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FLOATING MARKET DA NON PERDERE A BANGKOK

Mercati galleggianti in Thailandia
Floating market in Bangkok

Un viaggio a Bangkok, meravigliosa capitale della Thailandia, non può dirsi completo senza aver visitato almeno uno dei numerosi mercati che costellano la sua area urbana. Tra enormi mercati interamente dedicati allo street food e piccoli mercati dove ghirlande di fiori colorate la fanno da padrone, le possibilità di sperimentare questa attrattiva turistica sono molteplici.

Ma la Thailandia è uno dei pochi Paesi al mondo a offrire al visitatore anche una tipologia di mercato alternativa; un concetto di commercio talmente particolare e affascinante da arrivare a costituire una tappa imprescindibile in un viaggio nella capitale: i mercati galleggianti.

In questo articolo ti racconto della affascinante tradizione del commercio su acqua e della mia esperienza in 3 mercati galleggianti situati a Bangkok e nelle aree circostanti.

COSA TROVERAI IN QUESTO ARTICOLO:

  • NASCITA ED EVOLUZIONE DEI MERCATI GALLEGGIANTI;
  • TIPOLOGIE DI MERCATI GALLEGGIANTI;
  • 3 MERCATI GALLEGGIANTI RAGGIUNGIBILI DA BANGKOK:
    • Damnoen Saduak Floating Market;
    • Khlong Lat Mayom;
    • Pattaya Floating Market.

NASCITA ED EVOLUZIONE DEI MERCATI GALLEGGIANTI

I mercati galleggianti in Thailandia nacquero nel corso del XIX secolo quando, non essendo le strade ancora molto sviluppate, la popolazione utilizzava prevalentemente i numerosi corsi d’acqua che scorrevano nella pianura attorno a Bangkok – chiamati khlong in lingua thailandese – per gli spostamenti e come luogo per le attività commerciali. Questi piccoli corsi d’acqua divennero luogo di incontro tra produttori locali (principalmente di frutta, verdura e spezie, ma anche prodotti di artigianato) e popolazione, rigorosamente a bordo delle imbarcazioni tradizionali dalla tipica forma lunga e stretta.

Con l’avvento di infrastrutture più moderne, quali strade e ponti, l’importanza di questa tipologia di trasporto e commercio fluviale andò progressivamente diminuendo. Durante il corso del XX secolo molti canali chiusero; altri riuscirono a sopravvivere ma videro notevolmente ridotta la propria estensione.

Ma questo importante retaggio, non solo economico ma anche culturale, della Thailandia non poteva di certo finire per essere abbandonato e dimenticato. Alla fine dello scorso secolo quindi le autorità del turismo thailandese, con il supporto di imprenditori privati, hanno promosso la rinascita di questo affascinante e interessante aspetto della cultura locale, con la conversione di alcuni di questi luoghi ad attrazione turistica.

I mercati galleggianti thailandesi odierni appaiono come una sorta di commistione tra mercati ordinari, con bancarelle saldamente poggianti sulla terraferma, e labirinti di stretti canali attraversati da colorate barche tradizionali con a bordo commercianti, ma anche turisti in cerca di esperienze quasi impossibili da vivere altrove. Grazie a questa opera di rinascita sono quindi oggi in attività diversi mercati, di dimensioni relativamente modeste, che presentano un diverso grado di adattamento alla accoglienza turistica.

Per quanto si possa andare alla ricerca del mercato galleggiante più autentico e realistico possibile, è opportuno ricordare essere luoghi che, in assenza del turismo, potrebbero oggi non avere vita lunga: ogni mercato visitabile presenta quindi un certo grado di predisposizione verso il turista, ma questo non fa del mercato specifico una vera e propria “trappola” per il turista dalla quale necessariamente fuggire. Ogni mercato ha fascino e caratteri propri che lo distinguono da qualunque altro, lasciando nel cuore del visitatore un ricordo indelebile.

Un mercato galleggiante visto dall’acqua

Pensando al termine “mercato galleggiante” si potrebbe pensare che, in caso di abbondanti piogge – come avviene nella stagione dei monsoni, che dura approssimativamente da maggio a fine ottobre – questi andrebbero inevitabilmente sommersi. Ma non è assolutamente così.

Da un punto di vista geografico la città di Bangkok è una pianura fluviale, quindi da sempre soggetta ciclicamente a inondazioni. Storicamente però queste inondazioni venivano sfruttate in agricoltura e non raggiungevano livelli allarmanti, in quanto l’acqua veniva distribuita su una superficie molto ampia, fino a riversarsi nel fiume Chao Phraya e quindi nel Golfo del Siam.

Con il passare del tempo, e il progressivo allontanamento della vita quotidiana dai numerosi canali che disegnano la pianura di Bangkok, questi corsi d’acqua sono progressivamente andati interrati o utilizzati come semplici canali di drenaggio per aree residenziali e commerciali. Spostando l’attenzione verso le moderne infrastrutture convenzionali, venne messa in secondo piano la costante attività di dragaggio dei fondali dei canali, necessaria per rimuovere detriti e mantenere massima la portata del corso d’acqua. Questi cambiamenti portarono al conseguente allagamento di aree poste più in basso, prima non raggiunte dalle cicliche inondazioni; durante la stagione delle forti piogge può quindi capitare che vicoli e strade secondarie delle città possano subire inondazioni.

Contrariamente a quanto si possa pensare, questo non avviene nei mercati galleggianti, soprattutto quelli distribuiti su più canali principali e secondari. In questi canali, in conseguenza alle forti piogge, il livello dell’acqua sale fino al limite dello straripamento per poi ritornare gradualmente alla normalità grazie al drenaggio verso il fiume Chao Praya. Soprattutto per quanto riguarda i mercati galleggianti situati nell’area della capitale, solamente in caso di mancato drenaggio da parte del fiume si potrebbe realizzare un vero allagamento; ma ciò porterebbe come primo evento l’allagamento della intera area urbana di Bangkok.

Uno dei motivi per i quali è opportuno ritagliare una mezza giornata per visitare almeno uno di questi mercati galleggianti risiede nel fatto che alcuni di essi sono un qualcosa di assurdamente surreale; una di quelle ambientazioni che sembrano uscite dalla mente di un fantasioso regista col pallino per i parchi acquatici. A prescindere che si tratti di una attrazione dichiaratamente turistica o un mercato realmente frequentato dagli abitanti, il concetto di preparare e vendere cibo su piccole barche – letteralmente in costante ricerca di equilibrio e spazio personale – da vendere ai passanti, anch’essi in transito su piccole barchine, non può fare altro che riempire il visitatore di curiosità e divertimento.

Soprattutto per coloro che – come la sottoscritta – soffrono il mal di mare e guardano con terrore praticamente ogni imbarcazione, penso sia opportuno specificare che nei mercati galleggianti non si ha la possibilità di fare acquisti solamente se ci si sposta su una piccola barca instabile: la stragrande maggioranza della superficie occupata dal mercato si trova in realtà sulla terraferma e appare come un normalissimo mercato, solo scenograficamente affacciato sull’acqua.

Inoltre i canali non sono profondi più di qualche decina di centimetri: anche in caso di ribaltamento della imbarcazione, non è quindi necessario l’intervento di soccorritori coi sommozzatori per tornare a galla.

TIPOLOGIE DI MERCATI GALLEGGIANTI

I mercati galleggianti che è possibile visitare in Thailandia non sono tutti uguali tra loro; visitarne uno o l’altro non è assolutamente indifferente. In quelli da me visitati ho infatti riscontrato caratteristiche che consentono di poterli classificare ed esprimere una preferenza netta, anche se sono tutti accomunati dal rimanere un ricordo indelebile del mio viaggio.

Se nella tua personale lista dal titolo “cose da fare assolutamente in Thailandia” rientra anche l’acquisto di cibo e souvenir a bordo di una piccola barca in un mercato galleggiante, allora probabilmente la scelta dovrebbe ricadere su un mercato definibile come molto turistico. Andando alla ricerca del mercato meno turistico possibile rischieresti infatti di non veder depennata quella voce dall’elenco. E sarebbe un vero dispiacere.

Ristorante galleggiante su barca al Damnoen Saduak floating market

In aggiunta all’aspetto esperienziale, uno degli elementi che differenzia i mercati galleggianti da me visitati è sicuramente il lato estetico e la cura dell’ambientazione. Dal mio punto di vista, essendo interessata al lato puramente culinario della visita, il focus in una passeggiata tra i banchetti di un mercato è la merce venduta – fatta comunque eccezione per alcuni venditori che hanno effettivamente reso la loro stravaganza un tratto distintivo. Alcuni mercati sono però stati maggiormente curati secondo una prospettiva estetica, piuttosto che mirare ad attirare visitatori per la qualità del cibo offerto. Una visita a un mercato galleggiante poco turistico riempie gli occhi di cibi autentici e gustosi da provare, e non la galleria dello smartphone di foto colorate e ammalianti. Un mercato votato ad attrazione turistica è invece progettato per ricreare ambientazioni pittoresche e molto gradite ai social, in modo da attrarre un pubblico interessato a portarsi a casa favolose fotografie. Anche questo è quindi un aspetto che potresti voler conoscere per arrivare alla scelta del mercato perfetto.

Oltre a differenziarsi in base alla autenticità e alla mole di turisti che dovresti prevedere di trovarvi, i mercati galleggianti da me visitati si differenziano anche in base al prezzo medio della merce venduta. Questo aspetto riguarda nello specifico cibi e bevande; discorso a parte si deve fare per i souvenir in quanto, come avviene ancora in molti Paesi asiatici, in alcuni mercati avviene ancora la contrattazione del prezzo. La regola generale è che se il prezzo della merce è esposto, allora quella è la cifra da sganciare; se il prezzo viene deciso al momento dal commerciante, allora è obbligo tentare di arrivare a un prezzo che sia almeno la metà. Più un mercato è turistico, più è probabile che il prezzo assurdamente elevato che viene comunicato dal venditore dovrà essere contrattato. Dal mio punto di vista, la differenza di convenienza tra un mercato e l’altro risiede nella qualità e nelle porzioni del cibo offerto.

3 MERCATI GALLEGGIANTI RAGGIUNGIBILI DA BANGKOK

Nel mio viaggio in Thailandia ho visitato i 3 principali mercati galleggianti che si trovano a Bangkok e dintorni, ognuno con caratteristiche distintive che lo rendono unico e adatto a una particolare idea di esperienza. Se prevedi quindi di dedicare solamente una mezza giornata alla visita di un solo mercato galleggiante, in questa parte di articolo troverai, per ognuno dei 3 mercati galleggianti da me visitati, le principali caratteristiche distintive in modo da operare una scelta consapevole che meglio si adatta al tuo stile di viaggio e alle tue aspettative.

In questo paragrafo ti parlo dei 3 mercati galleggianti thailandesi da me visitati, soffermandomi sulle caratteristiche specifiche e le esperienze che ognuno offre, oltre che su come raggiungerli.

Il primo mercato galleggiante di cui ti parlo non potrebbe essere che il famosissimo Damnoen Saduak Floating Market, la gettonatissima e imperdibile destinazione che ogni turista che mette piede su suolo thailandese dovrebbe conoscere.

Il mercato visitabile oggi rientra in quel ristretto gruppo di mercati galleggianti preservati grazie all’intervento dell’organizzazione del turismo thailandese e fu inaugurato nel 1981, sostituendo il precedente mercato di Lad Plee. La sua storia infatti affonda le radici circa un secolo prima, quando nel 1868 il Re Rama IV fece costruire un canale di 32 chilometri, il canale Damnoen Saduak, al fine di connettere i due fiumi Mae Klong e Tha Chin che scorrono a ovest della capitale. Come inevitabile conseguenza, lungo il canale artificiale principale si vennero a istituire diversi mercati galleggianti, che si espansero in seguito alla creazione di altri canali secondari a opera della popolazione locale.

Dopo questa breve parentesi storica – sempre affascinante e necessaria quando si tratta di un luogo che ne può vantare una – è opportuno parlare di quello che costituisce oggi questo mercato. Il mercato galleggiante di Damnoen Saduak accoglie il turista con una infinità di ristoranti di cibo tradizionale e bancarelle di souvenir, industriali ma anche artigianali; mentre cibi e bevande hanno prezzi accessibili e nella media, soprattutto considerando che si tratta del mercato galleggiante più visitato in Thailandia, i souvenir hanno prezzi assurdamente elevati, da far rientrare nella media grazie alla tradizionale danza della contrattazione. Oltre alle classiche bancarelle disposte sulla terraferma, che lo fanno assomigliare a un mercato classico, in questo mercato galleggiante si possono trovare anche commercianti che vendono la propria merce come tradizione vuole, ovvero a bordo della propria barca sampan dalla forma lunga e stretta, alcuni indossando camicie blu chiamate mo hom e proteggendosi dal sole con uno strano cappello di paglia chiamato ngob.

Commercianti vestiti con camicia mo hom e cappello ngob a bordo dello loro barca sampan

Oltre a sperimentare cibo tipico e acquistare souvenir, il visitatore può salire anche a bordo di un’altra imbarcazione tradizionale, chiamata long-tail boat, per osservare il mercato dalla prospettiva migliore, ovvero dall’acqua. Come già accennato, i canali di questo mercato sono profondi solo qualche decina di centimetri quindi, tra una oscillazione e uno scontro – soprattutto per chi pensa che l’unico epilogo possibile di un innocuo giro in barca sia il naufragio – è opportuno tenere a mente che tra le placide acque dei canali che circondano il Damnoen Saduak non vi è rischio di fare la fine di Jack Dawson.

Long-tail boat al mercato galleggiante di Damnoen Saduak

Di quello che è oggi il Damnoean Saduak floating market ne ho sentito parlare dai visitatori in termini prevalentemente negativi, che lo criticano per la sensazione che trasmette di costituire solamente un affollato parco giochi per turisti, privo quindi della sua atmosfera autentica che il turista ambisce a sperimentare. E non sono di certo nessuno io per contraddire l’opinione di migliaia di persone. I commercianti ti fermano per cercare di convincerti ad acquistare dalla loro attività, tutto è tradotto in inglese in modo da consentire al turista di orientarsi e acquistare liberamente senza far domande e ho trovato persino un angolo dove è addirittura possibile indossare grossi serpenti come fossero coprispalle e scattarsi una foto mentre si viene “baciati” da queste povere bestiole. Indubbiamente, ai suoi albori, in un mercato galleggiante autentico non era possibile trovare nessuna di queste caratteristiche appena elencate, ma ritengo che fermarsi a questo sia piuttosto riduttivo. Come ho già specificato, se a oggi è ancora possibile sperimentare l’esperienza di un mercato galleggiante è solo grazie alla riconversione ad attrazioni turistiche degli stessi e i commercianti campano grazie al cibo e ai souvenir venduti ai turisti che affollano il mercato. Dal mio punto di vista questo non è un aspetto che dovrebbe far desistere un turista interessato a questo aspetto della cultura thailandese; certo sarebbe concettualmente magnifico poter osservare un mercato galleggiante autentico, ma sarebbe una esperienza limitata alla osservazione da lontano di alcuni commercianti che vendono le loro materie prime ad alcuni abitanti a bordo della loro sampan. Sicuramente una esperienza originale, ma indubbiamente molto poco coinvolgente.

L’unico aspetto della vocazione turistica di questo luogo che mi ha sinceramente infastidita è stata l’insistenza con la quale il guidatore della barca si fermava davanti ai negozi di souvenir nonostante nessuno fosse interessato. Avendo le long-tail boat una capacità di una decina di persone, è auspicabile che si compiano alcune soste per acquistare cibo appena preparato e bevande fresche direttamente dai commercianti che lavorano sulle barche; in fin dei conti è l’aspetto più interessante e originale della esperienza. Mi è però capitato di ritrovarmi ferma davanti a un negozio con la venditrice che continuava a mostrare ai turisti ogni singolo souvenir esposto senza che nessuno fosse minimamente interessato, e di vedere invece una commerciante su barca affrettarsi per preparare nel minor tempo possibile degli spiedini acquistati da un signore a bordo della mia stessa imbarcazione, sinceramente entusiasta per l’esperienza dell’acquisto – tant’è che alla fine ha generosamente offerto gli spiedini a tutti perché in realtà ne voleva solo uno.

La sensazione che si ha camminando per questo mercato galleggiante è quella di un labirintico susseguirsi di banchetti di cibo e souvenir, che si ripetono tra loro in tipologia, con ponti che conducono il visitatore nei meandri di quello che sembra un mercato interminabile. La ragione di questo è che si tratta effettivamente di un mercato di grandi dimensioni, articolato su diversi stretti canali artificiali che si dipartono dal canale principale Damnoen Saduak. Addentrandomi fra i passaggi di questo mercato, essendo io molto incline all’avventurarmi impulsivamente senza far caso al percorso da me seguito, ho dovuto limitare la mia esplorazione per mancanza di tempo, consapevole che avrei rischiato di non riuscire a ritornare agevolmente al punto di incontro per il rientro a Bangkok. Un consiglio essenziale che sento di dare è quindi quello di segnarsi la posizione di partenza appena raggiunto uno degli ingressi, in modo da essere in seguito liberi di perdersi a cuor leggero.

Da questo fatto deriva però anche un vantaggio: i tratti di mercato più lontani dal punto di ingresso dei turisti sono meno affollati e sicuramente meno frenetici e caotici. La maggior parte delle persone del mio gruppo non si è allontanata dai primi metri di mercato per paura di non essere più in grado di tornare indietro, limitandosi a cercare cibo e souvenir in un raggio molto ristretto di movimento.

Avendo già mangiato in un mercato visitato in precedenza lo stesso giorno, in questo mercato ho solamente assaggiato un piatto di pollo saltato con basilico sacro (chiamato Phad kaphrao in thailandese) in un ristorante che si trovava dall’altra parte del canale principale. La cosa più divertente di questa esperienza è il fatto che nulla è servito chiedere di averlo pochissimo piccante, solo ricevere una risata da parte del ristoratore. Il prezzo di questo piatto era di 100 Baht. Ovviamente non potevo non abbinarci uno smoothie al mango, costato 60 Baht. Quindi prezzi in linea, anche se porzioni decisamente ridotte rispetto alla media.

Pollo saltato con basilico sacro e smoothie al mango al mercato Damnoen Saduak
Smoothie al mango e pollo saltato con basilico sacro e uovo al mercato Damnoen Saduak

Il mercato galleggiante di Damnoen Saduak si trova a circa 100 Km da Bangkok – quindi non è esattamente dietro l’angolo come potrebbe sembrare leggendo alcuni articoli – e per raggiungerlo agevolmente vi sono solamente due opzioni principali. La prima opzione è sicuramente la più comoda e quella che solitamente preferisco, ovvero noleggiare una macchina – o anche un motorino per i più avventurosi – per raggiungerlo in autonomia. In questo caso devi considerare che è necessaria la patente internazionale e che è meglio evitare le prime ore dopo l’apertura, in quanto è il momento di maggiore attività ma anche di afflusso dei turisti.

La seconda opzione è invece partecipare a una escursione organizzata in partenza da Bangkok, che prevede lo spostamento andata/ritorno in minivan climatizzato e accompagnamento con guida locale. Solitamente questa attività viene abbinata anche alla visita di un altro famosissimo mercato, ovvero il Maeklong Railway Market, mercato distante circa 80 Km da Bangkok situato sopra i binari del capolinea di una linea ferroviaria attiva. Per la estrema comodità e il prezzo ridotto di questa opzione ho preferito affidarmi a una escursione organizzata, che mi ha permesso di apprendere alcune nozioni e curiosità, sacrificando in parte la libertà di una visita in autonomia.

Sinceramente questa opzione mi è piaciuta talmente tanto da arrivare a consigliarla, soprattutto per chi non ha intenzione di spostarsi autonomamente noleggiando una macchina. Tra le varie attività organizzate di visita a questi due mercati ho scelto l’opzione che combinava l’arrivo al mercato ferroviario di Maeklong a bordo del treno e la visita al mercato galleggiante di Damnoen Saduak che si può trovare sul sito di GetYourGuide ai seguenti link:

Escursione ai mercati Maeklong e Damnoen Saduak con Mahanakhon

Escursione ai mercati Maeklong e Damnoen Saduak

La differenza tra i due link è che al primo puoi trovare la combinazione con una visita allo skywalk del famoso grattacielo Mahanakhon, mentre nel secondo non è previsto, Il prezzo delle escursioni è comunque il medesimo in quanto il biglietto di ingresso si acquista separatamente, ma cambia ovviamente il punto di partenza e rientro a Bangkok.

Il secondo mercato galleggiante di cui ti voglio parlare è il Khlong Lat Mayom, bellissimo mercato situato nel distretto di Taling Chan di Bangkok.

Fondato nel 2004 da un agricoltore locale di nome Chuan Chuchan per promuovere gli scambi commerciali lungo il canale, questo mercato offre al visitatore una ampia varietà di merce, dal cibo thailandese ai prodotti di artigianato, fino addirittura ai massaggi tradizionali. Il suo nome deriva dal nome thailandese mayom di una varietà di uva spina molto diffusa in questo distretto della città. La sua superficie viene suddivisa in 6 zone, ognuna contrassegnata da apposite indicazioni per facilitare l’orientamento del visitatore – anche se penso sia assolutamente normale ignorare completamente i cartelli e perdersi nei meandri di questo paradiso per golosi.

Pancake ai frutti di mare al mercato Khlong Lat Mayom

In questo mercato ho avuto modo di vivere la miglior esperienza culinaria dell’intero viaggio – soprattutto perché sono riuscita a schivare cibo assurdamente piccante come la micidiale papaya salad che ci tenevo tanto ad assaggiare al mercato notturno di Chiang Mai, mannaggia a me. In questo mercato ho assaggiato i ravioli thailandesi chiamati money pocket, dalla forma a fagottino, croccanti fuori e ripieni di vermicelli di riso e verdure, rigorosamente intinti in una salsa agrodolce. Due piatti che non sono riuscita a trattenermi dall’assaggiare ogni volta che mi sono capitati sotto il naso sono poi i pancake ai frutti di mare e la frittura di gamberetti e granchietti, entrambe ovviamente accompagnate dalla specifica salsa. Per questi piatti ho speso in tutto 220 Baht.

Anche i dolcetti erano davvero invitanti, dalle mini torte fino ai dolci colorati a base di cocco e pandano. In questa marea di dolcezza ci tenevo a sperimentare dolcetti tradizionali thailandesi dall’aspetto di tuorli d’uovo, le cosiddette lava cake. Avendo già gradito la versione industriale del 7-eleven, non potevo esimermi dal provare questa leccornia stavolta prodotta artigianalmente. La loro caratteristica più succosa è quella di racchiudere un cuore morbido e cremoso; in particolare ho provato la versione alla crema e al cioccolato. Il prezzo di una confezione da due tortine era di 30 Baht.

Lava cake alla crema e al cioccolato del mercato galleggiante Wat Saphan

Per non farmi mancare nulla, lasciando il mercato ho anche acquistato una confezione regalo da 3 pacchetti di riso soffiato spettacolare a 100 Baht.

A forza di mangiare viene però anche sete e posso dire che anche le bevande erano eccezionali. In particolare ho assaggiato una bevanda fresca a base di prugna salata e acqua di lime e una soda al litchee: entrambe molto gustose e rinfrescanti. Per le due bibite ho speso 75 Baht.

I prezzi del cibo erano assolutamente nella media, considerando le porzioni abbondanti e la loro qualità. Per quanto riguarda invece souvenir e prodotti di uso comune non posso esprimermi in quanto ho focalizzato tutta la mia attenzione solamente sul cibo – shame on me.

Il fatto che abbia deciso di trattare di questo mercato mettendolo al secondo posto non ha nulla a che fare con la mia preferenza: è indubbiamente il mio mercato preferito tra tutti quelli visitati, galleggianti o meno. La principale ragione sta nel fatto che, per visitare questo mercato, bisogna tenere bene a mente che è operativo solamente nel fine settimana e nei giorni festivi, quindi pianifica il tuo viaggio in modo da avere tempo da dedicargli nel fine settimana.

Siccome il motivo della sua recente creazione non è stato una rivalutazione in chiave turistica di un retaggio storico ma una promozione della economia locale, il mercato offre al visitatore una atmosfera autentica di luogo di incontro e affari. Certo il fine ultimo dei commercianti è quello di ricavare un profitto dalla merce venduta, ma la clientela alla quale si rivolge non è esclusivamente il turista medio. Passeggiando per le sue bancarelle si possono infatti incontrare abitanti del posto e si viene rapiti dagli odori e dall’aspetto del cibo offerto, non da venditori urlanti e angoli scenografici. Diciamo che alla fine di una visita a questo mercato si hanno la pancia piena e decine di foto dei piatti appena sbaffati, piuttosto che stories in angoli molto social friendly.

La sua autenticità si riflette anche nelle esperienze messe a disposizione del visitatore. A differenza del precedente mercato, apertamente turistico, in questo mercato non ci si deve aspettare di poter acquistare cibo e prodotti di artigianato da venditori su barche tradizionali. Dopo una bella esplorazione della vasta offerta culinaria – molto più ampia e diversificata rispetto agli altri mercati visitati – ci si procurano i piatti da sperimentare e ci si apposta su un tavolino lungo il canale, punto. Specifico questo solamente per coloro che desiderano vivere l’esperienza di fare acquisti da venditori su barca.

Aspetta però, questo non significa che non vi sia la possibilità di fare un giro in barca. Dai diversi moli posti lungo il canale partono escursioni in long-tail boat della durata di 1 ora dirette al vicino Wat Saphan floating market, che prende il nome dal tempio in vicinanza al quale sorge. In un angolo di questo mercato ho trovato delle catinelle con dentro dei piccoli serpentelli d’acqua, probabilmente acquistati per poi essere liberati nel canale adiacente come pratica buddhista per guadagnarsi una crescita spirituale agli occhi del Buddha. È proprio qui che ho acquistato le tortine lava cake assaggiate poi una volta tornata al mercato di partenza. L’escursione in long tail boat è costata 100 Baht a testa ed è stata l’esperienza più adrenalinica di tutto il viaggio. Navigando in lunghi canali ampi e liberi – di certo non stretti e affollati come quelli del Damnoen Saduak floating market – il guidatore ha lanciato a massima velocità l’imbarcazione, portando addirittura allo spegnimento il motore, che per qualche minuto non è più ripartito. Per fortuna questa folle velocità non è stata mantenuta per tutta la navigazione: fortunatamente rallentava passando davanti alle abitazioni – soprattutto alle cosiddette “case degli spiriti”, alle quali ci teneva particolarmente ci inchinassimo – e per farci ammirare gli esemplari di varani che passeggiavano lungo la sponda del canale.

A spasso per i canali del mercato Khlong Lat Mayom a bordo di una long tail boat

In definitiva, per chi non è alla ricerca di angoli fotogenici e social friendly o acquistare da venditori sulla barca, prediligendo ottimo cibo thailandese e una “tranquilla” escursione in long tail boat, questo mercato è decisamente da includere nel proprio itinerario di viaggio.

L’ultima caratteristica che rende questo mercato perfetto anche per chi ha poco tempo e non vuole mancare questa esperienza è anche il fatto di essere facilmente e velocemente raggiungibile dal centro di Bangkok. Per raggiungere il mercato Kholg Lat Mayom si deve infatti raggiungere la fermata BANG KHUN NON sulla linea Blu della metropolitana e uscire dalla uscita 2; appena scese le scale si deve cercare la fermata della navetta gratuita BMA FEEDER Shuttle Bus che, dalle ore 9:00 alle ore 16:00, conduce direttamente al mercato. Unica cosa a cui prestare attenzione è che si tratta di una navetta circolare a senso unico, quindi si sale e si scende dalla medesima fermata.

Probabilmente era così semplice da raggiungere che il mio cervello è andato completamente in tilt: non solo ho sbagliato direzione quando ho preso la metro, ma sono anche capitata nel mercato sbagliato, essendomi fidata ciecamente del mio accompagnatore non avendo internet sul mio telefono. Alla fine ho dovuto ripiegare su un taxi per non sprecare altro tempo, ma questa serie di sfortunati eventi mi ha fatta incappare in un indimenticabile incontro con un monaco che mi ha impartito lezioni del Buddha attraverso una cassa di amplificazione posta in tasca.

E infine arriva il mercato galleggiante di Pattaya, nota località balneare posta a circa 3 ore di autobus da Bangkok, il mercato più turistico in assoluto della Thailandia.

La fondazione di questo mercato non è avvenuta sul sito di un precedente mercato galleggiante tradizionale, e neppure per iniziativa del singolo cittadino spinto dal desiderio di promuovere l’economia locale: il mercato nasce nel 2008 puramente a scopo turistico, col fine di tramandare la cultura del commercio su acqua della Thailandia. Nasce quindi come una sorta di museo a cielo aperto nel quale scoprire prodotti e usanze tipici delle varie regioni thailandesi, caratteristica che gli ha fatto guadagnare il soprannome di “mercato galleggiante delle 4 regioni” – una sorta di versione thailandese del mercato FICO Eataly di Bologna.

L’ingresso principale del marcato galleggiante è situato lungo Sukhumvit road ed è annunciato da una gigantesca riproduzione di una barca in legno, decorata con l’insegna del mercato e l’immancabile immagine del re di Thailandia. Per raggiungere il mercato mi sono affidata a un trasporto privato prenotato con l’applicazione Grab, essenziale per gli spostamenti in alcune città thailandesi, Pattaya compresa.

Il mercato è aperto tutti i giorni dalle ore 9:00 alle ore 20:00. Per l’ingresso si devono sganciare 200 Baht ma sono disponibili diversi pacchetti esperienza, come un giro su barca o mezzo anfibio a 800 Baht oppure il noleggio di un vestito tradizionale thailandese a 600 Baht.

Avendo già sperimentato il giro sulla barca tra i canali di un maggiormente realistico mercato galleggiante ho optato per il semplice ingresso ma, appena messo piede dentro, siamo stati fermati da un ragazzo che voleva andarsene e che ci ha regalato il suo voucher per il giro in barca – comprensivo di omaggi quali foto ricordo sulla barca, succo di frutta fresco e gelato alla fragola. Per la cronaca, la gita in barca è abbastanza breve e molto tranquilla, trattandosi di un canale frequentato esclusivamente dai mezzi per i turisti. Se puoi scegliere, e soprattutto vuoi avere un ricordo più vivido della esperienza, meglio sperimentare la corsa folle sulla long tail boat del mercato galleggiante di Khlong Lat Mayom.

Il mercato è suddiviso in diverse aree collegate tra loro da una serie di ponti, formando una sorta di labirinto che spinge il visitatore curioso a scoprirne ogni angolo. Il tutto viene contornato da angoli floreali e abbondanti decorazioni colorate, rendendo il tutto molto appagante per gli occhi e social friendly. Al centro del mercato è stato ricavato una sorta di ristorante con diversi tavoli e alcune barchette, fissate saldamente al pontile, sulle quali vengono preparati gli alimenti. A differenza degli altri mercati, nei quali devi procacciarti il cibo e conquistare un tavolo, una volta seduti in questo ristorante basta ordinare cibo e bevande e verranno recapitate direttamente al tavolo da un cameriere, proprio come fosse un ristorante. Non mancano comunque i soliti chioschi dove acquistare street food da consumare in piedi o mentre si cammina.

Avendo previsto la visita attorno a ora di pranzo, ho potuto anche qui assaggiare qualche pietanza. Il primo assaggio non poteva che essere un cartoccio di granchietti fritti; considerando il prezzo di 100 Baht e che mi sono stati riscaldati buttandoli, già cotti, nell’olio freddo riscaldato al momento, ma anche la porzione molto misera, diciamo che non sono partita col piede giusto. Nel ristorante posto al centro del mercato ci siamo però rifatti con due pad thai, uno con pollo e uno con gamberi, e una bibita fresca al cacao – che col pad thai ai gamberi va a braccetto proprio – spendendo complessivamente 155 Baht. Non è stato il pranzo migliore del viaggio, ma almeno mi ha risollevata dopo l’esperienza dei poveri granchietti. Per concludere il tutto non poteva mancare anche un ice roll gusto pesca e mango a 89 Baht.

Pad thai ai gamberi e al pollo al Pattaya floating market

A mio avviso, il mercato galleggiante di Pattaya potrebbe essere interpretato come una sorta di trappola per turisti, considerando che al biglietto di ingresso si associano attività commerciali di ogni tipo che vendono merce a prezzi leggermente sopra la media. Oltre ai punti ristoro e ai negozi di abbigliamento e prodotti di uso comune in Thailandia, si possono addirittura trovare angoli dove sperimentare la pedicure coi pesciolini e dove si possono allattare piccole caprette al biberon.

Se prevedi però una visita alla città di Pattaya penso dovresti comunque ritagliare del tempo per visitare questo mercato galleggiante. Il mercato merita una visita per quello che rappresenta, non per quello che offre: un concentrato di tradizioni thailandesi, da un punto di vista culturale, rappresentato in chiave puramente turistica. In questo mercato è infatti possibile assistere a diversi spettacoli di arte tradizionale, dalla leggiadra ed elegante danza fino alla famosissima box, ammorbidita opportunamente facendo lottare gli avversari su di una pertica sospesa sul canale. Il programma di spettacoli è abbastanza fitto e viene riportato su cartelli appesi in vicinanza a ogni palcoscenico.

Ponti e canali del Pattaya floating market

Un altro aspetto da non trascurare è inoltre l’ambientazione stessa del mercato, appositamente studiato per riempire la galleria del proprio smartphone e spingere il visitatore a ricercare l’angolo migliore per la prossima story sui social media. Se sei quindi alla ricerca di un luogo che combini un imprescindibile sguardo sulla storia locale e un certo fascino estetico, penso questo mercato faccia al caso tuo.


Spero che questa panoramica sui mercati galleggianti thailandesi da me visitati ti permetta di scegliere quelli da includere nel tuo itinerario di viaggio in Thailandia.

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Risposta

  1. Avatar adventurousafe088bd8a

    Grazie Sara! Che bell’articolo! 👋😀

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