MONT SAINT-MICHEL: L’ISOLA CHE DANZA AL RITMO DELLE MAREE

Abbazia di Mont Saint-Michel

Il Mont Saint Michel, la località più famosa tra tutte quelle delle regioni settentrionali della Francia; la seconda più conosciuta dopo la capitale francese Parigi. E come dar torto a chi, negli ultimi secoli, è arrivato persino a definire la abbazia che svetta sulla sommità come “La Meraviglia”.

Dalla passerella sospesa sulle ampie maree bretoni alla abbazia che sprofonda fino al cuore della roccia di cui è costituita l’isola, la visita a questo monte non può che entusiasmarti e lasciarti a bocca aperta a ogni passo. Che sia sotto un sole cocente o avvolti da una leggera nube di pioggia fine, la visione del monte rimarrà nella tua memoria per il resto della tua vita.

Se devo essere sincera però, prima di visitare Mont Saint-Michel non avevo idea di cosa mi sarei trovata davanti. In questo articolo ti racconto quindi tutto ciò che devi sapere per organizzare e vivere la meglio la tua visita a questa unica e leggendaria “isola che non c’è” del mondo reale.

Il magnifico Mont Saint-Michel dalla terraferma

COSA TROVERAI IN QUESTO ARTICOLO:

  • LE MAREE BRETONI;
  • MONT SAINT-MICHEL:
    • Bastioni e mura cittadine;
    • Abbazia di Mont Saint-Michel.
  • COME RAGGIUNGERE IL MONT SAINT-MICHEL.

LE MAREE BRETONI

Le coste bretoni sono colpite dall’affascinante fenomeno delle maree che, raggiungono ampiezze fino a 15 metri, sono tra le maggiori in Europa. Le maree sono causate dall’attrazione che subisce il mare da parte della luna e del sole; sono riconoscibili due moti di marea, ognuno della precisa durata di 6 ore e 12 minuti. Nell’arco di una giornata si può quindi assistere a due alte e due basse maree.

I moti di marea sono quindi prevedibili, così come è abbastanza prevedibile l’ampiezza degli stessi, espressi con un numero che va da 20 a 120 detto COEFFICIENTE DI MAREA. Siccome durante le fasi di luna piena e luna nuova la terra si trova in asse con sole e luna, le forze sinergiche di attrazione che questi esercitano portano a maree di maggiore ampiezza: in questi casi si parla di alto coefficiente di marea (chiamato in lingua francese “vive-eau”), con valori superiori a 90. Al contrario, quando luna e sole formando un angolo retto le due forse si oppongono portando a maree di scarsa ampiezza: si tratta in questo caso di basso coefficiente d ma-rea, con valori fino a 90 (detto “morte-eau”).

In molte località dove ho soggiornato, ma anche visitato, ho trovato esposte tabelle o indicazioni sul coefficiente di marea e sugli orari di mare basso e mare alto della giornata. La tabella con tutti i valori aggiornati e anche un conto alla rovescia alla prossima marea è consultabile online sul sito del turismo di Saint-Malo:

Saint Malo Tourisme

A causa delle sue imponenti maree, tra le più importanti in Europa e le più ampie in Francia, e alla pericolosità delle sue sabbie mobili, l’isolotto tidale di Mont Saint-Michel è stato addirittura da sempre soprannominato in latino Mons Sancti Michaelis in periculo maris.

Siccome è l’insieme tra paesaggio, maree e architettura a rientrare nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, in questo articolo non potevo non parlare delle maree che hanno reso arcinota questa località turistica, oltre che di pellegrinaggio.

L’andamento prevalentemente piatto della superficie della baia permette moti di maree che si dice abbiano “la velocità di un cavallo al galoppo”. Ovviamente si tratta di una esagerazione; il tempo che intercorre tra il picco di bassa e di alta marea è breve ma sempre di qualche ora. Tuttavia, la velocità di avanzata della marea è di 10 Km/h.

Ma se a questo si aggiunge anche il pericolo di incorrere nelle temutissime sabbie mobili, che costituiscono un periglio mortale fin da tempi antichi, ne risulta che avventurarsi nella baia per una passeggiata in totale autonomia è un rischio che non vale la pena correre. Ogni anno sono molto più numerose di quanto si possa pensare le chiamate di soccorso per sventurati passeggiatori rimasti intrappolati in mezzo al mare; alcune di queste finiscono anche con l’annegamento.

Vista sulla baia di Mont-Saint-Michel dalla terrazza della abbazia

Per chi dovesse avere interesse nelle passeggiate attorno alla baia, sono disponibili tour guidati con accompagnatore autorizzato, sia a piedi che a cavallo.

MONT SAINT-MICHEL

Il Mont Saint-Michel, grazie alle maree che caratterizzano le coste bretoni, si trasforma quindi ancora ciclicamente in isola. Dopo aver sfidato le maree per secoli, rischiando di rimanere intrappolati nelle sue letali sabbie mobili, i moderni “pellegrini” possono però oggi contare su una lunga passerella sospesa per giungere incolumi al cospetto del Mont Saint-Michel.

La costruzione di questa struttura fu resa necessaria sia per consentire la visita in quasi ogni minuto di ogni giorno dell’anno, ma soprattutto per permettere a questa “isola a intermittenza” di rimanere tale. La passerella rimpiazza infatti una antecedente diga che, col depositarsi dei sedimenti trasportati dalle maree e dal fiume Couesnon, stava lentamente portando a un progressivo insabbiamento della baia. Consentendo ai sedimenti di fluire liberamente, i molto meno impattanti sostegni della passerella garantiranno la sopravvivenza di questa magica danza acquatica ancora per molti secoli.

Una volta percorsa questa passerella – che nonostante non sia così lunga richiederà tante soste per ammirare e fotografare da ogni angolazione possibile il panorama – si approda finalmente alla piattaforma cementata di accesso alle mura cittadine. Le maree della baia hanno contribuito notevolmente alla inespugnabilità del monte, consentendo l’approccio via terra solamente in corrispondenza della bassa marea e via mare al momento del massimo dell’alta marea.

Nonostante questo grande aiuto dalla natura, nel corso della Guerra dei Cent’Anni l’abbazia si dovette fortificare in vista di un attacco inglese, dotando la cittadina sottostante di una nuova e possente cinta muraria. Nel 1423 gli inglesi assediarono il Mont Saint-Michel, rimasto ultima roccaforte normanna ancora fedele al re di Francia. Nonostante superiori in numero, l’esercito inglese fu sconfitto e costretto alla ritirata solo nel 1434. Questo assedio, durato ben 11 anni, viene ricordato come il più lungo del Medioevo.

Le bellissime mura che contengono il borgo e la chiesa di Mont Saint-Michel derivano quindi da questo periodo storico. Percorrere questo camminamento sopraelevato di prima mattina o alla sera, quando cioè è ancora possibile camminare senza folla, è un momento da non perdere.

Bastioni e mura fortificate di Mont Saint-Michel

Queste possenti mura contengono un piccolo borgo antico che si è perfettamente mantenuto fino ai giorni nostri. Sulla via principale del borgo, la Grand Rue, si affacciano alcuni magnifici edifici che ospitano prevalentemente ristoranti, alberghi e negozi di souvenir; come è abbastanza automatico pensare, non offrono esperienze economiche. Sono inoltre disponibili due toilette pubbliche, una appena dentro la porta di accesso e una all’inizio della via principale; quest’ultima gratuitamente accessibile.

La visita al Mont Saint-Michel non si limita quindi alla sola abbazia, ma questa ne costituisce indubbiamente il culmine.

Come suggerisce il nome, la abbazia di Mont Saint-Michel è uno dei luoghi di culto intitolati a San Michele Arcangelo, un culto ampiamente diffuso in tutta Europa fin da tempi antichi. Questa abbazia non è però solo uno dei luoghi di culto: insieme alla Sacra di San Michele in val di Susa e al santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano, questa abbazia è uno dei 3 luoghi di culto più importanti in Europa.

L’abbazia di Mont Saint-Michel è meta di pellegrinaggio fin dalla metà dell’VIII secolo. Le ragioni di pellegrinaggio ruotavano attorno alla richiesta di perdono per i peccati o di guarigione dalla malattia, ma anche per guadagnarsi un posto in paradiso. I pellegrini portavano tipicamente un cappello a tesa larga come protezione dalle intemperie e brandivano un lungo bastone, sia per sondare il terreno e identificare le letali sabbie mobili, che per proteggersi dagli eventuali briganti. Talvolta portavano con sé un corno da suonare in caso di pericolo o per segnalare la loro presenza in mezzo alla nebbia.

I pellegrini compivano centinaia di chilometri, spesso a piedi, per giungere fin qui, sfidando briganti e sabbie mobili. L’ultima prova di fede era la monumentale scalinata di accesso di 90 gradini che conduceva alla abbazia, chiamata GRAND DEGRÉ.

In cima a questa scalinata si accede alla terrazza panoramica occidentale che, con la sua altezza di 80 metri da terra, costituisce un punto privilegiato per osservare la baia. Da quassù si possono scorgere, grandi come puntini, le persone che passeggiano sulla sabbia attorno al monte durante la bassa marea. È solamente da quassù che ci si può realmente rendere conto del pericolo che si potrebbe correre girovagando liberamente e senza guida per la perigliosa baia.

Facciata della abbazia di Mont Saint-Michel

Da qui si accede alla chiesa abbaziale, la quale costituisce solamente la punta di questa piramide di roccia e pietra. Considerando lo spazio ristretto sul quale è stata fondata, il gran numero di strutture facenti parte di questo complesso monastico non poteva che essere ottenute ricavando la superficie approfondandosi in verticale nell’isola. Al momento della mia prima visita sono rimasta abbastanza sconcertata da questo fatto: mi aspettavo ci fosse solamente una enorme chiesa in cima e qualche edificio sul pendio. In questo luogo, in fin dei conti, dovevano essere accolte diverse centinaia di pellegrini.

Interno della abbazia di Mont Saint-Michel

Sul lato sinistro della navata centrale della chiesa abbaziale si apre l’accesso al CHIOSTRO di inizio XIII secolo, l’angolo che più preferisco di tutta l’abbazia. È proprio questo luogo di passaggio e preghiera che ha valso, a tutto il complesso, il soprannome di “meraviglia”. Sul lato affacciato sulla baia si possono vedere i segni di un progetto, evidentemente mai completato, di aggiungere un edificio come prolungamento del chiostro. Per tale ragione vi sono ampie vetrate a chiudere il passaggio verso il vuoto.

Il piccolo giardino centrale è incorniciato da due file di colonne non esattamente allineate. Oltre a offrire una maggiore stabilità alla galleria, ha il risultato di mascherare la forma trapezoidale – e non quadrata come consuetudine vuole – del chiostro: un vero capolavoro gotico normanno. Queste colonnine sono finemente scolpite con motivi naturali e religiosi ma, al pari dei portali della cattedrale di Rouen, durante la Rivoluzione si preoccuparono di mutilare anche questa piccole sculture. Nonostante appaiano bianche, un tempo le colonnine erano animate da colori vivaci e dettagli in oro.

Chiostro colonnato con vista della guglia della abbazia di Mont Saint-Michel

A questo punto si accede al REFETTORIO del XIII secolo, luogo dove i monaci si riunivano per consumare i pasti. Il pasto doveva essere consumato in totale silenzio e le comunicazioni ai domestici venivano veicolate da gesti in codice; il tutto con un sottofondo di lettura monotonale dei brani della vita del santo del giorno. L’edificio del refettorio si approfonda nel cuore dell’isola disponendosi su 3 livelli riflettenti un ordine sociale. Il livello superiore, quello al quale si accede direttamente dal chiostro, era riservato al clero, quello intermedio agli ospiti appartenenti alla nobiltà, mentre al piano inferiore venivano alloggiati plebe e pellegrini poveri.

Scendendo le scale si accede quindi al livello intermedio, la SALA DEGLI OSPITI destinata ad accogliere nobili e donatori del monastero. Anche in questo caso, un tempo le pareti e i soffitti a volte erano dipinti, mentre il pavimento era ricoperto da mattonelle smaltate decorate con lo stemma di re Luigi VIII.

A questa sala segue la CRIPTA DEI GRANDI PILASTRI, così chiamata per la presenza di pilastri di grande diametro. La loro funzione non è di certo decorativa, ma servono a sorreggere il peso del coro della abbazia. La loro circonferenza di oltre 5 metri è dovuta al fatto che le colonne romaniche dell’XI secolo sono state conservate e ricoperte dalle colonne gotiche nel corso della ricostruzione medievale del coro, in modo da non dover ricostruire completamente tali strutture. In verità sono in tutto 4 le cripte ricavate nel cuore dell’isolotto, una per ogni braccio della pianta a croce della abbazia, ognuna dotata della essenziale funzione di sostenere questo capolavoro architettonico.

Una affascinante vestigia del periodo in cui la abbazia venne utilizzata come prigione è una ruota in legno, installata nel 1818, azionata dai prigionieri che vi camminavano all’interno per trainare un carrello lungo una rampa. Questo ingegnoso metodo è stato usato per tutto il Medioevo per trasportare facilmente alimenti e materiali di costruzione.

La visita termina nella sala dello SCRIPTORIUM dove, nel XIII secolo, venivano conservati centinaia di manoscritti rari di grande valore, situata sotto al chiostro. Ma in questo scriptorium si trovava anche una delle due latrine del XV secolo, sospesa al di sopra del muro settentrionale del monte.

Considerando che la visita a questa meraviglia costituisce una tappa imperdibile in un viaggio in Normandia, a meno che non capiti in un momento di bassa stagione, non aspettarti di trovare poche persone. Anche programmando di visitarla di mattina prestissimo, incontrerai almeno un gruppo numeroso e chiassoso che invaderà il tuo spazio personale.

Per vivere una esperienza di visita più completa e coinvolgente anche senza una guida, il mio consiglio è quello di acquistare anche il tablet immersivo “REVELACIO” che, oltre a guidare la visita e raccontare la storia del monte, permette di osservare il mutare dell’aspetto della stessa nel corso dei secoli.

Tablet “Revelacio” disponibile per la visita alla abbazia di Mont Saint-Michel

Siccome le tariffe possono variare considerevolmente in base al periodo dell’anno e alla fascia oraria, per avere informazioni dettagliate e sempre aggiornate, nonché per acquistare in anticipo il biglietto, consulta il sito ufficiale:

Abbaye Mont Saint-Michel

In base alla mia esperienza, potrei quasi sconsigliare di acquistare in anticipo il biglietto in quanto, almeno di prima mattina, vi era fila e attesa solamente per chi aveva già acquistato online, mentre per chi doveva acquistare al momento l’accesso alla biglietteria era diretto. Dopo una levataccia e una lunga camminata, saltare la onnipresente fila e balzare subito all’ingresso con biglietti e tablet in mano potrebbe rinvigorire anche la palpebra più provata.

COME RAGGIUNGERE MONT SAINT-MICHEL

E infine arriviamo al paragrafo che più interessa il viaggiatore che, come nel mio viaggio, decide di raggiungere il monte autonomamente. Premettendo che non ho alcuna esperienza o nozione di viaggio in camper o van, sono qui a fornire informazioni relativamente agli spostamenti con automobile, che sia propria o a noleggio.

Essendo il monte un piccolo puntino roccioso situato a breve distanza dalla costa e raggiunto prevalentemente da una passerella sospesa sulle acque galoppanti che bagnano la costa, la terraferma che sorge a ridosso del punto di partenza di tale passerella è ovviamente recintata e adibita a molto redditizia area di accoglienza turistica.

Puntando il navigatore in direzione di Mont Saint Michel, infatti, arriverà un momento in cui troverai un ostacolo sul tuo percorso: la sbarra della colonnina del parcheggio a pagamento. Le opzioni che ti si parano davanti sono diverse e quasi tutte abbastanza dispendiose ma affrontabili.

La prima opzione riguarda chi sceglie di visitare il monte in giornata, in modo itinerante, ovvero pernottando in un paese al di fuori dell’area e raggiungendo la destinazione nella giornata di visita. In questo caso il modo più comodo e sicuro è accedere al parcheggio a pagamento e usufruire della navetta gratuita in servizio dalla 7:30 a mezzanotte, o farsi una bella passeggiata lungo la passerella. In questo caso il prezzo da pagare va dai 12€ della tariffa invernale ai 28€ dell’alta stagione per sole 6 ore di parcheggio.

Navetta gratuita per il Mont Saint-Michel

In alternativa a questa, vi è l’opzione di pernottamento in uno degli alberghi che si trovano dentro alla enorme area accoglienza turistica. In linea generale, le sistemazioni che trovano sede dentro al parcheggio sono abbastanza costose, ma dovrebbero prevedere tariffe agevolate o addirittura includere il parcheggio per tutta la durata del pernottamento. Questo però è il prezzo da pagare per avere la visione del monte di primissima mattina e senza lo sbatti di uno spostamento in macchina o di una lunga passeggiata.

Ma qui arriva la opzione che preferisco, quella da me scelta e che probabilmente risceglierei in una prossima visita: il pernottamento in una struttura che si trova in uno dei paesini limitrofi al parcheggio. Si tratta anche in questo caso di sistemazioni abbastanza costose ma, mettendo a disposizione un posto auto gratuito per gli ospiti, tolgono la scocciatura della gestione della sosta nel parcheggio ufficiale e di eventuali incomprensioni riguardanti inclusione o meno nella tariffa. Questa opzione però prevede una notevole scampagnata per raggiungere il monte, quindi è da tenere in considerazione solamente per coloro che sono pronti a spararsi almeno 1 ora di camminata veloce prima di giungere ai piedi della passerella pedonale. A sostegno di questa opzione posso però dire che, nonostante abbia percorso questo lungo tratto sia di primissima mattina che sotto una fitta pioggerellina, il misto di emozione e desiderio di scoperta di quel puntino che si fa sempre più grande e vicino aiuta notevolmente nel coprire tale distanza senza sentire stanchezza o scoraggiamento. Inoltre, la strada bianca seguita per raggiungere la passerella per il monte costituisce l’ultimo tratto di uno dei lunghi cammini di pellegrinaggio che conducono al monte. Cosa altro aggiungere per promuovere questa opzione.

Nel parcheggio che serve il monte ci sono inoltre diversi esemplari di mucca colorata da parata con diverse fantasie, una più bella dell’altra. Non importa specificare che ho foto con quasi ognuna di esse.

Mucca “SpiderCow” del parcheggio del Mont Saint-Michel

Concludo quindi questo paragrafo facendo presente che ogni singolo metro quadro di strada o terreno che si trova a ridosso del parcheggio presenta un divieto di sosta affisso da qualche parte oppure è riservato agli ospiti della struttura adiacente. Lasciare la propria auto nel primo posto che si trova sentendosi furbi e invincibili potrebbe comportare il pagamento di una multa salata oppure, cosa ancora peggiore, di non trovare la propria auto al ritorno dalla visita.


Il mio articolo dedicato alla visita del mitico Mont Saint-Michel finisce qui, ma ci sono tanti altri angoli in Francia e nel Mondo da esplorare e scoprire insieme a me. Iscriviti alla newsletter per non perderti i miei prossimi articoli!

Se leggere non ti basta, puoi anche guardare il video della mia ultima visita al Mont Saint-Michel sul mio canale YouTube:

Puoi trovare l’itinerario completo e dettagliato del mio viaggio in Normandia e Bretagna nella sezione “ITINERARI” del blog.

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