COME ASSISTERE ALL’ASTA DEL TONNO AL MERCATO TOYOSU

Asta del tonno al mercato del pesce di Toyosu
Asta del tonno al mercato del pesce di Toyosu

Se ti chiedessi di dirmi la prima parola che ti viene in mente pensando al Giappone, tu cosa mi diresti? Se come me hai pensato d’impulso “sushi”, probabilmente sei atterrata/o proprio nel posto giusto. Perché alla base di un sushi indimenticabile nella magnifica Tokyo c’è sempre pesce di alta qualità. E il pesce di alta qualità accede alla città tramite il gigantesco e moderno mercato all’ingrosso situato su una delle isole artificiali della baia, l’isola di Toyosu.

E se ti dicessi che è anche possibile assistere, da distanza ravvicinata, alla compravendita del famoso e delizioso tonno giapponese, oltre che vivere una senza dubbio alternativa esperienza di colazione a base di pesce freschissimo appena dopo il sorgere del sole? Se ti è sceso un brivido di piacere lungo la schiena leggendo queste parole, allora sei sicuramente atterrata/o nel posto giusto.

In questo articolo ti parlerò della mia visita al mercato di Toyosu e di come assistere alla famosissima asta del tonno.

Perché per i veri amanti del sushi in visita al Paese del Sol Levante, una visita a questo mercato è un sacrosanto diritto, oltre che un dovere.

COSA TROVERAI IN QUESTO ARTICOLO:

  • BREVE STORIA DEL SUSHI;
  • MERCATO DELL’ISOLA DI TOYOSU:
    • Il mercato in numeri;
    • Mascotte del mercato Toyosu;
    • Struttura del mercato Toyosu:
      • Blocco numero 5;
      • Blocco numero 7;
      • Blocco numero 6.
  • COME DI SVOLGE L’ASTA DEL TONNO;
  • COME PARTECIPARE ALL’ASTA DEL TONNO;
  • COME RAGGIUNGERE IL MERCATO TOYOSU.

Nonostante una ampia varietà di pietanze gustose e prelibate presenti nella sua offerta gastronomica, l’aspetto culinario del Giappone viene solitamente ricondotto a un piatto in particolare: il sushi. La sua fama è tale da arrivare a radicare nella mente di alcune persone “occidentali” la convinzione, non solo che il sushi sia nato in Giappone, ma anche che il suo consumo sia alla base della dieta del giapponese medio.

Se per caso rientri nella fetta di popolazione che era convinta di ciò, ora lo sai. Mi dispiace ma qualcuno doveva dirtelo prima o poi – come prima o poi si deve confessare a un bambino che Babbo Natale non esiste.

Il sushi pare infatti essere nato in Cina tanti secoli addietro, ma è solo in Giappone che si è evoluto nel tempo per divenire lo spettacolo per il palato di cui possiamo beneficiare oggi. Perché inizialmente, diciamocelo, non penso fosse estremamente invitante. In pratica, in un primo momento il riso serviva solo per avviare la fermentazione, consentendo la conservazione del pesce, per poi essere scartato. Con il tempo si è passati a consumare anche il riso fermentato, oltre che al pesce. Ma è solo in seguito all’utilizzo dell’aceto di riso come acidificante – non per niente la parola sushi viene tradotta come “aspro” in italiano – e al conseguente accorciamento dei tempi di preparazione, che la fermentazione venne definitivamente abbandonata fino ad arrivare al nigiri oggi globalmente conosciuto.

Accanto al sushi e distinto da esso, l’altra categoria di alimento spesso assimilato e inglobato nel termine generico “sushi” è il sashimi, ovvero pesce crudo tagliato a fettine.

Queste due tipologie di piatti si distinguono principalmente per due ragioni: da una parte abbiamo associazione tra riso e pesce, assente nel sashimi, dall’altra abbiamo la possibilità di guarnire la piccola porzione di riso con qualsiasi alimento, crudo o cotto che sia.

Ma adesso basta parlare di sushi e sashimi che mi sta già brontolando il pancino.

Alla base di un ottimo piatto di sushi o sashimi deve necessariamente esservi un pesce di ottima qualità, a maggior ragione per il fatto che viene prevalentemente consumato crudo e con pochi e semplici condimenti aggiuntivi.

Ogni giorno migliaia di tonnellate di pesce appena pescato raggiungono la capitale per la vendita al miglior acquirente, senza contare alimenti essiccati quali alghe e frutti di mare. Il mercato attraverso il quale il pescato raggiunge la tavola dei ristoranti e delle case di Tokyo e dintorni è proprio il mercato del pesce dell’isola di Toyosu.

Piccola isola artificiale strappata alla baia di Tokyo nel corso di una imponente opera di bonifica degli anni ’30 dello scorso secolo, Toyosu nacque come polo industriale per essere, nel tempo, convertita in area residenziale e commerciale. Passeggiando tra le sue nuovissime infrastrutture si possono infatti incontrare palazzi e grattacieli ma anche un enorme centro commerciale affacciato sul mare, lo Urban Dock Lalaport, ricavato sul sito di un ex cantiere navale.

A partire da ottobre 2018 questa isola venne scelta per ospitare anche il nuovo mercato all’ingrosso del pesce di Tokyo, soppiantando il precedente mercato storico del quartiere di Tsukiji. Il Governo Metropolitano della città ne ha infatti decretato chiusura e trasferimento per via delle condizioni igieniche e di precaria sicurezza in caso di terremoto. A essere trasferita, e quindi chiusa, è stata solo la parte interna del mercato, mentre la parte esterna è ancora operativa e abbastanza affollata di turisti.

Carrelli elettrici utilizzati nelle aree di lavoro del mercato Toyosu

Il nuovo mercato del pesce di Toyosu copre una superficie record di 408.000 metri quadri, quindi decisamente molto più ampia della già notevole superficie di 231.000 metri quadri del mercato di Tsukiji, considerato un tempo il mercato ittico più grande al mondo.

Oltre ai magazzini di smistamento e vendita all’ingrosso della merce, questo mercato accoglie complessivamente circa 900 attività commerciali, tra negozi e ristoranti.

Confrontando questi numeri con altri mercati dello stesso tipo in giro per il mondo, si capisce quanto sia enorme questo luogo. E soprattutto perché, fin dalle prime righe di questo articolo, affermo come costituisca una tappa imprescindibile in un viaggio in Giappone.

Uno degli edifici del blocco numero 7 di Toyosu

Oltre a essere esperti nell’arte del sushi, i giapponesi sono anche maestri indiscussi di marketing grazie alla creazione di mascotte per ogni singola attrazione turistica – ognuna così carina e pacioccona che sarebbero in grado di vendere sabbia agli egiziani.

Ma il mercato di Toyosu non ha solamente una mascotte; il mercato di Toyosu ha una intera famiglia di mascotte. Ognuna con il proprio carattere e il proprio compito. Incredibile.

Il personaggio principale è Ichino, una sorta di “fato turchino” con musetto da gatto, nato e cresciuto nel mercato; questo personaggio, descritto come gentile e molto attento al futuro del mercato, è incaricato di raccontare la storia e le curiosità di questo luogo.

La moglie Yasachino, di colore rosa – “uh rosa, per una femmina, avanguardia pura” semicit – è invece una mamma gentile che si occupa di preparare piatti a domicilio; il suo compito è quello di osservare il mercato dal punto di vista del consumatore.

Manca solo il loro dispettoso figliolo Cochino, che si diverte a fare scherzi al padre e a perdersi per il mercato; costituisce una visione del mercato attraverso gli occhi di un bambino.

Vogliamo però privare questa splendida famigliola tradizionale di un adeguato mezzo motorizzato? Certo che no, saremmo delle persone orribili. Ed è così che Ichino può avvalersi del suo fidato amico Notare, un carrello elettrico simile a quelli utilizzati dagli addetti ai lavori del mercato; solo che, a quanto pare, sembra lasciarsi scappare commenti piuttosto cattivi su Ichino.

E adesso dimmi, questo racconto ti ha fatto venir voglia di acquistare un gadget che ritrae questa famigliola di mascotte vero?

In aggiunta a queste mascotte ufficiali, per non farsi mancare niente, il mercato può vantare anche una mascotte non ufficiale, un gatto con un pesciolino attaccato alla coda chiamato Toyosu-no-Ichibanyan. Questo simpatico gattino è riportato sui vari gadget del mercato, comprese magliette e cartoline.

Finora mi sono riferita al mercato di Toyosu come se fosse una singola struttura dedicata interamente al commercio del pesce. In realtà, riferendomi a questo luogo come “mercato del pesce” sto commettendo una semplificazione azzardata.

Il mercato di Toyosu si suddivide infatti in tre edifici, due effettivamente dedicati al pesce e ai frutti di mare e uno a frutta e verdura. Ogni edificio, chiamato “blocco”, è aperto ai visitatori dalle 5:00 di mattina alle 17:00, dal lunedì al sabato (esclusi giorni festivi); ristoranti e negozi seguono invece orari differenti, soprattutto per quelli esterni al mercato.

In particolare, al visitatore ordinario è consentito l’accesso ai blocchi solamente a partire dal piano sopraelevato di ogni edificio, raggiungibile attraverso ascensori, passerelle pedonali e scale affacciate sulla strada principale; nel caso invece in cui si arrivasse con il trasporto pubblico, basterebbe solamente rimanere sulle passerelle pedonali sospese che connettono i vari blocchi, seguendo i cartelli direzionali bianchi ad altezza parapetto.

Specifico questo perché io stessa, non sapendo dove andare e ancora stordita dal poco sonno, mi stavo erroneamente infiltrando in un’area interdetta al pubblico senza accorgermene.

Il primo blocco che si incontra, soprattutto raggiungendo il mercato tramite la fermata Shijo-mae della linea Yurikamome, è il blocco 5, sede del mercato all’ingrosso di frutta e verdura, accessibile dal primo piano dell’edificio. Le indicazioni da seguire riportano “Fruit and Vegetable Market”. Si estende su 97.000 metri quadri complessivi disposti su tre piani.

Si tratta dell’edificio meno entusiasmante per il visitatore, ma non per questo da skippare.

All’ingresso del blocco, oltre al timbro turistico da collezionare, sono riportati pannelli colorati che elencano i vari prodotti ortofrutticoli commercializzati, nazionali ma anche internazionali, con schemi che ne indicano la stagionalità. Un corridoio affacciato sulle aree di lavoro, suddiviso in una serie di sezioni colorate del colore di uno specifico prodotto ortofrutticolo di stagione, conduce poi fino a un ponte di osservazione dotato di una vetrata che consente di avere una visuale relativamente ampia sull’ambiente di lavoro. Un sistema di altoparlanti trasmette, in diretta, i rumori dell’ambiente di lavoro sottostante all’interno dei corridoi, permettendo un certo grado di coinvolgimento del visitatore. Da qui è possibile assistere indirettamente alle aste di frutta e verdura, che si tengono dalle 6:30 del mattino fino a dopo le 8:00.

All’interno del ponte di osservazione è presente un elemento interessante della tradizione giapponese, ovvero la riproduzione di una cosiddetta Takarabune, ovvero “nave del tesoro”, una barca votiva colma di prodotti che simboleggia la prima compravendita all’inizio di ogni nuovo anno, con la speranza di garantire prosperità agli affari nell’anno appena inaugurato.

Questa tradizione è antica quanto la sezione ortofrutticola del mercato stesso, risalendo addirittura al primo periodo Edo. Dopo numerosi trasferimenti e la devastazione portata da terremoti e guerre, questa sezione del mercato è approdata a Tsukiji per trovare infine dimora nel blocco 5 del mercato di Toyosu.

Barca votiva Takarabune nel blocco numero 5 del mercato Toyosu

Il blocco 7 è sede del mercato all’ingrosso del pesce ed è il secondo edificio che si incontra dopo il mercato ortofrutticolo, proseguendo sulla passerella pedonale dallo stesso lato della strada. Sul tetto riporta l’insegna con scritto “Toyosu Market” e immagini riguardanti il pesce. Questo è indubbiamente il blocco più interessante per il visitatore, essendo quello dove si tiene la famosa asta del tonno.

Anche in questo caso il mercato affonda le proprie origini nel periodo Edo, attorno al 1644, in seguito all’obbligo imposto ai pescatori di consegnare il meglio del loro pescato alla famiglia Tokugawa e di vendere il resto alla popolazione a Uogashi, in prossimità del ponte Nihonbashi.

Il blocco 7 è suddiviso in due edifici, dove uno consente l’accesso all’altro, dotato di una superficie complessiva di 124.000 metri quadri suddivisi in cinque piani. L’ingresso per il visitatore è posto al secondo piano dell’edificio amministrativo (3F in giapponese), raggiungibile seguendo i cartelli che indirizzano all’asta del tonno.

Per raggiungere l’edificio dove assistere all’asta del tonno, una volta entrati nel blocco amministrativo, si deve girare a destra e proseguire lungo l’interminabile corridoio che si estende dinnanzi, seguendo le indicazioni per la “Wholesale Market Observation Gallery”. Passando accanto all’ufficio di accoglienza del visitatore – davanti alla cui porta si trova il timbro turistico – questo corridoio, in parte fenestrato, conduce fino a destinazione scavalcando una strada sottostante.

Cartelli direzionali all’ingresso del blocco numero 7

Appena arrivati nell’altro edificio, si incontra il modellino tridimensionale del tonno più grande mai battuto all’asta del mercato di Tsukiji nell’aprile del 1986: si tratta di un colossale tonno rosso, pescato a sud del Giappone, del peso di 496 Kg per una lunghezza di 2,88 metri.

Riproduzione di un tonno rosso da record nel blocco numero 7 del mercato Toyosu

Le attività nei mercati all’ingrosso come questo iniziano alle ore 2:00 di notte con l’arrivo di enormi quantità di pesce appena pescato; i grossisti hanno il compito di prepararsi alle aste pesando ogni esemplare da proporre per la vendita e fornendo informazioni sulla sua provenienza. A lavoro ultimato, i tonni risultano numerati e allineati ordinatamente sul pavimento, suddivisi in base e lotto e grossista. Con una certa variabilità determinata dalla stagione e dalla disponibilità, il numero di tonni battuti all’asta si aggira attorno ai 200 esemplari freschi e 1.000 congelati: numeri davvero esorbitanti.

A partire dalle 4:00 inizia una attenta ispezione del pesce fresco da parte dei potenziali acquirenti grossisti intermedi; mezz’ora più tardi si tengono le aste del solo prodotto fresco – o vivo, ma solo per quanto riguarda i piccoli pesci.

Dalle 5:00 alle 7:00 si tengono invece valutazione e asta del solo prodotto congelato: è questo il momento al quale possono assistere i visitatori.

Una volta terminate le vendite e fino alle ore 13:00, si svolgono invece il confezionamento della merce acquistata e il trasferimento nelle aree di vendita al dettaglio e al consumo, ma anche la pulizia degli ambienti di lavoro e la preparazione del mercato al ricevimento di nuova merce. Nel primo pomeriggio i grossisti ricevono infatti informazioni aggiornate relative alle attività odierne dei pescherecci e alle importazioni da altre aree del mondo, preparandosi alle contrattazioni della giornata successiva.

Questo ogni giorno dell’anno, esclusi mercoledì e domenica.

Terminate le aste mattutine, per il visitatore rimane poco da vedere. Non resta che ripercorrere il lungo corridoio per tornare all’ingresso, dove si trovano alcuni ristoranti di sushi già aperti di primissima mattina. Perché lo so che non ti vorrai di certo perdere la entusiasmante e alternativa esperienza di una colazione alle 7:00 di mattina esclusivamente a base di pesce crudo e zuppa di miso. Certo i prezzi non sono assolutamente convenienti, soprattutto se si parla dei ristoranti all’ingresso del blocco 7, ma la freschezza del pesce è assolutamente innegabile.

Ogni ristorante o attività commerciale è contrassegnata da un numero a tre cifre, riportato sia sulla piantina dell’edificio che sui soliti cartelloni riassuntivi dei vari esercizi che il visitatore può trovare nell’edificio stesso.

Per la mia esperienza di colazione hard-core ho ordinato un set interamente a base di tonno freschissimo; il set comprendeva due nigiri di tonno magro (Akami in giapponese), due nigiri di tonno medio grasso (chiamato Chutoro, il mio preferito) e due nigiri di tonno grasso (il famoso Otoro, di colore molto più chiaro rispetto alla parte magra), sei hosomaki e due nigiri di tonno scottato, il tutto accompagnato da una zuppa di miso fumante e tè verde matcha. Questo piccolo set aveva il costo di 5.500¥.

Colazione a base di tonno e zuppa di miso alle 7:00 del mattino al mercato Toyosu

Per una alternativa meno dispendiosa si può comunque optare per ristoranti situati esternamente al blocco 7, alcuni di essi aperti in mattinata – ma ci sono anche almeno due kombini a livello della strada, per una tradizionale e più economica combo caffè caldo e dolcetto.

Nel blocco 6 si trova infine il mercato ittico all’ingrosso intermedio dedicato interamente ai frutti di mare, dove si svolgono lavorazione del prodotto e compravendita – anche in questo caso non accessibile ai visitatori. È in questo blocco che pescivendoli e ristoratori di sushi vengono a rifornirsi dei prodotti della pesca.

Il blocco numero 6 è quello situato dall’altra parte della strada rispetto agli altri due blocchi, raggiungibile percorrendo per intero la passerella pedonale sopraelevata; le indicazioni da seguire sono “Fish Intermediate Wholesale Market”. Tra gli edifici del mercato questo è quello con la superficie maggiore, contando complessivamente 177.000 metri quadri disposti su cinque piani.

Seguendo la lunga passerella esterna si incontra innanzitutto l’ingresso dell’area dei ristoranti, con numerose attività non riguardanti solo sushi e affini. L’angolo della passerella affacciato sulla strada che si trova accanto a tale ingresso è un ottimo punto per scattare e scattarsi una foto ricordo con il blocco 7 sullo sfondo.

Per accedere alla sezione dedicata al mercato si deve proseguire lungo la passerella, percorrendola fino alla fine, fino a trovarsi davanti la porta di ingresso. Subito dopo la porta a vetri si trova il timbro turistico, ma è oltre questa porta che si trova la vera magia.

Il percorso turistico inizia con un plastico dettagliato del mercato che introduce alla solita galleria di osservazione, con finestre affacciate sulla sottostante area di lavoro e due esemplari di carrelli elettrici messi a disposizione dei turisti per le foto; seguendo questa si raggiunge un atrio dove, oltre a una immagine bidimensionale del tonno rosso da record di cui ho già parlato, si possono prendere le scale per i piani superiori. Siccome il piano inferiore è accessibile solamente agli addetti autorizzati, una guardia piantona le scale mobili per impedire che un visitatore distratto – non faccio nomi che tanto lo hai già capito – possa imboccare le scale in discesa.

Se hai anche solo il minimo interesse verso i prodotti utilizzati nella cucina giapponese, prima di mettere piede sul primo gradino devi darti un limite di spesa massimo, raggiunto il quale devi deciderti a lasciare questo luogo.

Uno dei 70 negozi presenti nell’area commerciale Uogashi Yokocho del blocco numero 6

Salendo al piano superiore, infatti, ti ritroverai in un paradiso fatto di negozi di prodotti alimentari essiccati ma anche freschi – pesce ma anche frutta e verdura – utensili quali coltelli e stuoie di bamboo, salse e spaghettini giapponesi di qualunque farina e spessore. Oltre che alcuni negozi di souvenir dove acquistare una maglietta del mercato – che conservo come un cimelio, ancora impacchettata – e un bar dove fermarsi per una botta di caffeina. Questa area commerciale aperta a tutti porta il nome di Uogashi Yokocho e conta una settantina di attività commerciali trasferitesi da Tsukiji dopo la inaugurazione di questo nuovo mercato. Siccome di prima mattina i negozianti sono abbastanza impegnati a servire gli imprenditori delle varie attività commerciali della città, per evitare di essere di intralcio, ai visitatori è consigliata la visita a partire dalle 8:00 del mattino.

Raggiunto il tetto massimo di spesa per la giornata – come nei giochi d’azzardo online insomma – ti aspetta una passeggiata sul tetto del mercato, raggiunto risalendo una scalinata (sono anche disponibili degli ascensori dal piano della strada, in modo da rendere accessibile a tutti la visita). All’ultimo piano del blocco 6 si trovano infatti un viale pedonale con giardino pensile, rispettivamente indicati come “Roof Promenade” e “Roof Garden”, dove concedersi un meritato momento di tranquillità dopo la frenesia della mattinata. Questo giardino sopraelevato si affaccia sulla baia di Tokyo e offre una spettacolare vista sul Rainbow Bridge di Odaiba; dicono sia addirittura possibile ammirare il Monte Fuji nelle giornate serene e splendenti.

Vista dal giardino sul tetto del blocco numero 6 di Toyosu

In adiacenza al blocco 6 del mercato del pesce si trova anche il Toyosu Senkyaku Banrai, un centro commerciale all’aperto con ambientazione in stile “antica Edo” dove trovare numerosi ristoranti con piatti giapponesi e internazionali. Un luogo esteticamente tanto carino quanto turistico, da visitare almeno come tappa finale della visita al mercato.

Questa sezione è specificatamente dedicata allo svolgimento dell’asta del tonno, in particolare il prodotto surgelato, in quanto è il momento al quale ho potuto assistere in prima persona. Ma quanto da me raccontato in questi paragrafi può essere esteso a ogni asta di ogni sezione del mercato, seguendo praticamente le stesse fasi.

Come già accennato, ogni asta è preceduta da una attenta fase di valutazione, da parte dei potenziali acquirenti, della merce disponibile per la vendita. Assistendo all’asta del tonno dal punto di osservazione apposito è possibile assistere da vicino alla fase di valutazione dei singoli esemplari di tonno.

Ogni potenziale acquirente analizza in maniera molto accurata la merce, non solo attraverso una visione complessiva. Essendo congelati, ogni collo si presenta completamente ricoperto da una patina bianca che nasconde le sue caratteristiche più determinanti, ovvero colore e intensità di colorazione della carne. Per ovviare a questo inconveniente, dalla estremità di ogni coda viene ricavata una piccola sezione, la quale viene ripulita e posizionata sul ventre del corrispondente esemplare.

Curiosità: il pavimento dove si tiene l’asta del tonno è verde appositamente per facilitare la valutazione del colore rosso della carne del tonno.

Ma alcuni acquirenti non si fermano a osservare dimensioni e colore della carne, vogliono valutarne anche consistenza e odore. Per fare ciò, servendosi di un arpione, picconano la superficie congelata della coda del tonno fino a staccarne un frammento; sfregandolo tra le dita poi lo impastano per saggiarne la consistenza, valutando anche la qualità della carne illuminando tale impasto con una torcia. Gli acquirenti più attenti ed esigenti lo portano anche al naso per valutarne l’odore e, infine, leccano questo impasto per saggiarne il sapore. Dopo una valutazione così attenta e minuziosa, il potenziale acquirente può decidere quale cifra è disposto a raggiungere per aggiudicarsi quel tonno.

Nello svolgimento delle aste vi sono due attori principali: il banditore e l’acquirente autorizzato.

Gli acquirenti autorizzati indossano un cappello blu scuro, sul cui fronte è presente una targhetta di identificazione gialla, essenziale sia per attribuire ogni offerta al giusto offerente ma anche per indicare che quella determinata persona è effettivamente autorizzata dal Governo Metropolitano a essere lì.

I banditori si riconoscono invece in quanto indossano un cappellino marrone chiaro. Nel momento in cui inizia un’asta, il banditore indossa anche un microfono ad archetto e si pone in posizione rialzata, stringendo tra le mani una cartellina.

Le aste possono essere di due tipologie:

  • Asta classica, dove l’acquirente interessato rilancia in aumento il prezzo che è disposto a pagare finché non si raggiunge la cifra massima offerta;
  • Asta one-shot, nella quale ogni offerente può fare solamente una offerta, scritta su un bigliettino e consegnata direttamente al banditore.

Per quanto riguarda le aste ordinarie – quelle che siamo abituati a vedere in alcuni programmi televisivi – ogni lotto viene battuto all’asta in serie, nel senso che, anche se condotte da banditori diversi, non vi sono sovrapposizioni tra le diverse vendite, consentendo a ogni acquirente di poter partecipare a ogni contrattazione.

Il banditore che si occupa di un determinato lotto di vendita richiama gli acquirenti suonando una campana, aumentando progressivamente la frequenza di rintocco. Dopo essersi posizionato in posizione rialzata, batte gli ultimi rintocchi, per poi posare a terra la campana e levarsi il cappello come in segno di saluto. Nei pochi minuti che seguono si svolge l’asta di compravendita, scandita dalla voce e dai movimenti ripetuti e stereotipati del banditore, come fosse una sorta di spettacolo rituale. Gli acquirenti comunicano le loro offerte con una mano, indicando cifra e quantità di colli tramite cifre teyari – questo vale per tutte le aste tenute in questo mercato, compresi frutti di mare e prodotti ortofrutticoli.

Animate compravendite durante l’asta del tonno di Toyosu

Osservando attentamente questa compravendita ho potuto comprendere che, in fondo, è questo ciò che la pratica dell’asta del tonno rappresenta: una tradizione secolare che accompagna la quotidianità di un intero popolo. Per quanto possa essere stata tolta magia a questo rituale dopo il trasferimento dal mercato di Tsukuji, l’importanza di questo momento rimane invariata e non può essere messa in secondo piano solamente perché svolta all’interno di un ambiente che, finalmente, ne garantisce pulizia e sicurezza.

Assistere all’asta del tonno dalle vetrate appositamente realizzate per i visitatori non solo offre una visuale ampia e da distanza ravvicinata dell’asta, ma consente anche di percepirne temperatura e odori ambientali, come anche di essere quasi assordati dai rumori.

Al visitatore è consentito osservare l’asta anche dalle gallerie con finestre di osservazione poste al piano superiore, ma in questo caso, oltre ad avere una visuale molto più ridotta e distante, verrebbe persa la componente sensoriale coinvolgente – un po’ come guardare un film dalla televisione di un vicino di casa con le finestre chiuse insomma.

E adesso arriva la domanda più importante, ovvero cosa fare per poter assistere all’asta del tonno da vicino.

Come ho già detto è possibile assistere all’asta del tonno liberamente; questo comporta comunque una alzataccia, ma per osservare l’asta da lontano e attraverso un vetro che isola da tutto quello che si percepisce sul luogo di lavoro.

Per non perdere l’occasione di poter percepire tutte le sensazioni di questo importante rituale – del tutto gratuitamente – si deve fare richiesta sul sito ufficiale della lotteria dell’asta del tonno. La domanda deve essere fatta in giorni specifici di ogni mese, solitamente a inizio mese, per partecipare all’asta il mese successivo.

Nel mio caso, avendo partecipato all’asta in giugno, la finestra temporale all’interno della quale venivano aperte le iscrizioni andava alle ore 15:00 di mercoledì 30 aprile alle ore 23:59 di martedì 6 maggio.

Una volta inoltrata la domanda ho poi atteso, fino alle ore 18:00 di giovedì 15 maggio, l’annuncio dei risultati di quella che, come già accennato, viene definita “lotteria”: la selezione dei partecipanti all’asta in una determinata giornata avviene infatti per estrazione, come fosse una lotteria appunto.

Ma entriamo nei dettagli di questa procedura di domanda. Innanzitutto, si deve andare sul sito dedicato al seguente link:

https://toyosu.jcdlotterysite.jp/

Il sito è ovviamente in giapponese. Senza tradurre la pagina, seleziona dalla icona in alto a destra la lingua inglese prima di procedere. Questo è essenziale perché, continuando con la procedura in lingua giapponese, anche traducendo, non sarai in grado di inserire correttamente i tuoi dati (il sito in giapponese è ideato esclusivamente per chi risiede in Giappone).

La procedura consiste in 6 passaggi, come indicato dalla riga appena sotto la intestazione del sito, e può essere iniziata solamente all’interno della suddetta finestra temporale.

A partire dal giorno di apertura, potrai procedere inserendo un indirizzo di posta elettronica, al quale verranno inviate le mail necessarie per proseguire nella procedura di richiesta.

Nella prima mail ricevuta è presente un link che permette di completare la domanda inserendo dati personali del richiedente e una password (da appuntarsi per evitare di dimenticarla, mi raccomando) che servirà per verificare lo stato della candidatura. Per ogni indirizzo mail si può eseguire solamente una richiesta e, per ogni richiesta, devono essere selezionate fino a 3 date preferite per un numero di massimo 5 persone per richiesta – se prevedi di assistere all’asta in un gruppo di più di 5 persone, dovranno fare quindi richiesta almeno 2 persone diverse.

Dopo essere arrivati all’ultima fase, quella indicata col numero 6 come “completamento domanda”, la domanda è completa; a questo punto arriverà una seconda mail, nella quale viene confermata l’andata a buon fine della richiesta.

Ora non manca che aspettare e sperare di essere estratti tra i vincitori della giornata. Solamente ai vincitori viene notificata la vittoria, comunicata in forma di messaggio di posta elettronica proveniente da noreply@jcdlotterysite.jp.

Dopo aver ricevuto questa tanto attesa comunicazione, si deve tornare sul sito sul quale si è effettuata la richiesta e, inserendo le credenziali create in fase di domanda, verificare per quale data, tra quelle selezionate, è possibile partecipare. Vengono inoltre indicate orario e luogo di incontro.

In linea generale, entro le ore 5:30 del giorno per il quale si è stati selezionati ci si deve recare all’ufficio amministrativo al piano 3F del blocco numero 7 (del quale ho già parlato nella sezione dedicata al blocco 7), indicato come “reception” per i vincitori della lotteria. Qui si devono comunicare le proprie generalità per confermare la propria presenza e ricevere un bigliettino di carta, da conservare fino alla fine della visita, che indicherà al successivo addetto che si è autorizzati a partecipare al tour.

Biglietto di partecipazione all’asta del tonno di Toyosu

Sul pavimento accanto all’ufficio ci sono degli adesivi numerati in corrispondenza dei quali si viene condotti in attesa; mi piace pensare corrispondano al numero progressivo di estrazione. Dopo una breve attesa per vedere se arrivasse qualcun altro, l’addetto ci ha controllato i biglietti e contati, per poi condurci fino alla fine del corridoio del quale ho già parlato. Passando accanto ai visitatori che assistevano all’asta dalla galleria di osservazione, ci porta poi al piano di sotto al ponte di osservazione affacciato direttamente sul luogo di lavoro. Contro ogni aspettativa, soprattutto avendo letto di una suddivisione in gruppi con un tempo di permanenza massimo di 15 minuti, siamo potuti rimanere fino alla fine delle aste, quindi esattamente fino alle ore 7:00.

A differenza della galleria, le vetrate della stanza dove si assiste come vincitori non chiudono completamente la parete; sono gli spazi tra le lastre di vetro che consentono al freddo, agli odori e soprattutto ai rumori di raggiungere il visitatore, creando una esperienza sicura e coinvolgente per tutti.

Spettacolo. È sinceramente passato in un attimo il tempo. Complessivamente, una esperienza da non perdere che rifarei anche una seconda volta, quando tornerò in Giappone.

Il mercato di Toyosu si trova su una delle isole artificiali della baia di Tokyo e, in quanto tale, non può essere raggiunto da un mezzo di trasporto sotterraneo come per esempio la metropolitana.

Le opzioni più comode per raggiungere questo mercato includono innanzitutto la fermata Shijo-mae sulla linea Yurikamome, un moderno sistema di trasporto automatizzato che collega la stazione metro di Shimbashi con il mercato Toyosu.

La seconda opzione, normalmente da evitare come la peste ma che costituisce l’unico modo per poter partecipare all’asta del tonno, soprattutto se si soggiorna in quartieri di Tokyo lontani da questo mezzo di trasporto, è il taxi. Opzione davvero costosissima, ma unica alternativa che mi permettesse di trovarmi attorno alle 5:00 del mattino al blocco numero 7 del mercato. Questa esperienza mi ha resa subito più povera, ma almeno posso dire che i taxi giapponesi sono bellissimi e molto tecnologici, con pagamenti contactless eseguiti sullo schermo posto davanti al cliente e portiere che si aprono e chiudono da sole. Se avessi preso la metropolitana o il trasporto pubblico in generale, avrei risparmiato enormemente ma sarei arrivata almeno venti minuti in ritardo rispetto all’orario indicato.


Spero che questo articolo interamente dedicato alla famosissima asta del tonno del celebre mercato di Toyosu ti sia di aiuto per pianificare al meglio il tuo prossimo viaggio in Giappone.

Come solito, sul mio canale YouTube puoi trovare i video del mio viaggio in Giappone e della mia visita al mercato del pesce.

Il Giappone è una delle mie destinazioni preferite al mondo; una terra che ho già visitato due volte e ancora visiterò.

Se stai pianificando un viaggio nella terra del Sol Levante e hai bisogno di un aiuto per disegnare un itinerario perfetto su misura, non esitare a contattarmi attraverso l’apposito modulo; appena possibile ti contatterò per fissare un primo incontro conoscitivo. Sarò più che lieta di aiutarti a creare un viaggio davvero indimenticabile!

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