COMINO & BLUE LAGOON

L’arcipelago maltese viene spesso idealizzato come meta perfetta per chi è alla ricerca di meravigliose spiagge di sabbia dorata e mare cristallino dalle infinite sfumature di turchese. La maggior parte delle persone alle quali ho raccontato dei miei viaggi a Malta, infatti, partivano dal presupposto che stessi parlando di una destinazione da prendere in considerazione solamente per una vacanza di relax, tra tintarella in costume da bagno e un drink da sorseggiare sotto l’ombrellone. E chi mi conosce sa che non sono assolutamente una persona in grado di rimanere spiaggiata sotto al sole per più di un paio d’ore, figuriamoci per una intera vacanza.

Ma con questa premessa non vorrei far desistere chi è intenzionato a visitare Malta per il mare dal visitare effettivamente l’isola; anzi, tutto il contrario. Semplicemente vorrei invitare il lettore a ridurre i propri piani di permanenza sotto il sole a una giornata, ma passando questa unica giornata con una vista spettacolare davanti ai propri occhi.

Perché nonostante a Malta vi siano secoli di storia da conoscere e ammirare, le sue isole racchiudono alcune perle naturalistiche da inserire assolutamente in un itinerario perfetto, in quasi ogni mese dell’anno.

COSA TROVERAI IN QUESTO ARTICOLO:

  • ISOLA DI COMINO:
    • Comino vista dal mare;
    • Entroterra di Comino.
  • BLUE LAGOON:
    • Cominotto.
  • COME RAGGIUNGERE LA BLUE LAGOON DI COMINO.

ISOLA DI COMINO

L’isola di Comino è la più piccola tra le isole dell’arcipelago maltese, posizionata a separare le sorelle maggiori Malta e Gozo.

Questo isolotto di roccia calcarea presenta una vegetazione molto scarsa, praticamente limitata a cespugli e arbusti. Tra questi, la specie che meglio si è ambientata su questo suolo così arido è stata la pianta di finocchio selvatico, ovvero il cumino, kemmuna in maltese, dalla quale deriva proprio il nome dell’isola stessa. O almeno per quanto riguarda una delle versioni dell’origine del nome: un altro aspetto da considerare quando si parla dell’arcipelago maltese, data la sua posizione strategica, è una storia di ripetute conquiste e occupazioni da parte di diversi popoli, tra i quali popolazioni di lingua araba. La seconda versione dell’origine del nome è proprio la parola kimeni, che in arabo indica la sua posizione adiacente alle altre due isole.

Questa piccola emergenza rocciosa del Mediterraneo ha avuto di recente solamente due abitanti, ovvero un parroco che prestava servizio nella chiesetta dell’isola e un poliziotto; attualmente non sono però in grado di riferire con certezza se sia o meno abitata stabilmente da qualcuno, in quanto, a seconda delle fonti, il numero di abitanti varia da meno di una decina a zero. Per aggiungere poesia a questa isola, però, mi piace pensare sia attualmente completamente disabitata. Ma questo solo per quanto riguarda gli abitanti residenti, perché durante il giorno è tutt’altro che deserta.

Seppur di dimensioni molto modeste (con una superficie di appena 3,5 Km2) la visita a questa piccola isola promette una escursione molto ricca di sorprese, reminiscenze del passato e panorami che lasciano l’escursionista a bocca aperta. Più che una passeggiata tranquilla, infatti, una visita a quello che si può definire come “entroterra” di Comino inizia come una scampagnata su strada bianca per poi convertirsi, inaspettatamente, in una sorta di scalata su parete rocciosa – ovviamente a livelli molto ridotti di difficoltà, altrimenti non sarei qui a raccontartelo.

Soprattutto se raggiunta tramite escursione organizzata, la visita dell’isola di Comino si suddivide in due momenti, ovvero una prima occhiata dal mare, attraverso la circumnavigazione del suo perimetro, e un secondo momento di sbarco sull’isola con scoperta diretta della sua superficie calpestabile.

Grazie alla sua composizione di roccia calcarea, il perimetro di Comino è prevalentemente delimitato da falesie a strapiombo sul mare e coste rocciose frastagliate; non mancano però anche piccole spiaggette di sabbia e sassolini al termine di pendii che discendono molto più dolcemente verso l’acqua. Il primo approccio all’isola, soprattutto se si proviene da Malta, è quindi una rassegna di rocce e falesie calcaree alte qualche decina di metri.

Aguzzando la vista, sullo sperone roccioso che accoglie il visitatore si può scorgere la batteria di Santa Maria, batteria di artiglieria costruita dall’Ordine di San Giovanni agli inizi del XVIII secolo. La sua struttura a semicerchio permetteva di disporre fino a 8 cannoni a protezione del canale di Gozo contro gli attacchi da parte di pirati e corsari, perfettamente celati tra le rocce della falesia. Abbandonata nel 1770, è stata recentemente ristrutturata per permettere al visitatore di accedere al fortino e alla terrazza affacciata sul mare.

Proseguendo la navigazione sempre in senso antiorario, le falesie iniziano a presentare una superficie sempre più irregolare per la presenza di grotte e per l’erosione promossa da secoli di moti ondosi. Voltandosi indietro è possibile scorgere quella che – in modo molto poco originale e inflazionato, ma molto efficace – viene definita Elephant Rock, ovvero una formazione rocciosa dalle sembianze di un enorme elefante intento ad abbeverarsi dal mare. L’arrivo del momento giusto per iniziare a scorgere le sembianze del pachiderma viene annunciato a gran voce dall’equipaggio della imbarcazione, essendo una formazione non rara da trovare ma sicuramente molto affascinante da osservare.

Qualche minuto di navigazione dopo invece è usanza far compiere una deviazione all’imbarcazione – non al catamarano però – contro alla falesia per addentrare l’estremità della prua all’ingresso di una spettacolare grotta, la Grotta di Santa Maria. Se visitata in una giornata di sole splendente, posso assicurarti che la visione di questa grotta, col suo brillante mare turchese, è uno spettacolo che non potrai mai dimenticare. Il mio consiglio – dopo ben quattro escursioni attorno a Comino – è quella di prendere posto a prua una volta ammirata la testa di elefante, perché la permanenza davanti alla grotta ha una durata di pochi secondi e potresti non fare in tempo a vederla bene in caso di affollamento sulla barca. Questo piccolo angolo di falesia offre un ambiente naturalistico molto apprezzato soprattutto dagli appassionati di immersioni; è quindi abbastanza frequente trovare piccole barche e gommoni ancorati in questo breve tratto di costa.

Grotta di Santa Maria sull’isola di Comino

Una volta sorpassato il prolungamento roccioso che si estende oltre la grotta, che culmina in una sorta di finestra rocciosa, denominata finestra Gemieri, compare la baia di Santa Maria – si, il nome Santa Maria è molto gettonato su questa isola.

La Baia di Santa Maria, Il-Bajja ta’ Santa Marija in maltese, è una piccola insenatura naturale con acqua turchese presente sul lato settentrionale dell’isola. La posizione riparata, e abbastanza lontana dal punto di attracco dei traghetti (circa 1,5 Km dal molo), rende questa spiaggia un luogo perfetto dove godersi il mare di Comino in tutta tranquillità e comodamente distesi sulla spiaggia. In questo angolo di mare si trovano sempre decine di imbarcazioni ancorate, per un momento di pausa dalla navigazione ma anche come punto di attracco per raggiungere la spiaggia a nuoto. In questa spiaggetta è presente un food-truck dove procurarsi uno spuntino e una bevanda fresca ma, a parte la poca ombra che possono generare alcuni cespugli, non vi è riparo per chi decide di permanere.

In questa baia ho sostato solamente in una delle mie visite all’isola, durante una giornata con mare moderatamente mosso; nonostante le ampie oscillazioni che la barca era costretta a compiere per via delle onde, sono rimasta tutto il tempo al piano superiore a godermi la visuale su questo mare così spettacolare.

Appena oltre questa baia si trova la Cala di San Nicola, Il-Qala ta’ San Niklaw in lingua maltese, altra baia dalle acque turchesi meta ideale per immersioni e momenti di relax sotto il sole. Sempre raggiungibile in barca oppure con una camminata dal punto di arrivo dei traghetti, questa spiaggia si distingue per non avere chioschi di street-food e ombra.

Ciò che attende il visitatore oltre questa baia è la meravigliosa Blue Lagoon, talmente incantevole che penso sia necessario trattarla in un paragrafo dedicato (vedi sotto), quindi passo subito oltre, ovvero nella mia baia preferita di tutta l’isola.

La Crystal Lagoon ha una bellezza seconda solo alla molto più famosa Laguna Blu ma, a mio avviso, nelle giornate di sole splendente la può raggiungere senza problemi. Questa baia incastonata all’interno di una insenatura circondata da alte falesie è la destinazione prediletta di escursionisti sottomarini e imbarcazioni turistiche: durante ogni mia visita era prevista una sosta di almeno un’ora e mezza in questa baia, soprattutto al momento del pranzo, se previsto nel pacchetto. Durante una delle mie visite ho anche trovato un catamarano con a bordo festaioli intenti a grigliare e fare brindisi con un sottofondo di musica a tutto volume. Aria di festa a parte, questa baia è un vero gioiello sia dal punto di vista naturalistico che paesaggistico. Innanzitutto, la profondità dell’acqua è di diversi metri ma, nonostante la profondità, l’acqua è perfettamente trasparente, arricchendosi di tutte le sfumature del celeste col sole splendente. Perfino io mi sono azzardata a fare il bagno; io che non mi tufferei neanche in una piscina se alta più di me. A nuoto è poi possibile raggiungere alcune grotte che perforano la parete rocciosa, che consentono di accedere a una rete di tunnel interni scavata naturalmente nella roccia. Per raggiungere più agevolmente la grotta è possibile noleggiare un paio di pinne e una maschera direttamente sulla barca, sempre se non si porta la propria attrezzatura da casa. Alcune barche attraccano anche a una sorta di molo roccioso che consente di risalire la scogliera fino a raggiungere la torre di pietra che spicca da sopra alla parete. La visione della torre, che dalla barca sembra così imponente, mi ha rapita al punto che penso di aver scattato decine di fotografie a ogni minimo cambio di luce. Per fortuna ogni escursione in giornata prevede una sosta in questa meraviglia, quindi, aderendo a uno dei tour disponibili la visiterai sicuramente.

Crystal Lagoon di Comino vista dalla falesia

Questi sono i principali punti delle coste di Comino che è possibile osservare dal mare.

Una volta finita la circumnavigazione dell’isola, arriva il momento di approdare su questa emergenza marina.

Come già accennato, l’entroterra dell’isola di Comino è una brulla distesa rocciosa costellata di piccoli cespugli e piante aromatiche quali il timo e il finocchio selvatico. Nonostante costituisca una riserva naturale e siano vietati i veicoli a motore, oltre ai generatori a gasolio necessari per il funzionamento dei food-truck per i turisti, al momento della mia visita ho comunque incontrato alcuni fuoristrada a zonzo tra i suoi sentieri. A parte questo occasionale incontro, l’isola si visita esclusivamente a piedi e, nonostante non abbia una grande estensione, per visitarla tutta sono necessarie alcune ore e gambe buone.

Trekking tra mare e roccia sull’isola di Comino

Alcune escursioni in barca all’isola di Comino (vedi sotto) consentono di approdare sulla terraferma per visitare l’isola a piedi. Dal punto di approdo è possibile dirigersi verso l’entroterra solamente attraversando una zona – solitamente molto affollata di turisti – con food-truck di cibo e bevande; superato questo primo ostacolo e proseguendo oltre i bagni verso il lato sinistro dell’isola, ci si troverà presto completamente da soli a vagare tra polvere e arbusti. Anche senza dati statistici alla mano, mi sento comunque di affermare con un elevato grado di sicurezza che sono molto pochi i turisti che vanno oltre la laguna.

Appena iniziata la camminata si incontrano i primi cartelli direzionali, poi ritrovati a ogni diramazione del sentiero, una sorta di lastra di metallo con incisi i nomi delle attrazioni turistiche visitabili sull’isola di Comino; molto graditi certamente, ma anche molto difficili da decifrare.

Cartello direzionale sull’isola di Comino

La passeggiata inizia con una piccola ma costante salita e, girandosi indietro, la vista sul mare turchese della laguna. L’ombra è praticamente assente su tutta l’isola e le uniche macchie verdi sono rappresentate da cespugli di oleandro dai fiori bianchi e rosa, oltre a piante selvatiche di vario tipo. Arrivata a un primo edificio in pietra con la porta azzurra ho proseguito dritto; prendendo la stradina alla sinistra si raggiunge invece la già menzionata Cala di San Nicola via terra. Andando a destra, invece, si arriva a quello che un tempo era una area campeggio oggi abbandonata.

Qualche metro più avanti si incontrano altri due edifici del colore della pietra maltese, uno dei quali ospita uno dei centri di distribuzione della corrente elettrica che collega le varie isole maltesi, riconoscibile dalla insegna affissa alla parete anteriore.

Alla sinistra di questo edificio si diparte il sentiero che, passando davanti a una vecchia fattoria abbandonata, conduce alla Cappella del Ritorno di Nostra Signora dall’Egitto, una chiesetta quadrata del XIII secolo dall’aspetto modesto con tre piccole campane a dominarne l’ingresso. Un cartello riporta la storia di due eremiti che hanno dimorato nei secoli questo isolato luogo di culto. Proseguendo oltre la chiesa si raggiunge a piedi la già citata Baia di Santa Maria.

Andando invece a destra al bivio in corrispondenza dello stabile, passando davanti al sentiero di ingresso di un vecchio cimitero, e percorrendo un breve tragitto delimitato da muretti a secco e piante di fichi d’India, si raggiunge un luogo molto affascinante e ancora discretamente conservato, il cosiddetto Il-Palazz in lingua maltese. Questo Ospedale di Isolamento è il secondo edifico più grande dell’intera isola, eretto alla fine del XIX secolo dalle autorità militari britanniche come caserma a servizio della vicina torre di avvistamento. Venne in seguito convertito in stazione di quarantena per i soldati di ritorno da missioni di guerra in terre colpite da peste e colera. In quegli anni l’intera isola era riservata esclusivamente a luogo di quarantena e, secondo un regolamento ufficiale, a nessuno era consentito avvicinarsi a meno di 300 metri da questo edificio. Durante il secolo successivo alla sua costruzione questo ospedale venne convertito in prigione per rinchiudervi soldati nemici durante la Prima Guerra Mondiale. Cercando di ignorare momentaneamente il suo passato però, con la sua struttura a due piani con ampi archi aperti verso il mare e il suo muretto a secco che ne delimita l’accesso, potrebbe anche apparire come una antica casa per le vacanze abbandonata. Se dovessi un giorno trovarti davanti a questo edificio, prova a fermarti a immaginare fioriere appese al parapetto del piano superiore, una piccola piscina nell’angolo, cespugli verdi per fare ombra con sotto una bella zona barbecue…e dimmi se non ti verrebbe voglia di soggiornare almeno una notte in un posto così!

Ex-Ospedale di Isolamento sull’isola di Comino

Proprio di fronte a questo, a un centinaio di metri di distanza in linea d’aria, sorge l’edificio più maestoso e famoso dell’isola, ovvero la Torre di Santa Maria – prometto che è l’ultima Santa Maria dell’isola che sentirai.

La Torre di Santa Maria, Torri ta’ Santa Marija in maltese, anche detta Torre di Comino, fu eretta nel 1618 dall’Ordine dei Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni come parte di un primo sistema di torri poste a difesa della costa da eventuali attacchi marittimi, utilizzata anche come ponte per le comunicazioni tra la Cittadella di Victoria (Gozo) e Mdina, città scelta come prima capitale dell’isola.

Torre di Santa Maria sull’isola di Comino

Oltre a fungere da torre di avvistamento, nel corso del XVII la torre venne utilizzata anche come luogo di prigionia e punizione per Cavalieri condannati per reati minori, ma anche per cittadini maltesi insorti o sospettati di essere spie al servizio dei britannici.

La sua pianta quadrata rinforzata da quattro torrette angolari ricalca il prototipo di torre di avvistamento che si può trovare in altri luoghi sull’isola di Malta, come per esempio il Forte di Sant’Agata (chiamato anche Torre Rossa) situato vicino alla città di Mellieha o la Torri ta’ Wignacourt della Baia di San Paolo. A differenza di queste però, grazie alle sue possenti mura di pietra maltese spesse 6 metri, non sembra essere uscita da uno stampino a forma di castello usato dai bambini per giocare con la sabbia. La sua altezza complessiva di 20 metri, sommata agli 80 metri di altitudine, la rendono l’edificio più alto e meglio visibile di tutta Comino. Per accedere alla torre si deve risalire una lunga scalinata in pietra, trovata chiusa al momento della mia visita in quanto sotto ristrutturazione.

Per gli appassionati di cinema, questa torre compare nella versione del 2002 del regista Kevin Reynolds de “Il Conte di Montecristo”.

Sull’isola di Comino si trovano anche una vecchia porcilaia abbandonata e una pista di atterraggio per elicotteri ma, una volta vista la torre, l’unico richiamo che sentirai sarà di discendere verso il mare per avvicinarti alla meravigliosa vista che si prospetta alla fine della camminata. Da qui si raggiunge infatti la sommità della falesia affacciata sulla Crystal Lagoon, godendo di una doppia visione di questo angolo di mare da una eccezionale prospettiva. Costeggiando il margine della falesia – tenendoti a debita distanza perché sennò mi fai venire le vertigini – si può ammirare, prima, la laguna in tutto il suo turchese splendore e, poi, la vista della laguna con la torre in secondo piano. Praticamente la stessa visuale ottenibile dalla barca ma con l’aggiunta del grandangolo.

Conformazioni rocciose della costa di Comino

Proseguendo oltre si passa accanto a una serie di conformazioni rocciose molto particolari distribuite lungo il litorale, una delle quali dotata di un buco al centro che potrebbe ispirare fotografie originali a qualche appassionato di fotografia, bagliore del sole permettendo. Questo tratto è quello più impervio di tutta la scampagnata, non essendo presente un vero e proprio sentiero. È tuttavia il modo più veloce e diretto per raggiungere la destinazione finale della escursione, ovvero la Blue Lagoon.

BLUE LAGoON

Penso di non aver mai visto così tante imbarcazioni ancorate in uno spazio così ristretto come in questa laguna; forse solo in un grande porto a fine giornata. Esagerazioni a parte, la incredibile bellezza della Blue Lagoon attira ogni giorno centinaia di turisti alla ricerca del mare più bello di tutta Malta. Se ti stai chiedendo cosa vale la pena includere in un itinerario di viaggio nell’arcipelago maltese, soprattutto se interessata/o ad almeno una giornata al mare, la mia risposta cercherà sempre di condurti qui; quindi, cerca di prevedere almeno una giornata da dedicare esclusivamente a questa destinazione perché ne vale certamente la pena.

Vista dalla barca sul mare della Blue Lagoon

La Blue Lagoon, Bejn il-Kmiemen in maltese, è un braccio di mare dal fondale straordinariamente basso che separa l’isola di Comino dalla piccola isoletta di Cominotto. La sua sabbia bianca consente al mare di assumere tonalità turchesi paragonabili addirittura al mare caraibico che, quando ho visto per la prima volta in una giornata di sole splendente di piena estate, mi ha lasciata davvero incredula. Penso di essere arrivata a scattare centinaia di foto a questo breve tratto di costa nell’arco delle mie ripetute visite.

Molo di approdo alla Blue Lagoon con food-truck

Raggiungendo la laguna con una escursione in giornata organizzata potrai avere la possibilità di scendere anche dalla imbarcazione per raggiungere a piedi la spiaggia. Prima che inizi a immaginarti una lunga lingua di spiaggia di sabbia bianca che risplende sotto i raggi del sole, ti fermo: gli unici punti che possono effettivamente essere definiti come spiaggia – soprattutto per una emiliana abituata ai lidi ferraresi – sono un minuscolo angolo alla fine del molo di cemento che serve l’isola e una piccola spiaggetta situata poco più avanti, raggiungibile tramite una scaletta. Per il resto si tratta della parete rocciosa dell’isola che, con una forte pendenza o con una accentuata ruvidità, discende fino al mare. La scomodità della parete non ferma tuttavia i bagnanti, che si appollaiano a decine senza esitazione per godersi la vista sulla laguna. Fino a qualche anno fa, in quel minuscolo angolo di spiaggia si trovavano lettini e ombrelloni, tutti ammassati gli uni contro gli altri che, quasi sovrapponendosi, consentivano ai bagnanti di vivere una esperienza da lido. Nella mia ultima visita però ho notato che questi elementi sono spariti, lasciando maggior spazio ai visitatori. Ne sono rimasti solo una manciata su una piccola sporgenza lungo il tratto di costa che si estende in direzione opposta rispetto al percorso solitamente seguito dai visitatori per accedere all’isola.

Come già accennato, lungo il primo tratto di salita verso l’entroterra isolano si trovano food-truck per rifocillare turisti affamati e assetati, oltre che bagni perfettamente funzionanti ed essenziali per trascorrere al meglio e senza disagi la propria permanenza sull’isola. Tra tutti i banchetti presenti, i più gettonati e interessanti sono senza dubbio quelli che vendono cocktail serviti dentro un piccolo ananas cavo: una foto con in mano questo frutto con la laguna sullo sfondo ed è subito “Caribbean vibes”. Restituendo l’ananas al chiosco si ottiene anche uno sconto per il refill con un altro cocktail, promozione allettante per chi è intenzionato a vivere questa escursione come una festa.

Cocktail dentro l’ananas alla Blue Lagoon

Che tu decida di portare tutto da “casa” o di acquistare cibi e bevande sull’isola, l’unica cosa che mi preme è ricordarti di portarti dietro un sacchetto dove riporre i rifiuti e, nel caso non trovassi un bidone abbastanza vuoto e capiente da contenerli, imbustare tutto per portartelo in hotel. Contribuire a proteggere il delicato ecosistema di questa isola è un dovere, oltre che un piacere, per ogni viaggiatore.

Al fine di preservare l’ambiente di questa riserva naturale, a partire da maggio 2025 è necessario prenotare, gratuitamente e con fino a 2 mesi di anticipo, la propria permanenza sull’isola a tempo da questo link.

Compilando questa richiesta si riceve un codice QR necessario per poter mettere piede su questa meravigliosa isola.

Durante la permanenza alla Blue Lagoon, oltre a fare il bagno e sorseggiare ananas da cocktail, si possono svolgere alcune attività tipiche delle zone di mare, quali escursioni in barca alla ricerca di grotte marine e folli corse su gonfiabili giganti.

La Blue Lagoon non sarebbe tale però senza l’isoletta di Cominotto, un piccolo sperone di roccia che emerge dal mare a breve distanza dal fratello maggiore Comino.

Su questo enorme scoglio non vi sono costruzioni da esplorare o punti ristoro dove sostare; il visitatore vi si reca principalmente per andare alla ricerca di spazio personale sulla piccola spiaggia affacciata sulla laguna. Risalendo il pendio si raggiunge inoltre un punto panoramico dove osservare l’isola da una angolazione esclusiva.

L’unico modo per raggiungere questo isolotto è a nuoto, partendo dalla piccola spiaggia di Comino. Il tratto centrale della lingua di mare è chiuso al transito delle imbarcazioni in modo da consentire ai bagnanti di nuotare serenamente e in tutta sicurezza. Nuotare al di fuori di questo recinto marittimo è ovviamente vietato, tranne se si rimane attorno alla propria imbarcazione ormeggiata. Il fondale basso e trasparente non deve però indurti a pensare che raggiungere Cominotto sia una passeggiata: il mio tentativo di percorrere a nuoto questo centinaio di metri è risultato fallimentare per via delle forti correnti sottomarine che hanno prosciugato in pochi secondi tutte le mie forze, tant’è che mi sono dovuta servire dell’ausilio di una corda per tornare a riva. Se ti interessa staccarti dalla folla e goderti il mare in tranquillità, il mio consiglio è portarti dietro un paio di pinne.

Nel periodo estivo e di forte affluenza alla spiaggia, comunque, vi sono bagnini a bordo di moto d’acqua come ulteriore misura di sicurezza per i bagnanti, quindi, non vi è assolutamente da preoccuparsi.

COME RAGGIUNGERE LA BLUE LAGOON DI COMINO

La piccola isola di Comino, grazie alla sua posizione come a dividere Malta da Gozo, può essere raggiunta da entrambe le isole. In questo paragrafo ti parlerò dei due principali punti di partenza che mi sento di tenere in considerazione in quanto molto comodi da raggiungere.

Nel caso si volesse organizzare una escursione in autonomia, la azienda Comino Ferries mette a disposizione traghetti in partenza da Malta (porto di Ċirkewwa) e Gozo (porto di Mģarr) in servizio ogni giorno a orari consultabili a questo link.

Se invece preferisci una escursione organizzata in giornata, vi sono infinite compagnie che offrono esperienze della durata di circa 6 ore che conducono alla scoperta dell’isola con sosta alla Blue Lagoon e alla Crystal Lagoon. Solitamente partono alle 10:00 del mattino per rientrare verso le ore 16:00 al molo di partenza. Alcune compagnie offrono pacchetti con uno spuntino leggero a bordo, altre catamarani enormi con oblò sottomarini. L’offerta è molto ampia, insomma, ma vi sono differenze fondamentali da tenere in considerazione, soprattutto in base al porto di partenza.

Falesie di Comino viste dalla barca

Premettendo che ho effettuato escursioni da ogni partenza della quale ti parlerò, e che hanno avuto un costo simile, l’esperienza che ho maggiormente gradito è stata indubbiamente l’escursione in partenza dal molo della spiaggia di Mellieha: barca abbastanza grande con tanti posti a sedere, musica a un volume accettabile e audioguida in 3 lingue. La barca ha attraccato al molo della laguna, consentendo ai passeggeri di scendere alla spiaggia. L’unica nota dolente è stata l’escursione in barca per andare alla scoperta delle grotte di Comino che ho acquistato a bordo ma che non ho mai vissuto in quanto nessuno mi ha saputo dare informazioni su dove partisse quella escursione. A parte questo, nonostante fossi in piena estate e la spiaggia fosse gremita di gente – all’epoca vi erano ancora ombrelloni e lettini ammassati sulle piccole spiaggette – è stata una giornata davvero magnifica e rilassante.

Al secondo posto invece mi sento di mettere l’ultima escursione da me effettuata, con un enorme catamarano in partenza dal molo della baia di San Paolo. Avendo pernottato a Mellieha – col programma iniziale di rifare la precedente esperienza – mi sono dovuta recare con l’autobus al punto di partenza; pernottando direttamente alla baia non vi sarebbe bisogno di altri spostamenti. Questo catamarano aveva musica ad alto volume e un piano superiore con solo sdrai per il sole; niente audioguida o postazioni comode per ammirare il panorama. Al momento delle soste, una volta lanciata l’ancora, venivano aperti gli scivoli per tuffarsi in acqua; sicuramente molto divertente ma, dopo pochi minuti, il pavimento di entrambi i pieni della imbarcazione era diventato una enorme pozzanghera e bisognava fare anche attenzione che i propri effetti personali non venissero inzuppati da persone in attesa del proprio turno di scendere in acqua. Sottigliezze, ovviamente, però devo specificare che questa escursione l’ho effettuata a metà ottobre, quindi non era proprio caldissimo, e non me la sentivo di inzupparmi i vestiti di acqua.

Essendo una escursione combinata con una sosta anche a Gozo, acquistabile in un pacchetto apposito, all’arrivo siamo dovuti scendere a Comino e abbiamo avuto tutto il tempo per mangiare il pranzo (ovviamente al sacco), fare un trekking sull’isola e sorseggiare un drink dopo un tentativo riuscito solo parzialmente di bagno in mare.

All’ultimo posto – non me ne abbiano a male, non ne hanno colpa – metto invece le due esperienze di escursioni con partenza dal porto di Mģarr. La barca era davvero piccola; una sorta di peschereccio dismesso sulla cui capotta hanno istallato una veranda panoramica. Il numero di turisti era molto ridotto e, aggiungendo qualche euro, era possibile includere uno spuntino leggero a bordo. Complessivamente una esperienza molto intima e soprattutto rustica; in particolare il capitano della nave che, col mare più mosso e minaccioso che i miei nervi potessero sopportare, guidava il timone coi piedi mentre leggeva un libro – mentre la maggior parte dei passeggeri teneva un sacchetto di plastica davanti alla bocca o si guardava attorno con terrore, LOL.

Anche in questo caso non vi era una audioguida, ma i mozzi che prestavano servizio a bordo si facevano in quattro per indicare ogni minimo dettaglio interessante incontrato, correndo avanti e indietro e salendo di corsa la scaletta. Al raggiungimento della Blue Lagoon, però, è stato sempre chiesto se la clientela fosse o meno interessata a scendere sull’isola; la discesa veniva proposta come una perdita di tempo, perché c’era la fila per poter attraccare, quindi, puntualmente, veniva scelto di rimanere a bordo. Alla fine, sono stata indotta anche a pensare che non avessero materialmente l’autorizzazione ad attraccare a quel molo. Complessivamente una esperienza davvero surreale ma sicuramente indimenticabile.

Ma ognuna di queste escursioni è in fin dei conti indimenticabile, perché indimenticabile è la visione della Blue Lagoon.


Spero che questo articolo dedicato alla piccola isola con acqua cristallina dell’arcipelago maltese ti sia di aiuto per pianificare al meglio il tuo prossimo viaggio a Malta.

Come solito, sul mio canale YouTube puoi trovare i video del mio viaggio a Malta e della mia visita a Comino.

Malta è una meta del Mediterraneo a me molto cara e che spesso viene visitata in pochissimi giorni, talvolta addirittura solamente nell’arco di un week-end. Se stai pianificando un viaggio in questo arcipelago e hai bisogno di un aiuto per disegnare un itinerario perfetto su misura, non esitare a contattarmi attraverso l’apposito modulo; appena possibile ti contatterò per fissare un primo incontro conoscitivo. Sarò più che lieta di aiutarti a creare un viaggio davvero indimenticabile!

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