvero catapultato in Giappone. I piatti serviti sono quelli della vera cucina giapponese e possono essere accompagnati da una scelta abbastanza ampia di buonissimi nihonshu – ovvero quella bevanda alcolica che in occidente usiamo erroneamente chiamare sake: da provare assolutamente, la degustazione con 3 tipologie diverse di nihonshu. I prezzi sono abbastanza elevati rispetto ad altri ristoranti dello stesso tipo, ma il cibo e l’atmosfera consentono di trascorrere una bella serata in compagnia creando sicuramente un ricordo piacevole di questo viaggio.
Per una cena alternativa, segnalo anche il Is-Suq Tal-Belt, un palazzo del XIX secolo situato in Merchants street che ospita al suo interno un food market distribuito su quattro piani. Il seminterrato è interamente occupato da un enorme mercato dove poter acquistare una ampia varietà di cibi e bevande; al piano terra – sia internamente che esternamente – si trovano bar e ristoranti che servono cibo di diversi Paesi nel mondo (maltese, italiano, turco, messicano, cinese, giapponese, vietnamita,…), che puoi gustare ai tavolini posti sia al piano terra che al primo piano. Al secondo piano, si trovano eleganti ristoranti à la carte.
In linea generale, gli orario seguiti dalle attività qui presenti sono questi:
| Domenica-Venerdì | 11:00-22:00 |
| Sabato | 11:00-23:00 |
Se invece ti dovesse venir voglia di qualcosa da bere in serata, ho un posticino che fa per te. Sono praticamente stata portata di peso in questo locale; dopo una sveglia presto e una intera giornata passata a camminare non ero molto dell’idea di tornare a tuffarmi per le strade di Valletta per passarmi la serata. Trovandosi a solo un centinaio di metri dal mio alloggio, mi sono infine convinta a uscire. Ma devo dire che sono veramente stata soddisfatta dell’esperienza. Il locale in questione è KAMY COCKTAIL BAR, situato al numero 60 di Old Bakery Street a Valletta. In questo bar così singolare si possono sorseggiare sia cocktail della tradizione che spettacolari intrugli ideati da esperti mixologist. La nostra scelta è ricaduta su due cocktail artigianali dai poetici nomi e dagli ingredienti ricercati: “The Birth of Venus by Sandro Botticelli”, con aroma al gelsomino e violetta, e “The Starry Night by Vincent Van Gogh” dal sapore deciso di lavanda. Ogni cocktail viene realizzato con ingredienti provenienti dal paese di origine dell’opera, quindi con liquori di origine italiana e olandese, nel nostro caso. Ma la vera sorpresa è stato il modo in cui ci sono stati serviti: ogni creazione viene decorata con una stampa – su marshmallow edibile – raffigurante l’opera della quale porta il nome. Eccezionale. Diciamo che il prezzo della degustazione è ben meritato dai mixologist per lo sbatti dimostrato per ideare e creare tutto ciò.

Per questi due buonissimi e bellissimi cocktail abbiamo speso 27,5€.
COME ARRIVARE A VALLETTA DALL’AEROPORTO
Malta è un piccolo arcipelago, sperduto nel Mediterraneo, costituito principalmente da 3 isole, delle quasi solo 2 ufficialmente abitate. Da questo consegue che i collegamenti col resto del mondo possono avvenire attraverso due vie di comunicazione:
- Via mare, con collegamenti quotidiani tra Valletta e Sicilia;
- Via cielo, con centinaia di voli confluenti sull’unico aeroporto che serve l’isola di Malta.
Le ridotte dimensioni della sua isola maggiore comportano infatti la presenza di un unico aeroporto (MLA) situato nel paese di Luqa, posto a circa 8 Km dalle porte cittadine di La Valletta.
Essendo questo arcipelago privo di qualsiasi forma di trasporto pubblico terrestre oltre il trasporto su ruote – non esistono infatti treni, tram o metropolitane – l’unico mezzo per raggiungere La Valletta, o qualsiasi altra città maltese, è su strada.
A seconda della tipologia di viaggio che vuoi pianificare, ma anche al numero di persone presenti se non viaggi in coppia o in solitaria, le alternative sono principalmente 3:
- Trasporto privato prenotato online su siti come getyourguide.it, conveniente soprattutto se si viaggia in almeno 4 persone e si predilige una tipologia di viaggio “zero-sbatti”;
- Grab, capillare e onnipresente servizio di taxi operante su suolo maltese;
- Autobus pubblico.
Siccome a me piace viaggiare sfruttando più possibile la rete di trasporto pubblica, sia per entrare in contatto con la realtà locale che per risparmiare ovunque possibile, l’opzione da me scelta non poteva che ricadere sull’autobus pubblico X4.
La linea di autobus X4 collega in circa 30 minuti l’aeroporto MLA di Luqa con la stazione degli autobus nonché capolinea di La Valletta, situata proprio all’ingresso della città, in vicinanza alla fontana dei tritoni. Questo autobus carica i passeggeri alla fermata AIRPORT 1, quella situata proprio in corrispondenza delle porte di uscita dell’aeroporto – dall’altra parte della strada ovviamente, perché a Malta si guida a sinistra.
In alternativa a questa linea, nel caso in cui fosse appena passato l’autobus e aspettare il successivo comportasse perdere troppo tempo, puoi dirigerti alla fermata CINTRA situata a circa 400 metri dalla precedente, andando verso sinistra. Da questa fermata passano le linee 71–72–73 che in circa 20 minuti conducono sempre alla stazione di La Valletta.
Il biglietto diurno di corsa semplice costa 2,5€ (2€ durante il periodo invernale) e può essere acquistato nell’ufficio Malta Public Transport presente nella hall degli arrivi dell’aeroporto oppure a bordo dell’autobus stesso, utilizzando un metodo di pagamento contactless.
In alternativa, se prevedi di compiere molti altri spostamenti coi mezzi pubblici, sono disponibili soluzioni come carte prepagate turistiche, che offrono viaggi illimitati, o carnet di 12 viaggi utilizzabile da più persone contemporaneamente. Per il mio primo viaggio, per esempio, ho acquistato il carnet da 12 viaggi, mentre, per il mio secondo viaggio, ho acquistato la Tallinja card EXPLORE al prezzo di 25€ con validità 7 giorni, prevedendo più spostamenti.
Per saperne di più, consulta il sito ufficiale:
https://www.publictransport.com.mt/en/bus-card-and-ticketing
Per tornare in aeroporto da La Valletta, invece, raccomando caldamente di prendere la linea X4 in partenza dalla fermata B3 della stazione degli autobus; le fermate B si raggiungono passando oltre le fermate A – quelle dove ci sono chioschi e attività varie – e costeggiando sulla sinistra le mura cittadine. In questo angolo troverai alla tua sinistra le fermate B (dirette perlopiù a sud della capitale, come Luqa e Marsaxlokk) e alla tua destra le fermate C (dirette perlopiù a nord della capitale, come Rabat e Ċirkewwa).
Perché raccomando caldamente la linea X4? Ma ovviamente per esperienza personale. La mattina in cui ho lasciato Valletta per una escursione in giornata nel sud dell’isola, dovevo prendere necessariamente uno degli autobus in partenza dalle fermate A – dalle quali partono anche le linee 71-72-73 che passano per l’aeroporto. Probabilmente a causa di un momento di intenso traffico, gli autobus hanno iniziato ad arrivare a raffica e stazionare in fermate non riservate alla loro linea, con conseguente momento di confusione generale. In conclusione, ho iniziato a perdere autobus su autobus finché non sono riuscita a salire sul penultimo autobus che mi permettesse di arrivare in tempo a destinazione. Morale della favola: esattamente come me che ho rischiato di perdere una visita già pagata, se rischi di perdere un volo, meglio prendere la alternativa che, con più probabilità, ti farà arrivare a destinazione senza intoppi e senza ansia.
Concludo questo capitolo con un piccolo aneddoto inerente i collegamenti tra aeroporto e capitale maltese: le informazioni sciorinate nelle righe precedenti le ho potute apprendere solo durante il mio secondo viaggio a Malta. Appena atterrata per la prima volta, infatti, mentre ero intenta a cercare dove si trovasse la fermata dell’autobus, sono stata approcciata dal guidatore di un van privato diretto a San Giuliano che, per arrotondare, mi ha offerto un passaggio fino all’ingresso di Valletta per un prezzo inferiore a quello di un biglietto del bus. Ebbene si, madre, ho accettato il passaggio offerto da uno sconosciuto. E devo dire che è stato sia conveniente che utile; mentre guidava, infatti, mi ha dato anche alcune informazioni su Malta e i dintorni di Valletta.
Quando sono tornata indietro per prendere il volo del ritorno, invece, a causa di lavori stradali nelle immediate vicinanze dell’aeroporto, l’autobus che avevo preso mi ha scaricata a più di 20 minuti a piedi dalla fermata prevista. Così mi sono ritrovata a vagare nel nulla, insieme ad altri passeggeri che non avevano la minima idea di dove andare. Google ci ha salvati.
Ecco perché, dopo il primo viaggio, non avrei saputo come spiegare a qualcuno come andare e tornare da quell’aeroporto.
Guarda il mio video sul mio primo “Viaggio a Malta” in solitaria sul mio canale YouTube e iscriviti al canale per non perdere i prossimi video in uscita!
Il mio articolo su cosa vedere a La Valletta in un giorno giunge al termine, ma a breve potrai trovare la mia imperdibile guida completa per organizzare al meglio un viaggio alla scoperta di questa città e i suoi dintorni.
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Buon viaggio!

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